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07/06/07
McSweeney, il Ccr è utile e vi dimostro perché

Un cammino lungo mezzo secolo

 
C.c.r. Ispra- Emili Scheffer, artista e raffinata linguista, da anni vive e lavora nel varesotto. Oggi omaggia lo Shuman day e il suo lavoro al C.c.r. con le sue opere
L’Unione Europea vista con gli occhi dell'arte

“L’Unione ci rende impareggiabili” è il messaggio che l’instancabile Emili Scheffer,  pittrice francese e da anni impiegata all'Istituto di applicazioni spaziali del Ccr, ha impresso in un lavoro esposto oggi al Villaggio degli artisti. Insieme alle celebrazioni ufficiali dello Shuman day, anche numerosi eventi collaterali, fra i quali la mostra di alcuni artisti, come la Scheffer. Che a questa giornata ha voluto regalare un lavoro creato ad hoc. “Cum pluribus impar” è il titolo della bandiera europea che racchiude sottili e grandi significati. All’interno della corona formata dalle dodici stelle, c'è il quadrato costruito sulle bandiere dei paesi dell’Unione. E la logica che ha guidato la composizione è quello suggerita dall’insegnamento delle icone religiose. Per questo la Grecia trova posto alla base, come fondamento: in questa terra ebbe origine il pensiero filosofico. Oppure in alto a sinistra le due bandiere della Francia della Germania, una accanto all’altra, che riporta immediatamente allo Shuma day, il nove maggio in cui fu firmato l’accordo della Ceca fra i due paesi. “Ho cercato di organizzare questo insieme di significati – spiega Emili Scheffer – per spiegare che l’Unione ci rende impareggiabili, ma che la sua forza e preziosità è anche nella composizione delle sue diversità”.

C’è molta passione per il significato e per il linguaggio e c’è anche molto humour nelle sue opere. E c’è il suo lavoro, la sua esperienza  passata al Sai. Di cui ha ritratto in un enorme poster quasi tutti i suoi dipendenti, in un collage di volti che sembra sempre richiamare un leit motiv: l'unione fa la forza. Ma accanto a quello che le persone vogliono comunicare, anche la parte più imperscrutata dell’individuo, quella meno curata. Che l’occhio curioso dell’artista è andato a cercare sotto i tavoli delle riunioni: le scarpe dei suoi colleghi.

Divertente è anche l’Eva della Scheffer. Seduta su una terra-mela che guarda all’avvenire. Un Eva conscia del passato, ma ormai immune dai giudizi, una donna non più colpevole. Questa è la terra osservata da lontano, dalle stazioni di telerilevamento. Creata nel 1981, la tela ha un legame profondo con il lavoro che la porta spesso ad osservare con l’occhio del satellite. Non a caso l’opera ha per titolo “Remote sensing” telerilevamento. Da linguista raffinata quale è, la scelta dell’inglese non è stata casuale. “In italiano e in francese telerilevamento è solo un termine tecnico, nella sua versione in inglese assume, a seconda dei contesti, sfumature e significati diversi, in questo caso le due parole esprimono una tensione a sentire lontano nel tempo, nello spazio, anche mentale” dice la Scheffer. E poi c’è Tellus, Terra. Dai pannelli collocati nello spazio milioni di megabyte di informazioni si scaricano sulla terra. E il panico assale l’uomo che si trova ad interpretare tutte le informazioni che gli arrivano dallo spazio.

L’arte di Emili Scheffer non è mai estranea al suo vivere quotidiano, al suo impiego al C.c.r., dove ha cominciato lavorando su un progetto di linguistica computazionale. Anche le attività culturali del Centro ne hanno avuto giovamento. Si ricorderà il semestre francese. In quell’occasione, il novembre dell’anno scorso, fu proprio lei a portare nella nostra provincia Umberto Eco, insieme ad altri letterati e matematici.  Prima di quell’occasione la marcia Paris Ispra di cui fu ideatrice e protagonista insieme a sei compagni di viaggio. Un percorso non solo ideale per ribadire che la forza dell’Europa è nella sua Unione. Ed anche la casualità linguistica rafforza questa convinzione della Scheffer: fu lei a far notare la coincidenza anagrammatica fra Paris e Ispra, sede di una preziosa istituzione scientifica della Ue.

C.S.

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