Tira un'arietta poco frizzante negli ambienti
politici della città. La verità é che nessuno ha capito bene come andranno a finire le
cose. Cautela, cautela e ancora cautela. La lotta per la conquista della poltrona di
sindaco non appassiona fino in fondo. C'é più curiosità su altre questioni, come ad
esempio se ci sarà o no il ballottaggio, chi eventualmente vi accederà per sfidare il
candidato della Casa delle libertà, come sarà composto il consiglio comunale.
Andiamo con ordine. Favorito era e resta tuttora Nicola Mucci (foto) di Forza Italia. Lo spostamento
delle elezioni lo ha però privato dell'effetto trascinamento sul voto a Berlusconi
presidente. La convinzione che si sta facendo strada é che non sarà facile vincere al
primo turno. I leader del centrodestra non si sbilanciano e si guardano bene dal fare
proclami. Due le incognite maggiori: l'affluenza alle urne e il voto disgiunto.
Il 13 maggio, prendendo come riferimento i risultato della camera proporzionale, furono 33.705 i gallaratesi
ad andare alle urne, su un totale di 39.230 aventi diritto, l'85,91%.
I partiti della casa delle libertà presero complessivamente 19.030 voti, il 59,29%.
Torneranno in massa per votare Mucci? Al tendone di via Varese, base operativa della
campagna elettorale del centrodestra, se lo augurano tutti. Con quei voti la partita é
ampiamente chiusa. Ma un calo dovrebbe essere fisiologico, considerata anche la stanchezza
di dover tornare alle urne dopo solo due settimane dalle politiche.
L'Ulivo, candidato Laura Floris Martegani (foto
sopra), parte da una base di 8.557 voti conquistati
alle politiche, il 26,65%. Un elettorato generalmente fedele. Rimane però l'incognita
Margherita, che ha incamerato 4.803 voti (14,96%) due settimane fa, quando però sul
simbolo c'era scritto "Rutelli". Un bel test, per il nuovo centro della
coalizione. L'obiettivo é il ballottaggio. Diversamente sarebbe una disfatta.
Il terzo incomodo é di certo Andrea Buffoni (foto sotto). Il candidato
socialista ha giocato tutte le carte che aveva a sua disposizione. Si é alleato con una
lista civica di ex leghisti e non, che mira a portare a casa il voto degli scontenti, e ha
cercato di accreditarsi come candidato moderato. Punta a rubare voti a destra. I partiti
che lo sostengono a livello nazionale non contano nulla e a Gallarate non vanno oltre il
2%. Ma la sua candidatura rappresenta l'anomalia gallaratese e, si vocifera, può contare
su percentuali a due cifre. Se entrerà in ballo il voto disgiunto potrebbe
avvantaggiarsene pescando ovunque; potrebbe profilarsi un testa a testa con l'Ulivo per il
ballottaggio.
Resta da capire quali voti siano sul mercato. Non certo quelli di Rifondazione, Luini ,
Bartoli o Mazzetti. Loro diverranno terreno di caccia solo in un eventuale secondo turno.
Piuttosto vale la pena di fare questo calcolo. C'é un 12% di elettori a spasso e sono
quelli che alle politiche hanno votato per le liste tipo Bonino, Pensionati, abolizione
scorporo, scheda bianca ma soprattutto, il gruppo più consistente (1589, il 5% circa)
scheda nulla. Ancora poche ore per convincerli e spiegargli come si vota.
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