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Presidio degli ambientalisti alla Folla di Malnate contro il progetto di realizzare
un centro mutlifunzionale nell'area dell'ex cartiera Molina e negli stabilimenti
Siome. Preoccupazione anche per il progetto della tangenziale est |
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risolve il problema del traffico autorizzando il raddoppio del centro commerciale |
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Legambiente preoccupata per il futuro della valle
Olona da Induno alla Folla di Malnate.
Un cartellone campeggia da questa mattina sulla cartiera Molina : "No all'ecomostro
sull'Olona."
A scatenare i militanti ambientalisti è il progetto di riqualificare la zona dei vecchi
stabilimenti Siome e Molina. Il progetto del comune di Malnate di costruirvi un cinema
multisala, con parcheggio e un centro commerciale ha colpito Alberto Minazzi, segretario
provinciale di Legambiente: "Non è pensabile cementificare una zona nota per le
esondazioni del fiume che lo attraversa. L'Olona, nonostante i controlli e i monitoraggi,
ha in quest'area uno sfogo per le piene. Se si dovesse invadere questa zona, si
creerebbero gravissimi problemi a valle, dove già la situazione è preoccupante perché
da Castellanza in poi il corso d'acqua è solo un canale artificiale."
Nessuna obiezione e mettere mano ai campi e al degrado presente, ma lo
spirito deve essere quello ambientalista, la filosofia quella della tutela del territorio
e non la sua offesa. "Non siamo contrari alla realizzazione di interessi commerciali,
ma abbiamo chiesto l'individuazione di una zona alternativa che, oggettivamente, sul
territorio comunale non esiste, il che significa che siamo già alla saturazione."
Ma non è solo l'ecomostro sull'Olona ad impensierire i vertici ecologisti. Poche decine
di metri oltre, in direzione Varese, si sta pensando di realizzare un complesso sistema viario che va dalla tangenziale
est al collegamento autostradale con il Gaggiolo. "Non riusciamo a capire - spiega
Minazzi- come si pensi di risolvere un problema viabilistico autorizzando il raddoppio di
un centro commerciale che, conseguentemente, aumenterà il traffico veicolare." Non
si lamentano, dunque, gli squilibri ambientali della realizzazione di nuove arterie quanto
le conseguenze che si pagheranno in futuro per quelle scelte. "Noi siamo
d'accordo con la realizzazione di un collegamento con la Valganna, ma ciò deve avvenire
nel pieno rispetto dell'ambiente, nell'ambito di un discorso di pianificazione che tenga
conto delle componenti attuali." Il raddoppio del centro commerciale non avrà
ripercussioni sull'alveo dell'Olona, sono solo i flussi veicolari a dover essere presi in
seria considerazione. "Inoltre non capiamo la necessità di realizzare un'autostrada
a quattro corsie di collegamento con il Gaggiolo: si riqualifichino le arterie già
esistenti. Se i fondi sono pochi, allora si sfruttino le risorse già presenti per
ottimizzare l'opera e i suoi benefici." Il pericolo che si corre è quella di mettere
su un piatto d'argento ai Tir una via alternativa a Chiasso e ai limiti di transito che la
Confederazione sta realizzando. Con le conseguenze che nessuno vorrebbe... |
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Alessandra Toni
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