Tanti problemi in più per noi se non ci fossero gli
ambientalisti e tutti dobbiamo loro moltissimo, ma se spesso sono buoni profeti non sempre
spendono al meglio l' autorevolezza, l' esperienza e la cultura di cui dispongono: infatti
alla fretta di intervenire e di bloccare iniziative che potrebbero avere conseguenze
nocive a volte non seguono proposte praticabili, alternative concrete; a un forte e
indubbiamente utile se non indispensabile diritto di critica, non segue il dovere di un
contributo operativo in termini di progetto, di indicazioni non vaghe su come risolvere il
problema che essi hanno denunciato all'opinione pubblica. È successo di vedere formulate
solo ipotesi che sconfinano nell'utopia quando non si è preteso di comandare in casa
d'altri non guardando correttamente agli aspetti finanziari dei problemi.La storia nazionale di questi anni in più occasioni ci ha detto che a volte
la sensibilità ecologica si trasforma in un immobilismo che ha conseguenze peggiori delle
catastrofi paventate. Ed è capitato anche ai militanti dell'ambiente di combattere
battaglie del giorno dopo: l'insurrezione per Malpensa ha preso corpo quando l'annuncio
ufficiale, nel 1980, della nascita del nuovo aeroporto era ormai un lontano ricordo.
Non so se gli italiani e pure i varesini il 13 maggio non rinnovando
attenzione e consensi agli ambientalisti abbiano fatto la scelta migliore, infatti le
brigate del cemento sono sempre pronte a spacciare il profitto privato come pubblica
utilità, è però possibile che agli elettori non siano sfuggiti i tanti no del verdismo
davanti a opere indilazionabili.
Gli ambientalisti della nostra città hanno invece combattuto
importanti e utili battaglie e sono degni del massimo rispetto; personalmente non sono
convinto che il problema dei rifiuti possa essere risolto senza l'attivazione di un
termodistruttore, ma ho accettato serenamente i percorsi indicati da chi ha ben più
competenza di me e che oltretutto è maggioranza; mi hanno colpito invece alcuni pareri
contrari al collegamento ferroviario con Lugano che richiede il raddoppio dei binari e il
recentissimo no di Legambiente a un progetto di ristrutturazione di vecchi e cadenti
stabili - oggi sì veri ecomostri - a Valle di Malnate, più conosciuta come
"Folla", e alla prosecuzione a nord, nella zona dell'Ipermercato, della
tangenziale grazie al contributo dei privati elargito in cambio di concessioni edilizie di
notevole cubatura.
L'attenzione di Legambiente su queste situazioni mi sembra
in generale positiva, ma come cittadino mi auguro che non si trasformi in assoluta
intransigenza perché all'Iper e alla Folla ci sono reali problemi da risolvere.
A monte della reazione di Legambiente che merita un approfondito
esame, ci potrebbe essere anche un problema di comunicazione, di metodo da parte delle
istituzioni.
Se fossi sindaco eviterei sempre la politica degli annunci e inoltre
non farei mai trovare sui giornali notizie importanti senza una corretta e preventiva
informazione a tutti i gruppi consiliari; se fossi sindaco non rinuncerei mai alle
osservazioni di esperti dell'ambiente quando un progetto comporta impatti notevoli. Con
gli ambientalisti insomma qualcosa di meno di una concertazione pianificata, ma molto di
più in termini di considerazione. Il risultato di questa scelta potrebbe essere una più
credibile comunicazione alla città e qualche polemica in meno.
Certamente non muterebbero i problemi con i talebani del cemento e del verde, ma i cultori
della buona amministrazione mettono sempre in conto tante spine e non si lasciano pungere.
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