Teatro Sociale semivuoto per il concerto di uno dei
quintetti di fiati più affermati presenti sulla scena italiana. Complici forse il
maltempo, i risultati elettorali alla tv e il lunedì, giorno da sempre infelice per
sperare in una corposa affluenza ai concerti. Ma i pochi luinesi che hanno vinto la
pigrizia non ne sono usciti certo a bocca asciutta. I cinque eccellenti strumentisti del
Quintetto Bibiena hanno proposto un programma dedicato interamente alla musica russa,
eseguendo due funamboliche trascrizioni dai Quadri di unEsposizione di Modest
Musorgskij e dal Pierino e il Lupo di Sergej Prokovev. Particolarità del lavoro è la provenienza delle opere: la
prima elaborata dalla scrittura pianistica, la seconda dallorchestra. I componenti
del quintetto stesso ne curano le elaborazioni e non scivolano nellerrore di una
mera trascrizione delle note, ma infarciscono la scrittura con tecniche ed effetti
peculiari di ogni strumento, rendendole accattivanti e rivelandone aspetti inconsueti.
Originalissima la seconda parte, dove i musicisti alternano alla musica il recitativo in
forma "teatrale", con linclusione di simpatiche gag. Forse i
puristi storceranno un po il naso davanti a tanta apparente
"dissacrazione" ma non cè dubbio che il taglio che i Bibiena
offrono a questo tipo di performance, sia moderno, innovativo e renda più facile un
avvicinamento alla musica da parte di tutti.
Dopo finti spari, scostumati "gesti
dellombrello" e irresistibili numeri degni di un cabarettista consumato, i
cinque musicisti concludono in bellezza con una canzone di Gershwin: I got a Rythm.
E nonostante la loro irresistibile simpatia e bravura si oppongono con insuccesso al
plebiscito televisivo ottenendo solamente una cinquantina di preferenze. Si sa: potenza
dei media, che da tempo soffocano la voglia di ritrovarsi insieme per guardare
nella direzione dellarte e della musica.
|