«In qualità di sindaco faccio appello
alla sensibilità e alla disponibilità del dottor Carlo Lucchina per ridurre i disagi
della popolazione del Luinese». Con queste parole il sindaco di Luino Gianercole Mentasti
ha voluto sottolineare nella giornata di oggi tutta la sua preoccupazione per i tagli dei
posti letto nei reparti di rianimazione e nella divisione di ortopedia, confermati da una
comunicazione avuta coi vertici dellAzienda Ospedaliera di Varese nei giorni scorsi.
Lallarme è giunto al primo cittadino da parte di numerosi operatori
del nosocomio Luinese, oltre che da molti cittadini preoccupati per la sorte della
struttura ospedaliera che priverebbe il comprensorio delle già scarse potenzialità
offerte in termini di posti letto; questo visto anche larrivo della bella stagione e
dei turisti, i quali potenzialmente rappresentano un aumento di pazienti.
«Non voglio fare della vicenda una questione di campanilismo
afferma il primo cittadino - : lospedale non è "di Luino" bensì serve un
intero comprensorio che detiene il record in quanto a problemi di spostamento, soprattutto
per gli abitanti delle valli che dovranno sempre più di frequente servirsi di strutture
lontane come Cittiglio o Varese».
Oltre alla prevista diminuzione dei letti nella divisione di ortopedia,
infatti, i letti disponibili nella rianimazione passerebbero da 5 a 2.
«Le divisioni di medicina generale, chirurgia generale, ortopedia
traumatologica, ostetricia, pediatria e medicina riabilitativa sono sempre state le
divisioni tradizionali dellospedale di Luino spiega Mentasti, direttore
dellospedale di Luino per 15 anni, fino al 94, nonché primario di medicina
riabilitativa e coordinatore sanitario dellallora USSL. I reparti di pediatria e di
ostericia sono stati trasferiti allospedale di Cittiglio. Loculistica e
lotorino-laringoiatria non sono state spostate, come promesso, a Luino. E ora
abbiamo anche il ridimensionamento della rianimazione e dellortopedia. Andando
avanti di questo passo si creerà a breve una situazione inaccettabile per i cittadini».