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07/06/07
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L’Europa, la democrazia, il paradosso di Ralf Dahrendorf

Cultura - Aveva 75 anni e da oltre 50 anni era alla guida della casa editrice di famiglia. Innovatività, amore per la storia e impegno civile le caratteristiche che hanno segnato il suo cammino di uomo e editore
Muore Vito Laterza, editore innovativo

Si è spento la notte scorsa a Roma l'editore Vito Laterza. Era ammalato da tempo, aveva 75 anni e da oltre 50 guidava la casa editrice di famiglia, fondata dal Bisnonno paterno nel lontano 1885, di cui portava lo stesso nome di battesimo.

Barese di nascita Vito Laterza, dopo aver compiuto e completato nel 1948, sotto la guida di Eugenio Garin, gli studi di filosofia a Firenze, fa il suo ingresso nella casa editrice. È un momento poco felice per l'azienda di famiglia, che fino a quel momento aveva legato le proprie fortune alla figura di Benedetto Croce, di cui Laterza era stato attento e appassionato editore. In quel periodo, infatti, la figura del grande filosofo iniziava ad essere in ombra per il sopraggiungere di nuove tendenze culturali. 

L'apporto del giovane Laterza dà una marcia in più alla casa editrice, portando tra i collaboratori nomi di grande prestigio: Leonardo  Sciascia, Antonio Cederna, Eugenio Scalfari, Paolo Sylos Labini e ancora: Achille Battaglia e Manlio Rossi Doria, Giorgio Fuà e Federico Caffè, Franco Ferrarotti e Giorgio Ruffolo. Il meglio del panorama intellettuale italiano trova in Laterza un interlocutore raffinato e attento, capace di dare concretezza ai vari progetti proposti dagli autori stessi.

Nascono numerose collane, a dimostrazione che la caratteristica della casa editrice è l'innovatività, la capacità di esplorare nuove vie, mai battute dall'editoria, e non solo per quanto riguarda i contenuti. Negli anni '60 nasce infatti la prima collana tascabile, al prezzo fisso di 900 lire. È una rivoluzione. Tra le pubblicazioni più famose e importanti si ricorda  "La storia d'Italia" di Denis Mack Smith, pubblicata nel 1964. L'importanza crescente della Laterza impone l'apertura di una sede romana, che diventa subito il centro d'attrazione degli intellettuali del Centro-Sud. Le collane si moltiplicano: dall'architettura alla linguistica, tutte con il timbro di autorevoli intellettuali: Bruno Zevi, Tullio De Mauro, Paolo Portoghesi. 

Il forte impegno civile e sociale di Laterza viene scandito da un nuovo progetto editoriale, la collana "Storia e società" , che darà voce a grandi storici come Rosario Romeo, Ernesto Ragionieri, Georges Duby, Santo Mazzarino, Jacques Le Goff,  ma anche a giornalisti di rango come Gianpaolo Pansa e Giorgio Bocca. Negli anni '70 Vito Laterza inventa una nuova formula editoriale: quella dei libri-intervista, che incontrano subito il favore del grande pubblico. Celebre  l'intervista politico-filosofica di Lucio Colletti e quella sul fascismo di Renzo De Felice.

Come tutte le grandi famiglie e dinastie imprenditoriali anche i Laterza attraversano il loro momento delicato. Nel 1989 una parte della famiglia accetta un'offerta di vendita della maggioranza delle azioni all'editore Rizzoli. Vito e Paolo non ci stanno e rispondono all'offerta con il diritto di prelazione - che gli spetta secondo quanto prevede lo statuto della casa editrice - e ricollocano le azioni presso più azionisti desiderosi di sostenere il progetto e la linea culturale dell'azienda. Il nuovo consiglio di amministrazione della casa editrice vedrà Vito Laterza con la carica di consigliere delegato (carica che conserverà fino al 1997), mentre il fratello Paolo avrà quella di presidente. A loro, nel 1998, subentreranno Alessandro e Giuseppe Laterza, rispettivamente nei ruoli di consigliere delegato e presidente della società.

La casa editrice è attenta anche alle tematiche  internazionali. Negli anni Ottanta nasce il progetto editoriale come «Fare l'Europa», diretto da Jacques Le Goff e pubblicato insieme ad altri editori europei e «Storia delle donne dall'antichità ad oggi», diretto da George Duby e Michelle Perrot, tradotta in 15 lingue. 

L'innovatività, come si diceva più sopra, è la peculiarità della casa editrice. Laterza è tra i primi editori a intervenire nel dibattito su Internet e a preconizzare (in un'intervista del maggio 1999 su IlSole24ore a Giuseppe Laterza) la complementarietà del nuovo media rispetto alla stampa tradizionale. Laterza crede a quanto afferma e lo dimostra concretamente, mettendo on-line gratuitamente, a disposizione dei navigatori, la più famosa guida ad Internet  "Manuale per l'uso della Rete". I dati gli danno ragione: non solo il testo non diminuisce il numero delle copie vendute, ma fa registrare un discreto incremento nelle vendite.

Nel 2000 Vito Laterza diventa presidente onorario della "Giuseppe Laterza e Figli". Lascia la moglie Antonella Chiarini, e i figli Giuseppe, attuale presidente della casa editrice, e Federico, musicista jazz.

Michele Mancino

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