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Ore 16.30.15
Giorno
07/06/07
Aperto con successo il Career Day 2001

Career day 2001: due giorni per capire il futuro 

Il programma di Career Day 2001

Varese - Persino una simulazione di colloquio di lavoro nel confronto tra studenti e rappresentanti delle associazioni previsto nel secondo giorno di Career day, che oggi si conclude
Il lavoro spiegato dai ragazzi nel bel match tra studenti e aziende 

E' stato il momento dell'incontro tra gli studenti e l'economia varesina quello che ha dato il via al secondo giorno del Career day, la due giorni di orientamento organizzata da Formas e dalla provincia di Varese, con la collaborazione e la pertecipazione di università e istituti di formazione.

Un incontro sotto forma di tavola rotonda tra studenti e responsabili della comunicazione delle associazioni di imprenditori e artigiani, rappresentanti delle circa 60mila imprese in provincia, come precisano i dati della Camera di Commercio che fa da padrone di casa, e non solo mille o duemila come hanno cercato di azzardare i ragazzi interpellati dal conduttore, Antonio Franzi. 

Un bacino di lavoro enorme, fatto di piccole aziende per nulla chiuse in sè stesse, come ha precisato la rappresentante della CNA Lina Balzan "molte delle aziende artigiane sono costituite dal solo artigiano, ma altre sono costituite dalla famiglia e da qualche dipendente. E le uscite dal mondo del lavoro artigiano sono inferiori al numero delle assunzioni..."

Imprese, prevalentemente piccole, alla ricerca di lavoratori delle più svariate qualifiche. Se, infatti, "I requisiti fondamentali per le aziende sono le competenze di base - ha spiegato Amanda Bascialla, dell'associazione artigiani della provincia di Varese - Inannzitutto le lingue (non solo l'inglese, ma anche il francese o il tedesco, o meglio ancora le lingue dell'est) poi le conoscenze matematico logiche, soprattutto economia e internet" è però certo che gli artigiani varesini, per esempio, cercano anche "ragazzi che dopo la terza media preferiscono fare che studiare e scelgono le aziende artigiane per imparare attraverso un apprendistato, o  diplomati, principalmente dagli istituti tecnici come Ipsia e Itis". Se non vanno a reclutarli addirittura prima della fine della scuola, come fa l'unione industriali varesina, che lavora da anni con le scuole professionali per indurli agli stages e fare giornate di orientamento al lavoro in azienda, come ha spiegato la sua rappresnetante Alba Ciserani.

E i ragazzi cosa chiedono alle aziende? Innanzitutto, sembra che il consiglio che ha dato il rappresentante dell'Associazione Piccole Industrie Luciano Landoni "Seguite innanzitutto le vostre inclinazioni con determinazione, questo è l'unico modo per trovare lavoro" sia non solo stato raccolto, ma faccia quasi parte del loro patrimonio genetico. Convinti della scuola che hanno scelto, certi di avere voglia di affrontare un colloquio di lavoro come soggetti e non come oggetti di una scelta da parte dell'azienda, amano gli stages vorrebbero farne un'esperienza anche più concreta e significativa, e sono concertamente convinti che la scuola non riesca a stare al passo con l'innovazione aziendale.

Al career day hanno anche provato "in diretta" il brivido del colloquio per l'assunzione: e ha "sacrificarsi" per tutti ci ha pensato Santino, studente del quarto anno all'IPSIA di Varese (specializzazione: elettricista). Il gruppo dei formatori delle associazioni l'ha intervistato, ad esempio di cosa accadrà loro fra poco.

Il risultato? risposte concrete, pochi sogni e molte idee precise, magari un pò di reticenza a parlare con gli adulti ma molta voglia di spendersi e di imparare, per davvero, un lavoro.

All'argomento "Stages" infatti c'è stato un coro di consensi da parte del centinaio di studenti in sala: quasi tutti l'avevano provato, per tutti era stata un' esperienza positiva. Tranne per qualche studente che l'ha definita "nulla"... "In una settimana in azienda non si ha tempo di ambientarsi - ha spiegato un collega di Santino, anch'esso al quarto anno dell'IPSIA Varese, stessa specializzazione per elettricisti - dell'azienda si riescono solo a intuire i lati belli, ma non si fa una vera pratica. Bisognerebbe fare molto di più". 

Hanno voglia di mettersi alla prova questi ragazzi, sperimentare in concreto quello che hanno appreso. Anche perchè hanno qualche, legittimo, dubbio ..."La scuola è indietro rispetto a quello che chiedono le aziende, tra teoria e pratica la differenza è grande. Inoltre usiamo materiale stravecchio per imparare, che poi non ci serve in concreto".  E' perciò il timore di non essere inadeguati a quello che li aspetta fuori ciò che più li attanaglia. Un timore che cercano di combattere, come è giusto, a colpi di stage e di formazione ulteriore: "lo stage dovrebbe essere più lungo per essere efficace. Una cosa invece che abbiamo apprezzato molto è invece il corso ENAIP che è stato affiancato alle lezioni IPSIA: una gran cosa".

Ma all'istituto tecnico come ci sono arrivati i giovani del Career day? con l'idea di fare un istituto e poi lavorare, genericamente? "Io volevo fare l'elettricista fin da subito - racconta un altro rappresentante di quarta - l'unica cosa è che alle medie non avevo capito  che differenza ci fosse tra l'ITIS e l'Ipsia. Ho scelto l'Ipsia perchè mi avevano detto che era più facile. Ora sono contento così, perchè è stata una scuola che fin da subito mi ha consentito di dedicarmi a ciò che mi piaceva fare". Senza scorciatoie: tant'è che dei 27 alunni di prima, gli aspiranti elettricisti diplomati sono ora solo in 5. Degli eletti, come sono stati definiti durante l'incontro di questa mattina.

"Persone interessantissime, che noi siamo disposti a censire fin da subito" replicano gli operatori delle agenzie interinali che hanno gli stand negli spazi del career day: cinque elettricisti in un colpo solo, per i cacciatori di teste - e per le aziende che li stanno cercando - sono davvero una manna. 

Una importanza che i ragazzi però non hanno ancora colto: tra gli stands lasciati più deserti, infatti, ci sono proprio quelli delle agenzie di lavoro temporaneo, di cui probabilmente gli adolescenti non hanno ancora conosciuto le potenzialità. "Peccato - commentano in oparticolare dagli stands delle società Quanta e LT - avrebbero forse potuto già fare qualche prova durante l'estate..."

Le "prove" a cui si riferiscono sono periodi di lavoro durante il periodo delle vacanze, pagati regolarmente, in aziende della provincia. Un metodo per pagarsi le vacanze e contemporaneamente ritrovarsi al momento del diploma praticamente già assunti. O perlomeno con un curriculum già acquisito e una esperienza da spendere. Sarà fatto così il nuovo punto di incontro tra la scuola e il lavoro?    

Stefania Radman

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