Lombardia all'avanguardia nell'utilizzo della rete.
Con questa ambizione, Milano si prepara ad ospitare il convengo ''Lombardia motore della
Net Economy'' in programma lunedi' 5 marzo presso il Centro Congressi Cariplo di Via
Romagnosi a Milano. L'idea è quella di muovere capitali per oltre mille miliardi, in
collaborazione con imprese private, nei settori dell'E-government, degli aiuti
all'industria, del sostegno alle famiglie per l'alfabetizzazione informatica.
Ai lavori, che sarano aperti dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e
dall'assessore regionale all'Artigianato, New Economy, Ricerca e Innovazione Tecnologica,
Giorgio Pozzi, prenderanno parte manager pubblici e
privati che su Internet stanno costruendo il futuro delle loro societa': tra i
partecipanti Fedele Confalonieri di Mediaset, Ennio Doris di Banca Mediolanum,
Francesco Micheli di e.Biscom, Renato Soru di Tiscali. Sono in tanti, in Lombardia, a conoscere il significato della parola
Internet (88 per cento rispetto al dato nazionale fermo
all'84,9). Il dato più evidente investe però l'utilizzo dell'home banking (gestione
telematica delle attività di conto corrente), del trading on line (compravendita di
titoli azionari e di prodotti finanziari derivati) e dell'e-commerce: in confronto al
resto degli italiani, i lombardi sono avanti di almeno sette punti percentuali. Questo
risultato è stato raggiunto dall'indagine Internet monitor Lombardia condotta da
Datamedia che nel dicembre scorso ha intervistato un campione di 1.260 unità stratificate
per sesso ed età rappresentativo della popolazione con più di 14 anni residente in
Lombardia (7 milioni 885 mila adulti).
Dalla ricerca risulta che il 28,8 per cento dei lombardi ha un
computer in casa, in linea con il dato nazionale, ma sono quasi il doppio rispetto agli
italiani i cittadini lombardi che ne possiedono due (6,4 per cento contro il 3,8
nazionale). In altre parole la presenza di strumenti informatici è diffusa presso il 64,8
per cento delle famiglie lombarde. In base alla fascia di età, emerge che il computer
viene usato da circa il 97 per cento dei teen agers (14 - 18 anni) con percentuali
analoghe fino alla fascia dei trentacinquenni, responsabili del drastico calo al 65,3 per
cento che scende al 52,7 per cento per chi ha più di 55 anni. Il titolo di studio non è
affatto una discriminante, visto che il 55 per cento ha frequentato la scuola inferiore e
l'81 quella superiore. Interessante la serie di risposte fornite dal campione in relazione
all'utilizzo di Internet: in Lombardia chi ha un computer si connette alla rete nel 33,8
per cent dei casi (il dato Italia è al 30,6 per cento), mentre chi non naviga è
"solo" il 66,2 dei lombardi a fronte del 69,4 degli italiani. Anche in questo
caso le giovani generazioni staccano di gran lunga quelle dei loro genitori: usa internet
il 43,5 per cento dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni, il 77,6 per cento di chi è nella
fascia tra i 18 e i 24 anni e il 19,8 per cento degli adulti in età compresa tra i 45 e i
54 anni. Ad una radicata presenza dei computer nelle case e negli uffici non corrisponde
quindi un utilizzo significativo del web. Nonostante un grado di alfabetizzazione
informatica di base soddisfacente, esiste un vuoto da colmare cui si accompagna anche la
necessità di creare nuove figure professionali in grado di stare sul mercato e di far
competere le imprese lombarde oggi alle prese con le sfide della globalizzazione. Una
delle strade percorribili per contribuire a superare questo gap è schierarsi al fianco
delle imprese non limitandosi a sostenerle con incentivi economici ma contribuendo ad
accrescerne il valore e la capacità di utilizzare al meglio le opportunità offerte dalla
Rete. Un più intenso e proficuo rapporto di collaborazione tra pubblico e privato fa da
sfondo allo scenario in cui intende muoversi la Regione Lombardia
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