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07/06/07
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Salone del libro

Società- La democrazia è a rischio? Uno dei più autorevoli esponenti del neoliberalismo in Europa interviene al salone del libro di Torino ospite di Laterza
L’Europa, la democrazia, il paradosso di Ralf Dahrendorf

«Se l’Unione Europea chiedesse di diventare membro dell’Unione Europea non sarebbe ammessa, perché insopportabilmente antidemocratica». Lord Ralf Dahrendorf, ospite dell’editore Laterza, al salone del libro di Torino, risponde con un paradosso alla domanda di Antonio Polito, inviato londinese di Repubblica, sull'esistenza di deficit di democrazia nel Vecchio continente. Dahrendorf, politologo di fama internazionale, è convinto che i parlamenti siano la più grande e bella invenzione dell’umanità, ma al contempo è convinto che la democrazia sia in pericolo, perché proprio i parlamenti stanno attraversando un periodo di declino, attaccati come sono dall’interno e dall’esterno.

«Le decisioni politiche sono delocalizzate e vengono prese non più negli spazi tradizionali della democrazia- spiega Dahrendorf -. I principi della democrazia tipici degli stati nazione, non sono applicabili agli spazi sopranazionali. In Europa ad esempio le decisioni sono prese da un piccolo numero di persone e il Parlamento Europeo non si merita questo nome. Bisognerebbe introdurre almeno i controlli necessari per le decisioni che vengono prese e poi non esiste un demos europeo che abbia un desiderio comune e questo è un altro punto negativo».

Dahrendorf non si sottrae all’analisi della recente tornata elettorale italiana e sui nuovi rapporti tra leader e popolo che sembrano essere l’aspetto basilare sul quale i nuovi politici fondano il loro patto elettorale.
«La politica è diventata come un bene di consumo, pertanto noi andiamo verso una politica usa e getta. La politica si è allontanata dal dibattito parlamentare e si è spostata sulla politica pubblicitaria. Un esempio è quanto sta avvenendo in Gran Bretagna, dove Blair con la sua campagna elettorale sta cercando si affascinare il popolo, far colpo su qualità più effimere. Questo aspetto si riflette sui parlamenti che non saranno più eletti per sostenere un iter legislativo».
«In Italia? Gli Italiani hanno scelto, verrà formato un governo e gli altri stati dovranno dare una chance a chi ha vinto. La democrazia non è in pericolo fino a quando rimarranno fermi tre punti: i cambiamenti non sono il frutto di un atto violento, continua a permanere un equilibrio tra i poteri e la gente viene ascoltata. I pesi e i contrappesi sono fondamentali in democrazia, e in questi rientra anche la stampa che ha un ruolo fondamentale, quanto il parlamento».

Michele Mancino

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