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| Vizzola Ticino Da
due anni la Rsu denuncia la pericolosità della zona. Le risposte dell'assessore Verderio |
| E' polemica sull'incidente
mortale davanti alla ex Caproni |
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Uno scontro inevitabile, la moto
che corre lungo la strada, l'auto che sta per svoltare verso l'ingresso dell'Agusta,
l'impatto. E' morto così Gianluigi Orizio, 41 anni di Vanzaghello, operaio nel settore
merci di Malpensa che questa mattina alle 7 e 30 viaggiava con la sua Honda 250 sulla
strada provinciale 52. Lascia una moglie e due figli e lo sgomento dei suoi colleghi di
Malpensa che lo ricordano come un ragazzo per bene e un amico.
Sotto choc invece il conducente dell'automobile contro la quale si è schianata la Honda
di Orizio. Anche lui un lavoratore, dipendente dell'Agusta di Somma Lombardo, l'ex
Caproni, di fronte al terminal 1, per intenderci. Si era portato sulla corsia di svolta,
pronto a entrare nella fabbrica, ma all'improvviso si é trovato di fronte la
motocicletta, in un tratto di strada infausto, segnato da continue curve, da saliscendi
che rendono precaria la visuale. Inutile l'arrivo dei soccorsi, il ferito perde molto
sangue, le sue condizione appaiano disperate. Morirà poco dopo.
Rimangono sull'asfalto i vetri rotti e i segni delle due frenate. Ma rimane anche il
rammarico dei lavoratori dell'Agusta, che già da due anni stanno denunciando a più
riprese la pericolosità di quel tratto di strada. Allarmi che oggi appaiono in tutta la
loro evidenza.
Bisogna quindi fare un passo indietro, per capire come mai, l'ingresso di una fabbrica
storica, che oggi conta 500 dipendenti, si sia trovato al centro di uno svincolo ad
allarme rosso. Con il piano d'area malpensa, la vecchia strada provinciale 52, che fino ad
allora non era altro che un lungo rettilineo, diventa un tracciato tortuoso con salite e
discese, per consentire il passaggio della superstrada 336 in funzione aeroportuale. Viene
però dimenticata qualche attenzione. In particolare, l'ingresso nella fabbrica diviene un
potenziale luogo di scontro tra i veicoli, con scarsa visibilità. La Rsu dell'azienda
sollecita il prefetto e la provincia e presenta, circa un anno e mezzo fa, un esposto alla
procura della repubblica di Busto Arsizio sul problema.
Vengono proposte alcune soluzioni: semafori, dossi, una rotatoria. Ma le competenze non
sarebbero della provincia, per effetto degli accordi sul piano d'area. "E' l'Anas che
ha in appalto i lavori - spiega l'assessore ai trasporti Modesto Verderio -, la sp52 non
è ancora passata in capo alla provincia. Comunque noi abbiamo dato disponibilità a
concedere l'allargamento del parcheggio, che consentirebbe di non utilizzare l'ingresso
oggi a rischio dove é accaduto l'incidente. Poi tutto si é fermato". Altre
soluzioni non sarebbero a tutt'oggi possibili. Trattandosi di una provinciale i dossi sono
vietati dal codice della strada. L'installazione di semafori, a quanto pare, non è stata
presa in considerazione dall'Anas, mentre la realizzazione di un rondò, spiega Verderio,
"non é pensabile per un fabbrica di 500 dipendenti, altrimenti dovremmo farle in
tutta la provincia, per ogni stabilimento". "Se l'azienda deciderà
l'allargamento dei posti auto - conclude Verderio - ci adopereremo per la concessione dei
lampeggianti che segnalano l'uscita operai". |
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| Roberto
Rotondo
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