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Varese-laghi |
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16.32.36 |
Giorno
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07/06/07
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| Varese
Il giudice nega allimputato la libertà ma anche il movente di natura
razziale |
A processo
per tentato omicidio
l'accoltellatore di Joshua |
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| Niente
pattegiamento e niente libertà provvisoria allaccoltellatore di Joshua Morgan,
limmigrato della Sierra Leone che nellagosto scorso venne aggredito a freddo
mentre camminava in via dei Mille a Varese. Il giudice delludienza preliminare
Giuseppe Trombino ha rinviato questa mattina a giudizio Livio Pintus il
"palestrato" che ferì Joshua con una coltellata alladdome. Nessuno sconto
da parte del giudice nemmeno sul reato contestato: tentato omicidio. Il processo in aula
è stato fissato per il 29 gennaio del 2002. Determinante per la conferma dellaccusa
è stata la perizia medica condotta dal professor Mario Tavani, dellistituto di
medicina legale dellospedale, il quale ha confermato la gravità delle ferite
riportate dal giovane di colore. Il giudice ha così respinto una serie di richieste della
difesa di Pintus, la quale chiedeva lattenuazione del reato in lesioni e la
remissione in libertà dellimputato, attualmente agli arresti domiciliari. Unica
concessione fatta dal dottor Trombino allaccoltellatore: non è stato riconosciuto
il movente di natura razziale, che avrebbe costituito una ulteriore aggravante.
Lagressione, secondo il giudice, sarebbe stata perciò lesito di un
"normale diverbio". Questa valutazione era stata però contestata sia dalla
parte civile di Joshua Morgan, sia dalle organizzazioni per i diritti civili che avevano
sostenuto la causa del giovane africano. Joshua, che allepoca dellaggressione
era in Italia con una richiesta di asilo politico (era scappato dalla sanguionosa guerra
civile della Sierra Leone) ha ottenuto nel frattempo il permesso di soggiorno e lavora
come operaio nel Comasco. |
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