Si conclude
mercoledì 30 maggio, con la rappresentazione "BARBABLÙ", la rassegna teatrale
"Grammatiche Creative - Intelletto, Volontà e Sentimento", dedicata a
Konstantin Sergeevic Stanislavskij, organizzata e diretta dal Teatro Franzato, con il
contributo della Circoscrizione n° 5 del Comune di Varese.
In scena negli spazi del Centro d'Incontro "Giovanni Grilli" a San Fermo, a
partire dalle ore 21 saranno gli interpreti del "Gruppo Adulti" dei Laboratori
di Pedagogia Teatrale condotti da Paolo Franzato, direttore artistico dell'evento: si
tratta di un gruppo composto e articolato da attori-educatori-genitori, con la presenza di
un coro e di musicisti.
Negli spazi del Centro dunque saranno protagonisti Angela Aletti, Roberta Beretta, Ornella
Bonvissuto, Nicoletta Brazzale, Svetlana Shmyga, Alessandro Mezzanotte, Giuseppe
Vassellatti, Giusi Viglione. La regia dello spettacolo è a cura dello stesso
Franzato. L'intera operazione rientra nella IV
edizione di "Teatro & Territorio" Città di Varese che, come le precedenti
edizioni, ha suscitato un vasto e caloroso interesse, confermando un segno tangibile di un
evidente e diffuso bisogno di vivere la cultura in maniera diretta, concreta e
coinvolgente.
"E' un teatro pedagogico e culturale, il nostro, - spiega il regista - che risponde
alla necessità presente negli spettatori e attori cittadini di vivere l'esperienza
teatrale come momento autentico di aggregazione e relazioni, che non sia legata
all'offerta di un teatro-merce, che si rivela sempre più inutile e mortale".
Nel lavoro di ricerca sulla fiaba e sul racconto di
Barbablù il regista Paolo Franzato ha invitato gli attori a mettere in evidenza dei
dettagli: storie, vicende, esperienze, immagini interiori, che vengono tradotte in
situazioni concrete, fisicità, suoni, voci, presenze. Come nelle versioni di Peter Stein
o di Pina Bausch, i registi e gli interpreti diventano co-autori, mettendo in evidenza il
contenuto, nonostante o contro la sua forma e la sua ricezione storica.
"Barbablù è una storia esemplare - afferma Paolo
Franzato - riguarda l'uomo nero che abita la psiche di tutte le donne, il predatore
innato. Il problema con il Barbablù della favola è che invece di potenziare la luce
delle giovani forze femminili della psiche, è ricolmo di odio e di desiderio di
spegnerle. L'invito agli spettatori è quello di recuperare e rimanere in possesso di quei
poteri istintuali quali l'intuito, la sensibilità, la curiosità, lasciandosi catturare e
catapultare nelle situazioni e negli ambienti, in quanto la loro presenza sarà parte
stessa e integrante dello spettacolo, per lasciarsi trasportare fisicamente in un percorso
itinerante che è vestizione mentale, esperienza sensoriale, vissuto emotivo".
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