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Ore 16.32.37
Giorno
07/06/07
 
Varese – L’ex direttore del Louvre Pierre Rosenberg oggi in visita alla mostra di Magatti
L'arte è di moda, facciamo che non sia solo una moda

"I musei stanno attraversando un periodo fortunato: l’arte è di moda, il pubblico è tanto. Ma è una moda ancora molto fragile che occorre consolidare. Come? Non chidetelo a me, da tre settimane me ne sono andato in pensione!". Sorride, Pierre Rosenberg, ex direttore del Louvre di Parigi, quest’oggi in visita a Varese. Rosenberg ha visitato la mostra su Antonio Magatti e i pirncipali luoghi d’arte della città, accompagnato dal sindaco Fumagalli e dalla curatrice della mostra, Anna Bernardini. 

"Un pittore interessantissimo, questo Magatti – ha commentato Rosenberg – ma la pittura lombarda del 600 e ‘700 è una vera miniera a cielo aperto. E’ stata anche una scelta coraggiosa: una mostra sugli impressionisti francesi avrebbe attirato più gente, ma questa ci permette di apprezzare un personaggio di grande valore ma poco apprezzato. E’ una mostra di alto valore scientifico". 


L’arte è di moda, ha detto dunque Rosenberg, ma che consigli darebbe l’uomo artefice del progetto del Grande Louvre per consolidare questa tendenza? 
"Il mio successore ha 48 anni, viene dalla direzione del museo d’Orsay, tocca dunque alle nuove generazioni cercare soluzioni innovative. Vedo che altri musei, ad esempio la Tate Gallery o il Quirinale espongono le opere non più seguendo un ordine cronologico ma tematico. Per la mia generazione la successione storica è fondamentale; meglio allora o adesso? Mah, lascio ad altri la risposta". 

Oltre a Varese, altre città lombarde in questi giorni ospitano mostre importanti, di alto livello; del resto in Italia è una tradizione consolidata; che consigli darebbe ai suoi interlocutori di oggi per orientare le loro scelte in campo culturale? Meglio puntare su artisti di grande richiamo per il pubblico (ma economicamente impegnativi) o su altri più “abbordabili” o meno conosciuti?

"L’anno scorso a Treviso è stata allestita una mostra sugli impresisonisti dove c’era un solo quadro di Monet; questa mi sembra una tendenza da evitare, è solo un modo per richiamare visitatori. Meglio allora percorrere altre strade anche perché c’è molto da fare; penso a mostre che ricostruiscano o riscoprano grandi collezioni del passato. E soprattuto è chiaro che per attirare pubblico in un museo non basta possedere grandi opere, serve l’evento di richiamo. Per anni noi stessi al Louvre abbiamo commesso l’errore di sottovalutare questo aspetto". 

Claudio Del Frate

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