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E-mail |
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16.32.07 |
Giorno
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07/06/07
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| Varese
Sorgerà tra un paio di mesi in via Monterosa un ambulatorio sanitario riservato
agli extracomunitari irregolari. L'iniziativa, prevista dalla legge, è tra le prime
esperienze in Italia |
| Un
ambulatorio per clandestini per tutelare la salute pubblica |
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È una ragione sanitaria alla base della decisione di istituire un
ambulatorio per extracomunitari irregolari in provincia. A spiegarlo è l'Ingegner Giorgio
Benedettini, direttore generale dell'Asl di Varese. Tra un paio di mesi, come già
annunciato in un convegno avvenuto nell'aprile scorso, in via Monterosa un paio di volte
alla settimana medici e volontari saranno a disposizione di stranieri clandestini per
fornir loro cure ambulatoriali urgenti e continuative. " In quest'iniziativa -
prosegue Benedettini - ci siamo attenuti a delibere regionali che si rifanno, a loro
volta, a una normativa nazionale. Infatti, per i rimborsi ci dovremo rivolgere
direttamente al Ministero dell'Interno."
Per pubblicizzare l'iniziativa saranno stampati dei volantini in lingue diverse che
verranno distribuiti nei luoghi frequentati solitamente dagli irregolari. Il messaggio è
chiaro: l'ambulatorio fornirà loro le cure necessarie ma il loro passaggio rimarrà
anonimo. I rimborsi, infatti, verranno inoltrati con la sigla STP (straniero
temporaneamente presente) e con un codice di identificazione della regione e della
provincia per permettere una quantificazione del fenomeno irregolari.
"Forniremo prestazioni di tipo diagnostico e terapeutico -
chiarisce il direttore sanitario (nella foto) - con l'obiettivo di scongiurare complicanze e cronicizzazioni,
poi garantiremo servizi di medicina preventiva proprio per evitare epidemie e il ritorno
di affezioni che sul nostro territorio erano scomparse come i pidocchi o le malattie della
pelle."
Nei pensieri dei vertici Asl ci sono le tante donne sfruttate a cui non viene fornita
assistenza in caso di gravidanza o interruzione della maternità piuttosto che i
lavoratori in nero impegnati nei cantieri edili senza copertura in caso di infortunio.
"Se, con la nostra opera, dovessimo riuscire a vincere la loro diffidenza,
potremmo anche arrivare alla bonifica degli ambienti in cui vivono, che potrebbero essere
ricettacolo di malattie, e magari anche convincerli a mettersi in regola."
Il servizio voluto dall'Asl di Varese ha già alcuni precedenti in Veneto e in Toscana.
"Saremo , però, i primi in Lombardia e ci attendiamo delle polemiche sull'utilizzo
del denaro pubblico. Ma non credo che eventuali attacchi riusciranno a dissuaderci dalla
bontà di un'iniziativa pensata soprattutto per tutelare la popolazione residente. Quanti
vivono nell'ombra arrivano nel nostro paese senza mai essere stati vaccinati, con una
cultura differente e consuetudini diverse. Dobbiamo tutelare la salute pubblica, arrivando
sino alle realtà più nascoste."
Della questione, dicevamo, si era parlato nel corso di un convegno a cui erano presenti
anche le istituzioni locali e il Prefetto :"Tutti allora - ricorda Benedettini -
manifestarono apprezzamento per l'iniziativa." |
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Alessandra Toni
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