| Secondo Livia Pomodoro, Presidente del
Tribunale dei minori di Milano, alla serata svoltasi ieri sera con i ragazzi, presso
listituto distruzione superiore Don Milani, i ragazzi dovevano essere più
coinvolti: "Mi aspettavo che questa sera il dibattito vertesse su temi
dattualità; me lo aspettavo anche perchè da molti mesi questi argomenti sono
quelli che vediamo passare e scorrere tra le notizie giornalistiche. Mi aspettavo anche
che voi, che siete vicini alla zona dove vi è stato un reato molto grave nei mesi scorsi
e in cui vi è stato un processo, vi poneste il problema di capire un po di più di
quello che è accaduto e le ragioni per le quali i giudici hanno preso determinati
provvedimenti: sarebbe molto più interessante discutere del vostro passaggio
adolescenziale, invece mi vedo costretta parlare di pene, sanzioni e reclusione: cercherò
di dare queste risposte". "Ladolescente: protagonista nella famiglia e
nella scuola" questo il tema della grande tavola rotonda: presenti
alliniziativa, oltre alla Pomodoro, molti personaggi illustri del panorama sociale
locale: il dottor Gaetano Matricardi, ispettore del ministero della pubblica istruzione;
il presidente e un esperto del Sert, rispettivamente il dottor Alberto Nicodamo e il
dottor Giovanni Ferrari; lassessore ai servizi sociali ed educativi Stefano
Candiani; don Michele Barban direttore del centro solidarietà Gulliver.
Seguendo lidea del tema principale, ovvero
ladolescente come protagonista sono state sottoposte ai presenti una serie di
domande proposte dai ragazzi stessi. In questa maniera ladolescente
protagonista ha posto, a coloro che rappresentavano praticamente tutto il panorama
sociale (dalla chiesa al tribunale, passando per la psicologia e la lotta alla
tossicodipendenza), una serie di domande inerenti i problemi che loro, come ragazzi,
sentono più vicini, ma sconosciuti: alcool, droga, conseguenze del carcere, vita minorile
nel carcere, rapporti coi genitori: domande forse banali, ma nello stesso tempo legittime;
domande le cui risposte si sentono tutti i giorni in televisione o dai media, ma che
spesso non sono ascoltate per mancanza di interazione. Avere queste risposte di persona,
da delle persone vere che si parano loro davanti, è decisamente unaltra esperienza:
più concreta e reale.
Dopo lintervento della Pomodoro si sono poi
susseguite una serie di domande che hanno portato anche lispettore Matricardi a una
significativa risposta: Stare a scuola è unesperienza significativa:
percepisco una certa indifferenza nelle ultime generazioni: ma non è che nella scuola
abbiamo smesso di intergire con i loro dubbi vitali? Dobbiamo riappropriarci
delleducazione sentimentale dei nostri ragazzi: stare a scuola deve essere una
grande avventura umana.
Lincontro si è infine concluso con
lintervento del dirigente scolastico dellIstituto Adriana Battaglia Pradi:
Se la scuola e la famiglia non riescono a creare una struttura salda nella quale far
vivere ladolescente, a volte è certo che vi sia una degenarazione e debba
intervenire la giustizia. Stasera abbiamo dato semplicemente un input, ma qualcosa abbiamo
fatto.
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