| E' stato
uno degli scienziati più importanti del '900, facendo scoperte che hanno cambiato il
corso degli studi biologici seguenti, ed era varesino. Giulio Bizzozzero, nato a Varese
nel 1846, laureato in medicina all'università di Varese e morto a Torino nel 1901, fu il
più importante istologo e igienista italiano dell'800: un vero vanto per la scienza
italiana e mondiale, che deve a lui le prime scoperte rivoluzionarie sulla riproduzione
delle cellule. Nasce dunque da una sua prima
intuizione ottocentesca tutto lo studio sulle cellule staminali, cioè quelle cellule che
poste a fianco di altre diverse sono in grado però di riprodursi del tutto simili a
quelle. Studiò appena sedicenne i vasi sanguigni e pubblicò durante gli anni
universitari lavori sperimentali di argomento istologico, tra cui studi sul midollo osseo
come produttore di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine: una vera e propria
rivoluzione del pensiero dell'epoca, poichè associava la produzione di
celle del sangue
attraverso cellule ossee.
Si laureò a vent'anni, e un mese dopo la laurea si arruolò volontario come medico
garibaldino durante la terza guerra d'indipendenza Bizzozzero, che svolse la sua carriera
accademica tra Pavia e Torino,inventò letteralmente, insieme a Golgi, la patologia
generale, fu tra i primi a scoprire l'importanza del microscopio e ad imporre un
laboratorio accanto al suo corso di istologia.
Dimostrò inoltre l'esistenza delle cellule endoteliali, che rivestono i vasi sanguigni e
linfatici e che sono oggetto in questi anni di studi alla ricerca di un metodo per battere
il cancro.
All'anniversario Varese ha dedicato questa mattina un
convegno al castello di Masnago, a cui hanno partecipato il rettore dell'università
dell'Insubria Renzo Dionigi, il preside di Medicina Paolo Cherubino, i docenti Giuseppe
Armocida, Carlo Dell'Orbo, Mario Tavani, Carlo Capella, Antonio Toniolo, Paolo Zampetti, e
Filadelfo Ferri. in occasione dell'anniversario Varesenews ha rivolto qualche battuta a
Giulio Cossu
(a destra nella foto), uno dei più
famosi ricercatori sulle
cellule staminali in Italia, e ha tra l'altro utilizzato per primo cellule staminali
adulte del sistema nervoso centrale per formare cellule di fibre muscolari
scheletriche.
Un primo passo verso la clonazione, o un primo passo verso la ricostruzione di tessuti
malati e, perciò, la guarigione di malattie fino ad ora incurabili?
"La situazione è contraddittoria, divisa tra speranza e paura - spiega Cossu, che ha
recentemente fatto tappa a Varese per un seminario sui suoi più recenti studi - speranza
di essere arrivati al punto di poter curare un male incurabile, ma anche paura di
instaurare come effetti collaterali della cure delle malattie incurabili".
Quella nei confronti degli studi genetici è una paura giustificata o irrazionale?
"La paura eccessiva non è colpa di nessuno, o forse ha colpe divise in maniera
equilibrata. La prima causa è una mancanza di informazione pregressa, tipica del nostro
paese, dove nei confronti della scienza c'è una vera e propria refrattarietà. Le faccio
un esempio: io insegno in un corso frequentato da ragazzi del primo anno, e in una delle
prime lezioni ho chiesto ai miei 170 studenti se sapevano cos'era un ribosoma. Nessuno lo
sapeva, in giro c'erano solo facce sgomente. Eppure le assicuro che sul sussidiario di mio
figlio, che fa le elementari, la definizione di ribosoma c'è. Vuol dire che non è vero
che non viene fornita una informazione scientifica. E' che certe cose vengono proprio
rimosse
In questo poi abbiamo colpa anche noi scienziati, chiusi ormai da troppo
tempo in uno sdegnoso silenzio con la stampa, che invece ha il solo limite di essere
costretta a fare di ogni scoperta una grande notizia. Con il risultato però di dare
sempre l'idea di avere informato sulla scoperta del secolo, quella risolutiva, cosa che
però nella stragrande maggioranza dei casi non è vera. Si scoprono alcuni effetti sulle
cellule cancerose? Scoperto il modo per sgominare il cancro. Ma di "modi di sgominare
il cancro" così se ne scoprono frequentemente, e intanto si continua a morire di
cancro. Le scoperte scientifiche invece sono come mattoni, in grado, uno dopo l'altro di
mettere insieme un palazzo".
Un sottile filo, o muretto, che lega le ricerche di Giulio
Bizzozero con le sue....
"Giulio Bizzozzero aveva notato, nell'ottocento, che alcune cellule dell'organismo,
globuli rossi, spermatozoi, pelle, sono in grado di "rifarsi" tutti giorni.
Questa intuizione fu rivoluzionaria, e aprì la strada a molte altre ricerche. All'inizio
si pensava però che questa facoltà fosse possibile solo ad alcune parti del'organismo e
che muscoli cuore cervello no. Certe scoperte si sono avute solo nel corso degli anni e,
tra l'altro, fondamentalmente da italiani"
Strano che si occupassero di cellule clonabili scienziati così vicini al papa...
"In realtà gli italiani per un pò sono stati più avanti solo perchè quella della
riproducibilità elle cellule, e più ancora la possibilità di creare cellule diverse,
sembrava un'idea così folle che non interessava - nè preoccupava - nessuno. Certi
risultati sono capitati per caso, l'intuizione non costava niente, perciò andavano
avanti. E' stato solo quando si è potuto verificare la sensatezza delle ricerche, che gli
americani hanno incominciato ad interessarsi e finanziare ricerche, e il vaticano ha
incominciato a preoccuparsi".
Anche la popolazione, in certi termini, è preoccupata dai possibili risultati degli
esperimenti...
"Io penso che la popolazione sia più pronta a recepire notizie di
quanto non si creda: lo dimostrano spesso le domande delle associazioni di parenti di
malati che, spinti dalla necessità di capire di più, fanno domande molto precise, e
comprendono in fretta qual è il punto della questione e dove riporre davvero le speranze.
Non tutto è bene degli obiettivi che si vogliono ottenere con gli esperimenti, ma in
questi casi il rischio più grosso per un paziente è quello di illudersi di far succedere
qualcosa che non succederà".
Grazie a cosa procede la ricerca?
"Il panorama dell'Italia fino a cinque anni fa era desolante. mancavano soprattutto
centri di eccellenza per la ricerca, un ambiente molto più vivo delle università, dove
normalmente si concentrano i ricercatori, che riescono così stimolare a vicenda la loro
creatività, senza contare che stimolano inoltre i finanziatori. I finanziamenti dello
Stato erano invece inefficienti: perché erogati a pioggia, senza distinzioni e in
quantità minime. La situazione insomma era devastante, ma è cambiata radicalmente con
Telethon e Airc, che hanno cominciato a dare finanziamenti significativi anche se non
"americani" (minimi 100 milioni: il che consente l'assunzione di una persona,
l'acquisto di qualche strumento per lavorare e gli oggetti d'uso).
Lei ha un legame
scientifico con una professoressa dell'Insubria, Elisabetta Dejana. Cosa studiate insieme?
"Abbiamo studiato insieme le cellule endoteliali, nella speranza di trovarne alcune
che permettano la formazione di altri tessuti. Sarebbe una scoperta importante, perchè si
tratta di cellule molto più semplici da prelevare, e perciò più facilmente
utilizzabili, di tutte quelle che abbiamo studiato finora".
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