| LUnione ci rende
impareggiabili è il messaggio che linstancabile Emili Scheffer,
pittrice francese e da anni impiegata all'Istituto di applicazioni spaziali del Ccr, ha
impresso in un lavoro esposto oggi al Villaggio degli artisti. Insieme alle celebrazioni
ufficiali dello Shuman day, anche numerosi eventi collaterali, fra i quali la mostra di
alcuni artisti, come la Scheffer. Che a questa giornata ha voluto regalare un lavoro
creato ad hoc. Cum pluribus impar è il titolo della bandiera europea che
racchiude sottili e grandi significati. Allinterno della corona formata dalle dodici
stelle, c'è il quadrato costruito sulle bandiere dei paesi dellUnione. E la logica
che ha guidato la composizione è quello suggerita dallinsegnamento delle icone
religiose. Per questo la Grecia trova posto alla base, come fondamento: in questa terra
ebbe origine il pensiero filosofico. Oppure in alto a sinistra le due bandiere della
Francia della Germania, una accanto allaltra, che riporta immediatamente allo Shuma
day, il nove maggio in cui fu firmato laccordo della Ceca fra i due paesi. Ho
cercato di organizzare questo insieme di significati spiega Emili Scheffer
per spiegare che lUnione ci rende impareggiabili, ma che la sua forza e preziosità
è anche nella composizione delle sue diversità.
Cè molta passione per il significato e per il linguaggio e cè
anche molto humour nelle sue opere. E cè il suo lavoro, la sua esperienza
passata al Sai. Di cui ha ritratto in un enorme poster quasi tutti i suoi dipendenti, in
un collage di volti che sembra sempre richiamare un leit motiv: l'unione fa la forza. Ma
accanto a quello che le persone vogliono comunicare, anche la parte più imperscrutata
dellindividuo, quella meno curata. Che locchio curioso dellartista è
andato a cercare sotto i tavoli delle riunioni: le scarpe dei suoi colleghi.
Divertente è anche lEva della Scheffer. Seduta su una terra-mela che
guarda allavvenire. Un Eva conscia del passato, ma ormai immune dai giudizi, una
donna non più colpevole. Questa è la terra osservata da lontano, dalle stazioni di
telerilevamento. Creata nel 1981, la tela ha un legame profondo con il lavoro che la porta
spesso ad osservare con locchio del satellite. Non a caso lopera ha per titolo
Remote sensing telerilevamento. Da linguista raffinata quale è, la
scelta dellinglese non è stata casuale. In italiano e in francese
telerilevamento è solo un termine tecnico, nella sua versione in inglese assume, a
seconda dei contesti, sfumature e significati diversi, in questo caso le due parole
esprimono una tensione a sentire lontano nel tempo, nello spazio, anche mentale dice
la Scheffer. E poi cè Tellus, Terra. Dai pannelli collocati nello spazio
milioni di megabyte di informazioni si scaricano sulla terra. E il panico assale
luomo che si trova ad interpretare tutte le informazioni che gli arrivano dallo
spazio.
Larte di Emili Scheffer non è mai estranea al suo vivere quotidiano,
al suo impiego al C.c.r., dove ha cominciato lavorando su un progetto di linguistica
computazionale. Anche le attività culturali del Centro ne hanno avuto giovamento. Si
ricorderà il semestre francese. In quelloccasione, il novembre dellanno
scorso, fu proprio lei a portare nella nostra provincia Umberto Eco, insieme ad altri
letterati e matematici. Prima di
quelloccasione la marcia Paris Ispra di cui fu ideatrice e protagonista insieme a
sei compagni di viaggio. Un percorso non solo ideale per ribadire che la forza
dellEuropa è nella sua Unione. Ed anche la casualità linguistica rafforza questa
convinzione della Scheffer: fu lei a far notare la coincidenza anagrammatica fra Paris e
Ispra, sede di una preziosa istituzione scientifica della Ue.
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