Il dopopartita con il Brescello non puo' essere che scandito dai
rumori di mercato. Chi rimane? Chi se ne va? Qualcuno abbozza già delle ipotesi.
Bernareggi smentisce tutto quello che c'è da smentire. I diretti interessati aspettano
conferme dalla società. Pero c'è un comune denominatore in tutti gli interventi dei
giocatori: «Io sto bene a Varese». Anche mister Beretta, confermato per la terza
stagione consecutiva - una continuità che non si vedeva dai tempi di Eugenio Fascetti-
conferma la regola. «A Varese si lavora bene, con serenità e ci si resta volentieri».
(sopra: Christian Terni) I più gettonati sul piede di partenza sono naturalmente i due
granata Balzaretti e Sorrentino, che potrebbero tornare all'ombra della Mole Antonelliana,
ma anche altri. Le voci più insistenti riguardano Christian Terni, per il quale si
sarebbero interessate alcune società di B. E come non potrebbe essere visto la bellissima
stagione del difensore biancorosso, sia sul piano qualitativo che quantitativo. Terni
commenta brevemente: «se ho realmente questa chance, la società me la deve dare, e
penso che me la darà visto il legame e la stima che ci sono». Sorrentino dichiara di
stare bene a Varese e di non voler cambiare se non c'è il salto di categoria.
A proposito di quelli che rimangono, questa è la
giornata di Edoardo Gorini, premiato con una targa d'oro dal presidente Gerolamo
Bernareggi prima della partita, per le sue 197 presenze con la maglia del Varese. «E'
veramente d'oro», conferma Capozucca uscendo dagli spogliatoi. Gorini la mostra con
discrezione. "Al giocatore con la più lunga militanza biancorossa. Campione sportivo
ed esempio di umanità e lealtà", recita l'incisione sulla targa.
L'ultima battuta spetta naturalmente a Mario Beretta, che si
dice soddisfatto della partita e del campionato. «Oggi era una partita un po' particolare
vuoi per l'avversario vuoi per il caldo che ha affaticato non poco i giocatori. Sono
contento della stagione, della salvezza conquistata in anticipo e del carattere della
squadra. Nei momenti negativi è stata la compattezza dello spogliatoio a fare la
differenza»
(sopra: mister Beretta in una fase di allenamento)
|