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lo smarrimento, poi il viaggio di riscoperta, di composizione e scomposizione, questo è
stato liter che ha portato allinterpretazione de Il Re muore, la
pièce di Eugène Ionesco, apparso sulle scene parigine nel 1962, che ha portato a
Il condannato a vita, una lettura ad opera della compagnia milanese Il
carro di Tespi. Andrà in scena questa sera e sarà ripetuta fino a domenica a Somma
Lombardo per il Festival del Ticino.
Del quale è anche una produzione originale e una prima esperienza per la rassegna di musica
teatro sperimentazione e ricerca giunta alla sua quinta edizione. Losmosi, nel testo
di Ionesco, fra quotidianità della condizione umana e una visione universale è la sfida
che ha impegnato la compagnia. Musica, arti figurative, altri testi, la memoria del corpo,
della voce sono stati invece gli strumenti per tradurre questo passaggio fra quotidianità
e extraquotidianità in azione teatrale. Ecco che la musica diventa ricerca di sonorità e
ritmi intessuti nelle stesse parole e la pittura di Escher aiuta a dare unimmagine
del passaggio continuo fra due dimensioni parallele. Il senso della trasformazione porta
alle Metamorfosi di Ovidio e queste allutilizzo della maschera. Quale strumento
migliore per individuare i momenti culminanti della trasformazione e del passaggio? E
infine lincontro con lacciaio delle almiere. Che sul palco diventano specchi,
porte, quinte, strumenti musicali che spingono alla ricerca di una continua rinascita.
Questa
versione de Il Re muore vede in scena solo tre personaggi. Il Re, per il quale lostinata volontà di vivere manca
sostanzialmente di motivazione. Due regine che incarnano le due facce dellamore:
lamore passionale della regina Maria che persegue una felicità precaria, instabile,
in altre parole "troppo umana"; e lamore della regina Margherita, che
tenta di trascendere la dimensione umana e che opera, con spietata logica, un amoroso
distacco dalla persona amata.
Il Re, Maria e Margherita si ritrovano nella sala del trono - ultimo baluardo di un regno
ormai in disfacimento - dove lamine dacciaio hanno il potere di mostrare la realtà
e soprattutto una possibile via verso un mutamento della stessa.
Qui, i tre danno vita a una cerimonia distruttiva e inarrestabile quanto, per assurdo,
costruttiva e colma di speranza per un rinascita delluomo, forse in un mondo
migliore.
Personaggi e interpreti dello spettacolo
sono Andrea Marasso nella parte del Re Bérenger I, Rita Vaz Pato è la regina Maria e
Maddalena Trani oltre che regista interpreta la regina Margherita. La scenografia è
curata dalla compagnia, gli oggetti di scena sono di Vaz Pato e Marasso, i costumi sono di
Cinzia Breda e le luci curate da Giorgio Berlusconi.
"Il condannato a vita"
da "Il re muore" di E.Ionesco
adattamento e regia Maddalena Trani
Il Carro di tespi
25/ - 26/5 ore 21, - Somma Lombardo Teatro Oratorio San Luigi
27/5, ore 17 - Somma Lombardo Teatro Oratorio San Luigi.
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