| Riceviamo
e pubblichiamo
Le recenti dichiarazioni di Alitalia sulla necessità
di rivedere il ruolo di Malpensa nel sistema aeroportuale italiano hanno suscitato una
valanga di commenti, per lo più polemici o negativi, raramente attenti al merito del
problema sollevato e, finora, del tutto indifferenti alla vera questione che ne sta alla
base: lincompatibilità dellaeroporto con lambiente e il territorio.
Ciò che infatti risulta oggi evidente a tutti
è che non è sostenibile e compatibile con una visione civile ed equilibrata
dellambiente la presenza di questo scalo con i volumi di traffico attuali e, a
maggior ragione, con le ipotesi di espansione ulteriore disegnate dai suoi più entusiasti
sostenitori.
E difficile e poco prudente avanzare
interpretazioni certe delle dichiarazioni di Alitalia: esse potrebbero preludere alla
presa datto che Malpensa non può sopportare tanto traffico (e ciò sarebbe per il
territorio una nota di sano realismo) ma potrebbe indurre qualcuno a forzare ulteriormente
le regole, con ulteriori spostamenti di voli su Malpensa. Questa seconda ipotesi andrebbe
nella direzione opposta alle richieste dei Sindaci e delle forze politiche (centro
sinistra) che hanno sottoscritto il patto per il territorio, che prevede la
ridistribuzione del traffico sugli aeroporti del nord.
Stupisce che nessuna delle reazioni lette
sui giornali tenga conto di questo elemento: ancora una volta Malpensa viene vista solo
come affare economico e non come problema ambientale. Sarebbe bene invece ricordarlo, sia
alla stampa (che ne parla solo nelle pagine economiche) che ai governanti, a partire dal
Presidente della Regione che pure qualche impegno con i Sindaci e le loro richieste lo
aveva preso.
Quanto poi agli aspetti puramente economici
giova ricordare come sia tutto da affrontare e da risolvere il nodo della privatizzazione
di SEA. Il gestore aeroportuale infatti, a differenza di Alitalia, ha sicuramente tratto
enormi profitti dopo lapertura di Malpensa ed ha visto crescere notevolmente la
propria valutazione.
Ci si domanda se sia giusto che questa
ricchezza finisca per beneficiare solo il Comune di Milano e non vada invece a vantaggio
dei territori e delle popolazioni che hanno pagato sul piano ambientale lespansione
dello scalo.
E poi se sia accettabile che il territorio,
i Comuni, la Provincia non abbiano voce in capitolo sulle decisioni gestionali e sugli
assetti futuri della società di gestione aeroportuale.
Sono domande più importanti di quelle
sulle scelte di Alitalia, solo che in questo caso spetta alla politica e a chi governa
dare una risposta chiara e giusta.
Roberto Caielli
Sindaco di Sesto Calende
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