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07/06/07
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Varese - Termina con successo mercoledì 30 maggio al centro d'Incontro"Grilli" di San Fermo la rassegna teatrale condotta dal regista varesino Paolo Franzato in collaborazione con la Circoscrizione 5
Con Barbablù si conclude la quarta edizione di "Teatro e Territorio"

Si conclude mercoledì 30 maggio, con la rappresentazione "BARBABLÙ", la rassegna teatrale "Grammatiche Creative - Intelletto, Volontà e Sentimento", dedicata a Konstantin Sergeevic Stanislavskij, organizzata e diretta dal Teatro Franzato, con il contributo della Circoscrizione n° 5 del Comune di Varese. 
In scena negli spazi del Centro d'Incontro "Giovanni Grilli" a San Fermo, a partire dalle ore 21 saranno gli interpreti del "Gruppo Adulti" dei Laboratori di Pedagogia Teatrale condotti da Paolo Franzato, direttore artistico dell'evento: si tratta di un gruppo composto e articolato da attori-educatori-genitori, con la presenza di un coro e di musicisti. 
Negli spazi del Centro dunque saranno protagonisti Angela Aletti, Roberta Beretta, Ornella Bonvissuto, Nicoletta Brazzale, Svetlana Shmyga, Alessandro Mezzanotte, Giuseppe Vassellatti, Giusi Viglione. La regia dello spettacolo è a cura dello stesso Franzato. 

L'intera operazione rientra nella IV edizione di "Teatro & Territorio" Città di Varese che, come le precedenti edizioni, ha suscitato un vasto e caloroso interesse, confermando un segno tangibile di un evidente e diffuso bisogno di vivere la cultura in maniera diretta, concreta e coinvolgente. 
"E' un teatro pedagogico e culturale, il nostro, - spiega il regista - che risponde alla necessità presente negli spettatori e attori cittadini di vivere l'esperienza teatrale come momento autentico di aggregazione e relazioni, che non sia legata all'offerta di un teatro-merce, che si rivela sempre più inutile e mortale". 

Nel lavoro di ricerca sulla fiaba e sul racconto di Barbablù il regista Paolo Franzato ha invitato gli attori a mettere in evidenza dei dettagli: storie, vicende, esperienze, immagini interiori, che vengono tradotte in situazioni concrete, fisicità, suoni, voci, presenze. Come nelle versioni di Peter Stein o di Pina Bausch, i registi e gli interpreti diventano co-autori, mettendo in evidenza il contenuto, nonostante o contro la sua forma e la sua ricezione storica. 

"Barbablù è una storia esemplare - afferma Paolo Franzato - riguarda l'uomo nero che abita la psiche di tutte le donne, il predatore innato. Il problema con il Barbablù della favola è che invece di potenziare la luce delle giovani forze femminili della psiche, è ricolmo di odio e di desiderio di spegnerle. L'invito agli spettatori è quello di recuperare e rimanere in possesso di quei poteri istintuali quali l'intuito, la sensibilità, la curiosità, lasciandosi catturare e catapultare nelle situazioni e negli ambienti, in quanto la loro presenza sarà parte stessa e integrante dello spettacolo, per lasciarsi trasportare fisicamente in un percorso itinerante che è vestizione mentale, esperienza sensoriale, vissuto emotivo".

Loredana Sbrana

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