Torna a
Varese-laghi
E-mail

Ore 16.30.59
Giorno
07/06/07
L'Insubria vince la competizione regionale per imprese studentesche

Il sito www.studentinsubria .com accede allo spareggio di IG Students

Parte dalla scuola la riscossa dell'imprenditoria varesina

Il sito degli studenti dell'Insubria
Varese – Intervista ai giovani vincitori di IG Students, competizione tra aziende di studenti. Alla scoperta degli universitari e delle loro aspirazioni, che non si fermano ad un premio regionale
"Ad Ostuni non ci andiamo da turisti" 

Sono bravi, determinati e sicuri di sè, ma nello stesso tempo sono ironici scanzonati e non si atteggiano a superuomini (e superdonne): forse è così che saranno le aziende del futuro, sicuramente ora hanno vinto e la loro politica ha avuto successo: si tratta dei componenti della società in laboratorio "Gnuc economy", che dall'universsità del'Insubria è sbarcata a Melzo e ha vinto l'edizione regionale della competizione IG students, prenotandosi un biglietto per Ostuni, dove si svolgeranno le gare nazionali.

"Quando siamo andati a Melzo noi eravamo molto ottimisti" dice Chiara Bellorini, studentessa di economia al terzo anno, responsabile delle vendite "anche se in effetti non avevamo pensato a chi c'era contro di noi"

"E contro di noi c'era la Bocconi - continua Alessandro Pravato, di Gallarate, responsabile dell'area finanziaria "Si sono presentati in divisa, volantinavano per l'università e avevano una presentazione "seria" e piena di lucidi... Però noi ci siamo presentati già con uno stand migliore, dove era più agevole illustrare i nostri servizi. In più abbiamo avuto la fortuna di conoscere la MB System, il nostro primo sponsor, che commercializza computer e ce ne ha forniti due per lo stand, facendoci fare bella figura". Più che fortuna, si è trattato di bravura nell'acquisire i clienti:  alla MB system si sono presto affiancati altri sponsor "di peso", dalla banca popolare di Sondrio all'Associazione Piccole Industrie, dall'associazione Artigiani alla stessa università. Efficienza e simpatia sono state due carte vincenti per la vittoria: la sola presentazione, che spiegava il progetto attraverso foto autoironiche, ha valso loro 90 punti su 100 massimi di valutazione. 

Ma quello che ha portato i 10 componenti della Gnuc Economy a Melzo per la finale regionale, e ora con un biglietto per Ostuni (in provincia di Brindisi) è stato anche l'orgoglio di squadra: "Noi ci siamo impegnati, volevamo portare alto il nome dell'università", continua Chiara. Un'università poco conosciuta di cui il gruppo sente fortemente di far parte, e che non ha lesinato ai ragazzi delle superiori intervenuti alla fiera di Melzo informazioni e commenti "anche se qualcuno ci ha chiesto se "Insubria" era un nome di fantasia, oppure se ci sentivamo più rappresentati dal nome Gnuc o dall'appellativo Insubria..."

Ma Gnuc Economy da dove deriva? "E' una storpiatura di new economy, mescolata a gnuc, che vuol dire gnucco, duro di comprendonio" Gnuc ora è anche un personaggio mascotte, che riempie le pagine del sito, ma che è diventato un gadget a sè: alla fiera di Melzo è stato anche venduto, a duemila lire, un dischetto con tutte le varianti finora conosciute di Gnuc, dal Gnuc da discoteca a quello superforzuto, simile a Hulk.

Un nome non pretenzioso, simpatico e modesto: "Però noi nemmeno ad Ostuni vogliamo fare solo i turisti - precisa Alessandro - primo perchè i primi tre premi hanno anche un valore economico, il che non guasta". 

"E poi perchè vogliamo portare in altro i nostri colori..."Aggiungono le due ragazze intervistate. il farsi portabandiera di una università giovane e poco conosciuta è un elemento che ricorre nella conversazione: lo spirito di gruppo e una certa rivalsa da parte di una "università piccola ma che sa fare gruppo, famiglia" sembra essere stato uno dei più importanti "motori" del successo dell'iniziativa. Che ora tende ad espandersi, per arrivare alla finale nazionale di Ostuni con ulteriori aggiunte al sito "Vorremmo far partire le sezioni delle chat e dei forum" aggiunge Marta Naletto, di Besnate, responsabile del marketing "Ci sembrano le sezioni potenzialmente più vivaci e di servizio per i nostri colleghi, ma non partono per problemi tecnici"

Ma a cosa porta un'esperienza del genere? Ha cambiato di molto la vita dei protagonisti? per Marta, parecchio:"Io non sono partita convinta di fare economia e commercio. Questa esperienza invece mi ha aiutato a capire cosa vorrei fare: entrare in una multinazionale - esagero, vorrei entrare alla Ferrero - nell'ambito del marketing. E l'applicazione concreta del mestiere è stato per me uno stimolo". Ed è stata importante anche per Alessandro che, pur avendo avuto sempre intenzione di frequentare economia e commercio, con questa esperienza "Ho capito che nel creare e far crescere un'azienda c'è sì una componente di grande difficoltà ma anche un'elemento di grande stimolo, e dà molte soddisfazioni" Per gli altri, una bella esperienza che conferma le proprie aspirazioni. Per Chiara infatti "Io ho affrontato economia e commercio da convintissima, perchè mi piace buttarmi nelle cose difficili. E, anche a me, da sempre, piacerebbe andare in una multinazionale o comunque in una azienda già "formata" dove poter imparare molto" mentre per Emanuele, Saronnese, responsabile della sicurezza nell'azienda "La scoperta dell'economia l'ho fatta in quarta ragioneria, grazie a dei professori molto bravi: prima non sapevo nemmeno perchè avevo fatto quel tipo di scuola. E ogni occasione mi conferma il fatto che ho scelto quello che mi piaceva davvero".

Di tutti i giovani scanzonati e brillanti rappresentanti della Gnuc economy, uno solo, Giorgio Benzoni di Induno Olona, responsabile degli affari generali e degli organi colegiali, è ancora sperduto dopo molte esperienze: "Non so nemmeno io perchè  ho cominciato economia... forse è perchè alle superiori ho fatto ragioneria, ed economia era la conseguenza logica. Nel futuro vedo la nebbia, non ho ancora idee. In fondo volevo fare scienze dell'educazione..." 

Coraggio, Giorgio: a soli 23 anni hai già fatto parte di una azienda di successo. E anche tra le aziende no profit c'è bisogno di manager...

Stefania Radman

Torna all'inizio dell'articolo