| Riceviamo e
pubblichiamo A proposito della Consulta delle associazioni
culturali
LETTERA APERTA ALLE ASSOCIAZIONI CULTURALI CASSANESI
IL PROF. LEONE HA RAGIONE DA VENDERE, IL SINDACO HA TORTO MARCIO
Dopo che il prof. Giuliano Leone ha deciso di rassegnare le
dimissioni dalla carica di Presidente della Consulta delle Associazioni culturali è
importante esprimergli solidarietà . Ciò è senz'altro doveroso perché il prof. Leone
è stato costretto ad un gesto che nessuno -tranne il Sindaco- si augurava a causa delle
pesanti difficoltà frapposte dall'Amministrazione comunale leghista al lavoro ed alle
proposte della Consulta. Le argomentazioni addotte dal prof. Leone e -paradossalmente- la
risposta del Sindaco dalle pagine de "La Prealpina" del 14 maggio scorso
confermano che la vocazione censoria della Lega Nord si estende anche ad un settore, le
attività culturali, nei confronti del quale i leghisti si ostinano a non riconoscere la
necessità della più ampia autonomia dalla politica. E così facendo non si rendono
nemmeno conto che la loro impostazione "culturale" e i loro metodi ricalcano
pericolosamente quelli in voga negli anni '20, quando tutto era controllato dal Minculpop,
e guai a chi dissentiva. Di fronte ai grandi problemi sollevati dal prof. Leone e
confermati dalla presa di posizione di alcune delle Associazioni più importanti di
Cassano (si veda "La Prealpina" del 16 maggio scorso) appare davvero
sconcertante l'operazione di auto-glorificazione che il Sindaco fa di se stesso e della
sua "politica culturale". Lui gode del giudizio lusinghiero che qualche suo
conoscente non cassanese avrebbe dato delle numerose iniziative promosse dall'Assessore
alla cultura, dimenticandosi però di prestare attenzione a quelle migliaia di suoi
concittadini che si sono stupiti e lamentati per la soppressione di "Etno 2000".
Prova ulteriore, se ce ne fosse ancora bisogno, dell'incapacità di questo Sindaco di
ascoltare le ragioni degli altri e del piacere che invece prova ad ascoltare solo se
stesso. Ma i leghisti come fanno a non rendersi conto che le più importanti e prestigiose
manifestazioni culturali che si tengono in città (la rassegna Teatrale, i Cineforum, il
Cinema all'aperto d'estate) sono state ereditate dalle Amministrazioni che hanno preceduto
quella guidata da Uslenghi ? Coma fanno a non capire che dopo vent'anni queste importanti
realizzazioni necessitano di un aggiornamento, perché nel frattempo la domanda di
conoscenze dei Cassanesi è mutata e non si accontenta più solo di ciò che veniva loro
offerto negli anni '80? Ma i leghisti non vedono che, oltre a quelle importanti
iniziative, tutto ciò che viene proposto dall'Assessore Macchi ha il sapore e lo spessore
del calendario culturale di un qualsiasi dopolavoro aziendale di un'azienda di medie
dimensioni ? Ma soprattutto, i leghisti non si vergognano nel vedere mortificata la voglia
di partecipare, di fare, di lavorare per lo sviluppo culturale della loro città che
accomuna molti cassanesi organizzati nelle loro associazioni, ma che non posso impegnarsi
liberamente senza scontrarsi con i veti e con gli umori del Sindaco ? Evidentemente la
risposta a tutte queste domande è sempre la stessa: no, per loro va tutto bene e adesso
che il prof. Leone ha tolto il disturbo, per loro probabilmente andrà tutto ancora
meglio. Liberi di poter organizzare le loro poche cose senza qualcuno che continuamente
ficchi il naso nei contenuti delle loro scelte. Tutto ciò conferma drammaticamente due
cose:
1. la Consulta delle Associazioni culturali è entrata irreversibilmente in crisi ( come
avevamo facilmente previsto quando ne era stato approvato il regolamento)
2. oggi è ancor più necessaria di quanto non lo fosse già nel 1998 (quando l'avevamo
proposta per la prima volta) la costituzione di una vera e propria Commissione alle
attività culturali, che possa godere della più ampia autonomia di iniziativa e di un
bilancio da cui attingere per non dover ogni volta elemosinare due soldi
all'Amministrazione comunale , di qualunque colore dovesse essere. Oltre tutto, questa è
una facoltà espressamente prevista dallo Statuto del nostro Comune. I leghisti possono
anche rifiutare questa nostra proposta: poi, però, non si lamentino se vengono accusati
di essere dei perfetti censori in perfetto stile Minculpop, appunto.
Francesco De Palo, consigliere comunale dell'Ulivo
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