"I musei stanno attraversando un periodo fortunato: larte
è di moda, il pubblico è tanto. Ma è una moda ancora molto fragile che occorre
consolidare. Come? Non chidetelo a me, da tre settimane me ne sono andato in
pensione!". Sorride, Pierre Rosenberg, ex direttore del Louvre di Parigi,
questoggi in visita a Varese. Rosenberg ha visitato la mostra su Antonio Magatti e i
pirncipali luoghi darte della città, accompagnato dal sindaco Fumagalli e dalla
curatrice della mostra, Anna Bernardini.
"Un pittore interessantissimo, questo
Magatti ha commentato Rosenberg ma la pittura lombarda del 600 e 700
è una vera miniera a cielo aperto. E stata anche una scelta coraggiosa: una mostra
sugli impressionisti francesi avrebbe attirato più gente, ma questa ci permette di
apprezzare un personaggio di grande valore ma poco apprezzato. E una mostra di alto
valore scientifico".
Larte è di moda, ha detto dunque Rosenberg, ma che consigli darebbe luomo
artefice del progetto del Grande Louvre per consolidare questa tendenza?
"Il mio successore ha 48 anni, viene dalla direzione del museo dOrsay, tocca
dunque alle nuove generazioni cercare soluzioni innovative. Vedo che altri musei, ad
esempio la Tate Gallery o il Quirinale espongono le opere non più seguendo un ordine
cronologico ma tematico. Per la mia generazione la successione storica è fondamentale;
meglio allora o adesso? Mah, lascio ad altri la risposta".
Oltre a Varese, altre città lombarde in
questi giorni ospitano mostre importanti, di alto livello; del resto in Italia è una
tradizione consolidata; che consigli darebbe ai suoi interlocutori di oggi per orientare
le loro scelte in campo culturale? Meglio puntare su
artisti di grande richiamo per il pubblico (ma economicamente impegnativi) o su altri più
abbordabili o meno conosciuti?
"Lanno scorso a Treviso è stata
allestita una mostra sugli impresisonisti dove cera un solo quadro di Monet; questa
mi sembra una tendenza da evitare, è solo un modo per richiamare visitatori. Meglio
allora percorrere altre strade anche perché cè molto da fare; penso a mostre che
ricostruiscano o riscoprano grandi collezioni del passato. E soprattuto è chiaro che per
attirare pubblico in un museo non basta possedere grandi opere, serve levento di
richiamo. Per anni noi stessi al Louvre abbiamo commesso lerrore di sottovalutare
questo aspetto".
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