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Ore 16.33.11
Giorno
07/06/07
D
Tradate L’iniziativa promossa dall’istituto Don Milani ha ha trattato il tema dell’adolescente protagonista. La Pomodoro: «mi aspettavo di più»
Livia Pomodoro ha incontrato i ragazzi di Tradate

Secondo Livia Pomodoro, Presidente del Tribunale dei minori di Milano, alla serata svoltasi ieri sera con i ragazzi, presso l’istituto d’istruzione superiore Don Milani, i ragazzi dovevano essere più coinvolti: "Mi aspettavo che questa sera il dibattito vertesse su temi d’attualità; me lo aspettavo anche perchè da molti mesi questi argomenti sono quelli che vediamo passare e scorrere tra le notizie giornalistiche. Mi aspettavo anche che voi, che siete vicini alla zona dove vi è stato un reato molto grave nei mesi scorsi e in cui vi è stato un processo, vi poneste il problema di capire un po’ di più di quello che è accaduto e le ragioni per le quali i giudici hanno preso determinati provvedimenti: sarebbe molto più interessante discutere del vostro passaggio adolescenziale, invece mi vedo costretta parlare di pene, sanzioni e reclusione: cercherò di dare queste risposte".

"L’adolescente: protagonista nella famiglia e nella scuola" questo il tema della grande tavola rotonda: presenti all’iniziativa, oltre alla Pomodoro, molti personaggi illustri del panorama sociale locale: il dottor Gaetano Matricardi, ispettore del ministero della pubblica istruzione; il presidente e un esperto del Sert, rispettivamente il dottor Alberto Nicodamo e il dottor Giovanni Ferrari; l’assessore ai servizi sociali ed educativi Stefano Candiani; don Michele Barban direttore del centro solidarietà Gulliver.

Seguendo l’idea del tema principale, ovvero l’adolescente come protagonista sono state sottoposte ai presenti una serie di domande proposte dai ragazzi stessi. In questa maniera “l’adolescente protagonista” ha posto, a coloro che rappresentavano praticamente tutto il panorama sociale (dalla chiesa al tribunale, passando per la psicologia e la lotta alla tossicodipendenza), una serie di domande inerenti i problemi che loro, come ragazzi, sentono più vicini, ma sconosciuti: alcool, droga, conseguenze del carcere, vita minorile nel carcere, rapporti coi genitori: domande forse banali, ma nello stesso tempo legittime; domande le cui risposte si sentono tutti i giorni in televisione o dai media, ma che spesso non sono ascoltate per mancanza di interazione. Avere queste risposte di persona, da delle persone vere che si parano loro davanti, è decisamente un’altra esperienza: più concreta e reale.

Dopo l’intervento della Pomodoro si sono poi susseguite una serie di domande che hanno portato anche l’ispettore Matricardi a una significativa risposta: “Stare a scuola è un’esperienza significativa: percepisco una certa indifferenza nelle ultime generazioni: ma non è che nella scuola abbiamo smesso di intergire con i loro dubbi vitali? Dobbiamo riappropriarci dell’educazione sentimentale dei nostri ragazzi: stare a scuola deve essere una grande avventura umana”.

L’incontro si è infine concluso con l’intervento del dirigente scolastico dell’Istituto Adriana Battaglia Pradi: “Se la scuola e la famiglia non riescono a creare una struttura salda nella quale far vivere l’adolescente, a volte è certo che vi sia una degenarazione e debba intervenire la giustizia. Stasera abbiamo dato semplicemente un input, ma qualcosa abbiamo fatto”.

M.S.

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