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Ore 16.32.08
Giorno
07/06/07
Mucci vince al primo turno con il 50.23%
Cronaca della giornata

I commenti dei duellanti
Chi vince e chi perde
I risultati elettorali
Gallarate – Nel centrodestra Forza Italia sugli altari, la Lega nella polvere. Nell'Ulivo si conferma la voglia di Margherita tra l'elettorato
Chi vince e chi perde, borsino politico a margine del voto

mucci-prega.jpg (10604 byte)Vince Nicola Mucci, chiamato sarcasticamente "berluschino" dagli avversari. Un berluschino capace però di non perdere un voto per strada. Non fa sfracelli, anche perché il sottobosco delle liste civiche - fenomeno ancora molto forte a Gallarate - gli toglie voti, ma fa il suo dovere. Gettato in prima linea con una missione da compiere, la compie. E comunque, l'elezione al primo turno, se non é un cappotto é comunque un successo inequivocabile.

Vince Forza Italia che si conferma primissimo partito con il 31% dei voti. E vincono i suoi registi, Massimo Buscemi e Nino Caianiello. Hanno mandato a casa il "loro" sindaco Greco, ma la città ha ridato loro fiducia. Alleanza Nazionale conferma più o meno i suoi consensi, tra il 7 e l'8%, senza infamia e senza lode. Il Ccd-Cdu fa sue le solite briciole. Si può accontentare. La Lega Nord perde. Anche alle amministrative l'ingresso nella Casa delle libertà fa perdere consensi. Rispetto al 13% delle politiche si registra una nuova dura flessione, che la porta intorno all'8%. Gli ex leghisti Luini, ma soprattuto Bartoli, fanno man bassa di voti leghisti. La sensazione é che l'elettorato leghista sia a spasso, terreno di caccia per gli altri partiti.

Non festeggia ma non si dispera Laura Floris Martegani. Il ballottaggio sfugge per qualche voto. La candidata aggiunge un paio di punti percentuali personali alla coalizione. Non si poteva fare di più. Ride la Margherita, che si conferma il primo partito dell'Ulivo con il 9,34% dei voti. Perde rispetto alle politiche ma conferma comunque nell'elettorato la fame di centro riformista; fatti gli elettori, ora bisogna fare il partito. I Ds rimangono sui dati degli ultimi anni, intorno all'8%. La riflessione in casa della Quercia rimane: primum vivere. Comunisti Italiani e Socialisti Repubblicani si profilano come partiti di testimonianza.

In casa Buffoni succedono due cose interessanti. La lista che porta il nome dell'ex sindaco socialista diventa il secondo partito della città, con l'11,93%. Il vecchio leone dimostra di avere ancora un certo fascino verso la gente di Gallarate, anche se forse poteva aspirare a qualche punto in più. Debacle invece per Gallarate 2010, puniti severamente dalle urne. Protagonisti delle ultime scintille degli ultimi mesi, i leghisti trasfughi escono dalla partita con un pugno di mosche, anche se va riconosciuto loro il coraggio di rinunciare a posti sicuri sul carro dei vincitori, per condurre fino in fondo una battaglia ideale di opposizione all'invadenza delle scelte urbanistiche.

Finisce qua la lunga avventura di Angelo Luini nel consiglio comunale. Da sindaco a cavallo solitario Luini non raccoglie quanto sperato. Le sue stravaganze ci mancheranno. Buona affermazione invece per Claudio Bartoli di Vivigallarate. La lista civica porta a casa un piccolo successo ottenuto con cinque anni di lavoro sociale nella città, senza arroganze.

Al momento di andare in linea ancora non sappiamo se Rifondazione riesce a ottenere il consigliere comunale. Da questi dipende o meno il giudizio sulla scelta di correre da soli. Infine, la lista Di Pietro, delude e torna a casa sconfitta.

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