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16.31.27 |
Giorno
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07/06/07
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| Cazzago
Brabbia - Per il paese Giancarlo Giorgetti è già ministro. In casa sono molti
più cauti. E se il ministero fosse quello del welfare "insomma fare le pensioni non
è una cosa tanto simpatica" |
| A Roma a fare
ul minister |
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Maroni le tastiere, lui la batteria. Solo un passatempo giovanile del periodo
universitario. Per Giancarlo Giorgetti, pupillo del leader del Carroccio, il destino,
volente e nolente è quello di andare a Roma. A far ul Minister, come dicono in
questi giorni a Cazzago Brabbia. Settecentotrenta abitanti, un piccolo borgo sul lago di
Varese, fatto di viuzze e caratteristiche corti. Fino a trentanni fa si viveva di
pesca e di tessitura. Oggi cè anche la Whirpool. Di questo paesino il papabile
ministro del Welfare è sindaco, sotto la bandiera della Lega, da anni. Almeno due terzi
dei cazzaghesi lo hanno votato e più che leghisti doc, sembrano giorgettiani doc. Questo
comune finora aveva avuto solo onorevoli. Lanzavecchia nel 1998, Campi nel 1921 e lui nel
1996. "Lui è il terzo in cento anni e ora sarà forse ministro e per un paese così
piccolo non è poco". Esclama il padre di Giancarlo Giorgetti (nella
foto in basso). Sessantaquattro anni, pescatore per tradizione familiare. Una
persona umile e con i piedi per terra sembra essere la caratteristica di famiglia
che sul figlio ministro ancora si schermisce un po, nonostante il suo nome
non sia mai scomparso dalla rosa dei ministri. "Finora - dice - non è niente, solo
deputato". Ma se proprio bisogna dare per certo questo ministero ecco quali sono le
preoccupazioni del padre. "Non è proprio il massimo, la riforma delle pensioni da
fare non è una cosa semplice e simpatica, speriamo che non sia quel ministero".
Preferirebbe le politiche agricole? "Neppure quello è il suo campo, lui sarebbe
contento se fosse al tesoro come sottosegretario del Tremonti, a differenza di molti non
sta facendo i salti di gioia per il ministero. Poi intelligente è intelligente, se lo
mettono lì cercherà di trovare un accordo con i sindacati, sa trattare". Un figlio
ministro. Non se lo sarebbe mai immaginato e a dire il vero la carriera politica non è
mai stata assecondata. "Da una parte cè un po dorgoglio,
dallaltra cè molta preoccupazione, perché è un ministero pesante.
Addirittura nel 1996 non eravamo affatto daccordo con la sua candidatura, quello
politico ci sembrava un ambiente troppo difficile, soprattutto subito dopo
tangentopoli" racconta il padre. Eppure da sindaco a ministro è stato un attimo.
Come improvvisa la telefonata che arrivò dallarchitetto Leoni la sera prima di
presentare le candidatura per la Lega. "Tanto perdo" aveva detto. E invece non
perse. "Insomma avremmo preferito che facesse il dottore commercialista". Ma dei
suo interventi non se ne perde uno. Parabola e satellite e la diretta dalla camera dei
deputati è ormai una consuetudine in casa. "Allinizio leggeva gli interventi,
ora va a braccio ed è sicuro. Comunque vederlo e sentirlo parlare alla camera fa provare
sempre qualcosa".
Francesco è il fratello più piccolo. Ha diciannove anni, studia giurisprudenza.
E molto cauto sullargomento "fratello ministro". E i se si
susseguono anche per scaramanzia. Del fratello più grande condivide la passione politica,
quella per la Juventus, come tutta la famiglia, e per una squadra inglese che fatica
sempre a restare in serie A. "Non cè niente di deciso spiega - non ha
mai avuto ambizioni e ha rimesso a Bossi qualsiasi decisioni, farà quello di cui è
competente, la fiducia che ha ottenuto penso se la sia meritata e forse è anche per
questo che giungono continuamente notizie di incarichi". Del fratello non vorrebbe lo
stress "quando era in commissione bilancio era inavvicinabile", mentre si
prenderebbe le capacità che lo hanno portato in alto.
Per il paese invece Giorgetti è come se fosse ministro. A lui
Laura Lunardi, uninfermiera che lavora a Gavirate si riferisce non come a sindaco ma
come "un ragazzo molto legato al suo paese, cui piace portare avanti le tradizioni
culturali". La signora Gandini, proprietaria della Trattoria della Rosa esprime come
una zia apprensiva le sue preoccupazioni e i suoi orgogli "la prima volta
personalmente avevo un po paura perché così giovane correva il rischio di
bruciarsi, invece ha avuto la capacità di affrontare questa esperienza. Farà un buon
lavoro, come del resto ha già dimostrato in questi anni". "Ne avessimo di
quelle persone lì a Roma dice Luigi Fidanza mentre gioca carte con gli amici - per
noi è un onore. Cè anche chi si sbilancia "altro che sottosegretario o
ministro del welfare, a Giorgetti devono dare le finanze".
E chi - si dice scherzando - non la pensa come lui, non evita il "è una
bravissima persona". Come Renzo Carraro, "lho sempre visto da quando era
piccolo, studiava sempre". Il signor Giorgino invece dalla sua bicicletta indica dove
abita il futuro ministro. Vale la pena di andare a curiosare. "E quella con il
garage con il simbolo della Padania". Impossibile non notarlo.
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| Catia
Spagnolo
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