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Ore 16.30.00
Giorno
07/06/07
D
Cassano Magnago – Il consigliere dei Ds scrive alle associazioni culturali
De Palo: "Il prof. Leone ha ragione da vendere, il sindaco ha torto marcio"

Riceviamo e pubblichiamo

A proposito della Consulta delle associazioni culturali

LETTERA APERTA ALLE ASSOCIAZIONI CULTURALI CASSANESI

IL PROF. LEONE HA RAGIONE DA VENDERE, IL SINDACO HA TORTO MARCIO

Dopo che il prof. Giuliano Leone ha deciso di rassegnare le dimissioni dalla carica di Presidente della Consulta delle Associazioni culturali è importante esprimergli solidarietà . Ciò è senz'altro doveroso perché il prof. Leone è stato costretto ad un gesto che nessuno -tranne il Sindaco- si augurava a causa delle pesanti difficoltà frapposte dall'Amministrazione comunale leghista al lavoro ed alle proposte della Consulta. Le argomentazioni addotte dal prof. Leone e -paradossalmente- la risposta del Sindaco dalle pagine de "La Prealpina" del 14 maggio scorso confermano che la vocazione censoria della Lega Nord si estende anche ad un settore, le attività culturali, nei confronti del quale i leghisti si ostinano a non riconoscere la necessità della più ampia autonomia dalla politica. E così facendo non si rendono nemmeno conto che la loro impostazione "culturale" e i loro metodi ricalcano pericolosamente quelli in voga negli anni '20, quando tutto era controllato dal Minculpop, e guai a chi dissentiva. Di fronte ai grandi problemi sollevati dal prof. Leone e confermati dalla presa di posizione di alcune delle Associazioni più importanti di Cassano (si veda "La Prealpina" del 16 maggio scorso) appare davvero sconcertante l'operazione di auto-glorificazione che il Sindaco fa di se stesso e della sua "politica culturale". Lui gode del giudizio lusinghiero che qualche suo conoscente non cassanese avrebbe dato delle numerose iniziative promosse dall'Assessore alla cultura, dimenticandosi però di prestare attenzione a quelle migliaia di suoi concittadini che si sono stupiti e lamentati per la soppressione di "Etno 2000". Prova ulteriore, se ce ne fosse ancora bisogno, dell'incapacità di questo Sindaco di ascoltare le ragioni degli altri e del piacere che invece prova ad ascoltare solo se stesso. Ma i leghisti come fanno a non rendersi conto che le più importanti e prestigiose manifestazioni culturali che si tengono in città (la rassegna Teatrale, i Cineforum, il Cinema all'aperto d'estate) sono state ereditate dalle Amministrazioni che hanno preceduto quella guidata da Uslenghi ? Coma fanno a non capire che dopo vent'anni queste importanti realizzazioni necessitano di un aggiornamento, perché nel frattempo la domanda di conoscenze dei Cassanesi è mutata e non si accontenta più solo di ciò che veniva loro offerto negli anni '80? Ma i leghisti non vedono che, oltre a quelle importanti iniziative, tutto ciò che viene proposto dall'Assessore Macchi ha il sapore e lo spessore del calendario culturale di un qualsiasi dopolavoro aziendale di un'azienda di medie dimensioni ? Ma soprattutto, i leghisti non si vergognano nel vedere mortificata la voglia di partecipare, di fare, di lavorare per lo sviluppo culturale della loro città che accomuna molti cassanesi organizzati nelle loro associazioni, ma che non posso impegnarsi liberamente senza scontrarsi con i veti e con gli umori del Sindaco ? Evidentemente la risposta a tutte queste domande è sempre la stessa: no, per loro va tutto bene e adesso che il prof. Leone ha tolto il disturbo, per loro probabilmente andrà tutto ancora meglio. Liberi di poter organizzare le loro poche cose senza qualcuno che continuamente ficchi il naso nei contenuti delle loro scelte. Tutto ciò conferma drammaticamente due cose:
1. la Consulta delle Associazioni culturali è entrata irreversibilmente in crisi ( come avevamo facilmente previsto quando ne era stato approvato il regolamento)
2. oggi è ancor più necessaria di quanto non lo fosse già nel 1998 (quando l'avevamo proposta per la prima volta) la costituzione di una vera e propria Commissione alle attività culturali, che possa godere della più ampia autonomia di iniziativa e di un bilancio da cui attingere per non dover ogni volta elemosinare due soldi all'Amministrazione comunale , di qualunque colore dovesse essere. Oltre tutto, questa è una facoltà espressamente prevista dallo Statuto del nostro Comune. I leghisti possono anche rifiutare questa nostra proposta: poi, però, non si lamentino se vengono accusati di essere dei perfetti censori in perfetto stile Minculpop, appunto.

Francesco De Palo, consigliere comunale dell'Ulivo

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