CONTRIBUTI ALLE AZIENDE ARTIGIANE/AGRICOLE A FAVORE DI STUDENTI INTERESSATI ALL'ESPERIENZA LAVORATIVA DURANTE IL PERIODO ESTIVO

ART. 1 La Regione attribuisce un contributo di Lit. 500.000 alle imprese artigiane ed agricole iscritte nel rispettivo albo che attivano borse di lavoro per studenti durante il periodo estivo.

ART. 2 Le borse di lavoro consistono nella prestazione di attività lavorativa dello studente presso l'azienda, nel periodo dal 15 giugno al 15 settembre, per un massimo di tre mesi con un orario di 25 ore settimanali. In linea di principio lo studente deve essere adibito a mansioni coerenti con il suo percorso formativo scolastico, e comunque non può essere addetto a lavori usuranti. La borsa di lavoro prevede la corresponsione allo studente di un salario di Lit. 10.000 l'ora. Il rapporto tra datore di lavoro e studente non costituisce un rapporto di lavoro; allo studente non sono dovute le prestazioni contributive ed assistenziali. Il datore di lavoro è obbligato ad assicurare lo studente per il rischio infortuni.

ART. 3 Possono partecipare all'assegnazione delle borse di lavoro gli studenti delle scuole superiori e delle università di età compresa tra 16 e 21 anni. Le domande vanno presentate presso l'istituto scolastico od universitario di appartenenza, che le trasmette entro il 30 aprile di ogni anno all'Ufficio provinciale del lavoro. L'assegnazione delle borse avviene in base a graduatorie circoscrizionali stilate tenendo conto del profitto scolastico e del reddito familiare dello studente.

ART. 4 Le aziende interessate all'attivazione delle borse di lavoro devono farne richiesta all'Ufficio Circoscrizionale per l'impiego, comunicando anche le mansioni a cui lo studente sarà addetto. Le aziende con un numero di dipendenti da 1 a 10 possono attivare una borsa di lavoro all'anno, quelle con un numero di dipendenti superiore a 10 possono attivare fino a due borse di lavoro all'anno.

ART. 5 I fondi per l'assegnazione dei contributi previsti dalla presente legge faranno carico al capitolo dell'istruzione professionale del bilancio regionale.

 

RELAZIONE AL PROGETTO DI LEGGE

CONTRIBUTI ALLE AZIENDE ARTIGIANE/AGRICOLE A FAVORE DI STUDENTI INTERESSATI ALL'ESPERIENZA LAVORATIVA DURANTE IL PERIODO ESTIVO

Il progetto di legge nasce dall'esigenza di consentire agli studenti di avere un primo contatto con il mondo del lavoro, permettendo loro di sfruttare il periodo delle vacanze estive per maturare esperienze che risulteranno utili al momento del loro inserimento nella produzione. Tale progetto tende anche a diffondere la conoscenza delle tecniche artigiane ed agricole tra i giovani, valorizzandone l'aspetto produttivo.

I modi di attuazione possibili erano sostanzialmente due: 1. incentivare e sostenere gli accordi tra le parti sociali per l'estensione agli studenti dei contratti a termine, seguendo ad esempio la strada percorsa dall'Unione Industriali di Varese e le strutture locali dei sindacati C.G.I.L., C.I.S.L. ed U.I.L.; 2. incentivare l'attivazione da parte delle aziende di borse di studio, che non si configurino dunque come contratti di lavoro.

Il primo modello è stato sperimentato in questi ultimi anni e si è dimostrato funzionale in una realtà industriale e con pochi problemi di occupazione. Però la proposta di legge è indirizzata specificamente alle aziende artigiane ed agricole, che sono in genere di piccole dimensioni e poco attrezzate di fronte agli adempimenti amministrativi e fiscali che tale modello comporta. Si è dunque preferita la seconda soluzione, che ha il vantaggio di rendere appetibile l'assunzione dei giovani studenti, dato il basso costo e le procedure estremamente semplificate.

Per questo la proposta si muove in due direzioni: da una parte fornire un incentivo monetario alle imprese che accettino di far lavorare gli studenti, dall'altra semplificare al massimo procedure e vincoli burocratici all'assunzione. Si è scelto di affidare la gestione della procedura agli Uffici circoscrizionali per l'impiego, per fare in modo che lo studente rimanga legato alla sua realtà territoriale.

I limiti previsti tendono tutti ad evitare un utilizzo non corretto di queste borse di studio. In particolare si vuole evitare che queste si trasformino in uno strumento di sfruttamento di manodopera a costi irrisori.