Ci
sono volute una settimana di lezioni all'aperto sotto le statue dedicate a Volta e ai
caduti, i titoloni sui giornali e infine addirittura la sospensione delle lezioni da parte
del rettore Dionigi ratificata martedì mattina, 27 marzo, per convincere le istituzioni
di Como a prendere in mano la situazione della facoltà comasca di Giurisprudenza
dell'Insubria, dove si studia in un palazzo di proprietà del comune troppo piccolo per la
capienza della facoltà, e con inadeguate misure di sicurezza. E che da alcuni giorni è
martoriato - la goccia che ha fatto traboccare il vaso - dai lavori dell'adiacente
cantiere dell'autosilo, che tra ruspe e martelli pneumatici hanno reso oggettivamente
difficile ascoltare le lezioni, e hanno dato lo spunto alla provocazione attuata dai
ragazzi con la collaborazione dei professori.
Ieri pomeriggio, 28 marzo, il sindaco di Como ha incontrato i
rappresentanti degli studenti in consiglio di amministrazione, il prorettore dell'Insubria
Giulio Casati e il preside della facoltà di giurisprudenza Giorgio Conetti "Il
sindaco ha finalmente ammesso davanti a noi una verità nota da
tempo, cioè che il palazzo dove studiamo è inadeguato, per dimensioni e vie di fuga,
agli studenti della facoltà" spiega Davide Galimberti, varesino, rappresentante
degli studenti di Giurisprudenza al CDA "Sono così stati
trovati dei nuovi spazi per lo studio: tre aule sopra l'istituto Gallio (in
via Gallio, nella foto) il cui costo sarà sostenuto dalla camera di commercio
di Como, e abbiamo ricevuto la promessa che verrà potenziato l'uso di alcune aule poco
sfruttate. Inoltre, abbiamo ascoltato per la prima volta l'impegno del comune di mettere
in sicurezza l'edificio, che è di loro proprietà. Va però sottolineata una cosa: questa
è una soluzione adatta per arrivare alla fine dell'anno accademico. Ma poi noi ci
auguriamo che per l'inizio del prossimo venga prevista una sistemazione più dignitosa per
gli studenti di Giurisprudenza".
Una opinione in qualche modo condivisa anche dal prorettore
dell'ateneo, Giulio Casati: "La questione è risolta, ma solo per adesso. Le aule
addizionali permettono infatti di continuare le lezioni fino alla fine dell'anno, che per
giurisprudenza corrisponde al 15 maggio. Il problema però sarà la ripresa, con l'inizio
del prossimo anno accademico: è in quel momento che sarà necessario avere una soluzione
vera".
Idee concrete dunque, che tolgano la facoltà dall'imbarazzante
impasse: "Per risolvere in via più definitiva la questione, ci sono due cose da fare
- conclude Casati - Innanzittutto far sì che il palazzo sia completamente agibile:
nell'incontro si è parlato della realizzazione di vie di fuga e di barriere antirumore
per il periodo dello scavo. Ma contemporaneamente è necessario recuperare altri spazi in
più, che permettano ai 2000 studenti di giurisprudenza, la facoltà più popolata
dell'Insubria, di studiare con serenità"
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