Oltre tremila
persone hanno risposto allappello lanciato dai comici di Zelig. Parterre e gradinate
complete e persone che a spettacolo iniziato cercavano ancora il biglietto. Lappello
lanciato da Bisio e compagnia ha centrato il bersaglio. La solidarietà, anche nel
profondo nord, può avere ancora un senso, specialmente se veicolata attraverso canali che
non parlano il politichese.I comici di Zelig, dai più giovani a i più navigati,
appaiono come una vera propria squadra prima di una partita importante. In gioco cè
un respiro per la vita, ovvero due impianti da destinare al reparto di Neonatologia e
terapia intensiva neonatale dellospedale di Circolo: un polmone artificiale per la
respirazione dei bambini nati prematuri e un secondo impianto per fare loro le analisi del
sangue senza dover ricorrere alla cruenza della siringa. Con lincasso della serata e
laiuto di alcune aziende, che hanno contribuito in qualità di sponsor (tutte del
territorio), si compreranno le due apparecchiature, il cui costo è di 131milioni. Entro
luglio arriveranno.
Ha ragione
Bisio, non si salveranno centinaia di migliaia di vite, non è un mega progetto per
salvare popolazioni intere, ma questo è un segnale positivo. Salva anche solo una vita e
avrai salvato lumanità intera. Il bravo presentatore non cita il Talmud, ma è come
se lavesse fatto. Una squadra si diceva, appaiono così i comici di Zelig. Tutti
hanno risposto alla chiamata, il cast è quasi al completo. Unica assenza, quella di Max
Pisu, in arte Tarcisio, impegnato in uno spettacolo a Milano. Nessuno di loro per la
serata al PalaIgnis vedrà il becco di un quattrino. Scendono tutti in sala stampa prima
dellinizio dello spettacolo, quasi fosse un riscaldamento prima della partita, sugli
spalti c'è il loro popolo ad attenderli. Roba non da poco anche per chi è abituato alla
ribalta. Scherzano e ridono, ma sui loro volti si legge anche un po di tensione.
Natalino Balasso (a sinistra nella foto)
si confonde tra fotografi e giornalisti e inizia a sparare domande a raffica ai colleghi.
Tra loro anche una brava, oltreché bella, Michelle Unziker, disinvolta e coccolata,
semplice e spontanea come raramente si vede tra le soubrette. Dicono che faccia bene i
versi degli animali, ma né le suppliche di Bisio, né le minacce di Balasso la
convincono. La vendetta viene subito consumata dallo stesso Bisio che la presenta
come la felice sposa di Renato Zero.
Fabrizio Fontana, lo squinternato James Tont, sembra quello più spaurito e timido. Al
contrario, il loquace Gabrielle Cirilli dice di essere venuto da solo perché
Tatiana non entrava dall'ingresso del palazzetto. Mister Forest, al secolo Michele
Foresta, appare sulla porta con la disinvoltura degna di un vero mago; mentre il toscano
Paolo Migone, con la sua aria svagata e surreale siede in braccio alla Unziker, come se
niente fosse. Manera fa le sue facce, mentre le coppie Pali e Dispali, Ale e Franz stanno
alla larga dai rispettivi partner artistici. Completano la squadra la brava Margherita
Antonelli, in arte Sofia donna delle pulizie, a cui nessuno paga mai i contributi; Flavio
Oreglio, chansonnier di rango, Diego Parrasole, disoccupato e filosofo dellarte del
vivere, Carlo Pastori, clone di Bisio, per la scarsezza di bulbi piliferi sulla testa e
artista in cerca di un provino decente.
"Limportante è essere tutti qui ed esserci per uno scopo bello e giusto",
dice Claudio Bisio.
Poche battute e poi via tutti, pronti ad entrare in scena.
Le luci si spengono, parte lapplauso, la solidarietà ha vinto.
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