Primo presidente della
Repubblica italiana, economista, intellettuale liberale, professore e rettore
dell'Università di Torino. Luigi Einaudi, settantenne, l'8 settembre del 1943 è
costretto ad abbandonare la sua città, Torino, occupata dai nazifascisti. Si rifugia in
Svizzera, attraversando a dorso di un mulo il passo del Col Fenêtre nella valle d'Aosta.
Una fuga dai barbari come egli stesso scriverà nel suo diario dal quale trae ispirazione
il documentario "Luigi Einaudi. Diario dell'esilio svizzero" . Il film sarà
presentato domani, martedì 29 maggio, alle scuole e al pubblico all'interno della
rassegna di "Amor di Libro".Interverrà lo stesso regista
Villi Hermann, che ha tratto ispirazione dal "Diario dell'esilio" di Einaudi,
scritto nei quattordici mesi vissuti in Svizzera. Un esilio vissuto fra Losanna, Ginevra,
Lugano e Basilea, e di cui Luigi Einaudi annota giorno dopo giorno le difficoltà pratiche
della vita quotidiana e gli incontri e le riflessioni su personalità importanti della
storia italiana e svizzera, quali Filippo Sacchi, Adriano Olivetti, Ernesto Rossi,
Gianfranco Contini, Amintore Fanfani e della famiglia Savoia, fuggita anch'essa in
Svizzera, di attivisti e di partigiani italiani rifugiati in Svizzera a causa delle leggi
razziali e dei consiglieri federali Pilet Golaz, Celio e Motta.
Nel videofilm di Villi Hermann,
che vede la partecipazione narrante dell'attore Omero Antonutti, si incontrano diversi
testimoni della memoria storica dell'epoca: Renata Aldrovandi Einaudi, Roberto
Einaudi, Amedeo e Eugenio Mortara, Mario e Giovanni Ferro, Saverio Tutino, Giuseppe Di
Stefano, Lucetta Jarach Guastalla, Edgardo Sogno, Zaccaria Aldo Curtaz, Mario Ansermin,
Gérard Bolla, Ariberto Mignoli, Giorgio Bocca, Ruggero Cominotti, Paolo Della Valle,
Federico Hindermann, Giuseppe Salto, Maria Gabriella di Savoia, Francesca Pometta.
Il film, girato fra il 1998 e
il 2000 in Valle d'Aosta, a Milano, a Dogliani e nelle città di Lugano, Ginevra, Losanna
e Basilea riscopre inoltre inedite fotografie del periodo bellico del fotografo svizzero
Christian Schiefer. Che al suo lavoro di 'fotografo di studio' accompagno quella dei
reportage. Di grande interesse storico è la sequenza fotografica del 29 aprile 1945 di
Piazzale Loreto a Milano, che ritrae i corpi di Benito Mussolini e della sua compagna
Petacci appesi per i piedi alla pensilina di un garage. Queste foto sono sue e per la
prima volta si potrà vedere l'intera sequenza scattata in quell'occasione da Schiefer.
Fanno parte del documentario altre sue inedite fotografie, che ritraggono fuoriusciti
italiani e rifugiati nel settembre 1943.
ore 10 - Tenda di
Piazza Repubblica
Presentazione alle scuole del film
"Luigi Einaudi - Diario dell'esilio svizzero"
regia di Villi Hermann
Interviene il regista
ore 21 - Tenda di Piazza repubblica
Presentazione del film
"Luigi Einaudi - Diario dell'esilio svizzero"
regia di Villi Hermann
Interviene il regista
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