«La scelta di Telecom di
accentrare personale e mezzi dalle altre strutture periferiche nella sede centrale di
Viale Borri, sarà destinata a creare il caos sia per i dipendenti sia per la
cittadinanza». Questa in sintesi la preoccupazione del sindacato circa le scelte
riorganizzative operate dalla maggiore società di telecomunicazioni sul territorio
varesino. Una scelta che mira a contenere e fare rientrare i costi, ma che porterà
conseguentemente al raddoppio degli automezzi aziendali, 70 in più rispetto agli attuali,
e complessivamente alla presenza di 350 lavoratori nella sede centrale di viale Borri. A
fronte di questa maggiore presenza di lavoratori e di mezzi aziendali il numero dei
parcheggi interni allo stabile rimarrebbe invariato.
(sopra :Stefano Dell'Acqua responsabile provinciale della Uilte)
Secondo il sindacato la situazione sarebbe destinata
a peggiorare ulteriormente, in quanto l'azienda intenderebbe destinare a terzi una parte
dello stabile di viale Borri, con annesso parcheggio. Cosa succederà, dunque? «Il
personale che arriverà in viale Borri - dice Stefano Dell'Acqua responsabile provinciale
della Uilte - sarà costretto a parcheggiare fuori, ma la zona intorno allo stabile è
tutta in sosta vietata con le conseguenze che possiamo immaginare. Il traffico di viale
Borri è già caotico di per se stesso e con questa soluzione è destinato ad
aggravarsi».
Una delegazione sindacale ha già avuto un incontro
con il sindaco Aldo Fumagalli e nei prossimi giorni sarà ricevuta anche dal Prefetto. «Abbiamo chiesto all'azienda, fin dal gennaio scorso, un incontro. L'azienda
non lo ha negato, ma a tutt'oggi questo incontro non c'è stato e si va avanti con il
programma di riorganizzazione, che è stato presentato sia a
livello nazionale che regionale. Noi come sindacato unitario
pensiamo che ci sia una soluzione alternativa, il personale puo' essere infatti
allocato in altre strutture già presenti sul territorio e non utilizzate, o utilizzate
solo in parte. Ad esempio la struttura di Gazzada e di Busto Arsizio».
Attualmente non ci sono forme di protesta in atto,
anche se i rappresentanti sindacali hanno notato tra i dipendenti tensione e malcontento.
«Non si vuole arrivare a dimostrazioni estreme - conclude Dell'Acqua-. Qualcuno
parla già di blocchi stradali e proteste, ma come sindacato confidiamo in una soluzione
tranquilla, perché le scelte alternative esistono».
|