La Casa delle libertà vince le elezioni di Gallarate al primo turno e
conferma la supremazia della coalizione in provincia di Varese. Nicola Mucci, il giovane
candidato, raccoglie il 50,23% dei consensi in città, incassando 13.420 voti e staccando
nettamente Laura Floris Martegani, portabandiera dell'Ulivo, ferma al 23,42% e a 6.256
voti. Al terzo posto Andrea Buffoni, della lista omonima, con il 13,71% dei consensi, in
tutto 3.662 voti. Quarto posto per Claudio Bartoli, della lista civica Vivigallarate, con
1.504 voti (5,63%). Massimo Barberi, Rifondazione Comunista, raccoglie 825 voti (3,09%),
Angelo Luini, Ape, 543 voti (2,03%), Sergio Mazzetti, Lista Di Pietro, 507 voti (1,9%).
La vittoria
di Mucci non é mai stata in discussione, il superamento del quorum sì. Per tutta la
giornata i dati hanno collocato la Casa delle libertà a cavallo del fatidico 50%. Alla
fine la vittoria al primo turno si é decisa per una manciata di voti, circa 50, cifra
più cifra meno. Un epilogo incredibile, se si pensa che sono stati 27.610 i votanti
(70,4% di affluenza). Una perdita secca del 13% rispetto agli elettori del 13 maggio, ma
in linea con quanto accaduto nelle altre città italiane, pur tenendo conto del fatto che
altrove si votava già per il ballottaggio, dove l'affluenza é generalmente in discesa.La certezza della vittoria é giunta solo alle 19. Già dal primo pomeriggio
i rappresentanti di lista avevano comunicato alla sede di Forza Italia un risultato che
dava Mucci sopra la metà dei voti per sole 59 schede. A fine spoglio quel dato é stato
in sostanza confermato. Rispetto alle politiche la Casa della libertà ha perso circa 10
punti percentuali, ma in rapporto alla diminuzione di affluenza il dato andrà poi
valutato con maggiore attenzione.
Non
hanno giocato, nel risultato finale, elementi quali il voto disgiunto o la poca esperienza
del candidato. Mucci prende bene o male la somma delle percentuali della coalizione, non
aggiunge e non toglie cifre significative. Diverso il conto se si prendono in
considerazione i voti effettivamente ottenuti, ma a questo dato va aggiunto il fatto che
molti elettori, circa 4.000, hanno preferito votare solo i candidati sindaci, astenendosi
dal voto ai partiti. Un comportamento elettorale che può essere variamente interpretato.
Domani si conoscerà l'esatta composizione del consiglio comunale, dove la Casa della
libertà, con diciotto seggi su trenta, potrà disporre di un'ampia maggioranza per i
prossimi cinque anni.
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