«Il lago sta guarendo e in alcuni punti, ad esempio Cazzago, è
già balneabile: e la cosa non può che farci piacere. Ma non vorremmo trovarci
l'invasione di ombrelloni e gelatai: questo è un ambiente ancora fragile, non può
sopportare un turismo invasivo; dunque per quest'anno e anche per quelli a venire,
rimarranno i divieti di balneazione». Parole di Massimo Ferrario, pronunciate ieri
mattina nel corso di una conferenza stampa sullo stato di salute del lago di Varese. Al
concetto si associano, oltre che i presidenti del consorzio di risanamento e di Sogeiva
(la società che "cura" la guarigione del bacino) anche tutti i sindaci dei
comuni rivieraschi, a cominciare da Varese. <Non c'è un patto scritto - precisa
Ferrario - ma un impegno verbale: se dopo Cazzago anche altri punti della sponda
otterranno la "bandierina blu" non verranno ripristinati i bagni, proprio per
non compromettere il lavoro di risanamento del quale stiamo faticosamente vedendo i
risultati>. Come è noto, nei giorni scorsi la Regione aveva decretato che i livelli di
inquinamento a Cazzago, dopo 40 anni erano rientrati nei limiti di legge ma il sindaco del
paese, il deputato leghista Giancarlo Giorgetti, aveva subito raffreddato gli entusiami,
dichiarando che non avrebbe firmato l'ordinanza sui tuffi liberi. La ragione? Non vedersi
arrivare una grande massa di turisti che compromettono il risultato appena raggiunto. E la
"linea Giorgetti" è stata adottata dagli altri comuni lacustri e dagli enti che
in qualche maniera hanno competenza sul lago. <Il nostro obiettivo - ha precisato
ancora Ferrario - non è la balneabilità del lago ma la sua completa guarigione. E per
ottenere questa promozione occorre superare una serie di parametri: poter utilizzare le
acque per approvvigionamento idrico, il ritorno di salmonidi, cioè le trote, nel lago, un
abbassamento ulteriore dei livelli di fosforo e naturalmente anche la balneazione. Per
arrivare a questo risultato partirà tra breve il secondo ciclo di "terapie" che
prevedono l'asportazione dei fanghi inquinati dai fondali e l'immissione di ossigeno puro.
Un metodo che era stato accolto con scetticismo ma che ha datto eccellenti risultati>.
Dunque quale potrà essere il rapporto tra l'ambiente del lago e il turismo? <Dovrà
essere un turismo rispettoso dell'equilibrio riguadagnato - dice il presidente del
consorzio del lago Carlo Crosti - niente bagni ma ad esempio sì ad attività sportive
come il canottaggio; sta poi per essere completata la pista ciclabile e possono essere
riscoperti tuti i gioielli d'arte e di natura disseminati attorno al lago, come il
chiostro di Voltorre o la palude Brabbia. Questo, a nostro giudizio, è l'uso che può
essere fatto del lago in questo momento, non di più>.
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