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Insubria-Lombardia
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Ore 16.31.53
Giorno
07/06/07

Como  - Lezioni all'aperto, eco sui giornali e sospensione delle lezioni da parte del Rettore hanno portato alla facoltà lariana dell'ateneo dell'Insubria alcune soluzioni almeno temporanee 

Di nuovo in aula a giurisprudenza dopo l'incontro col sindaco  

Ci sono volute una settimana di lezioni all'aperto sotto le statue dedicate a Volta e ai caduti, i titoloni sui giornali e infine addirittura la sospensione delle lezioni da parte del rettore Dionigi ratificata martedì mattina, 27 marzo, per convincere le istituzioni di Como a prendere in mano la situazione della facoltà comasca di Giurisprudenza dell'Insubria, dove si studia in un palazzo di proprietà del comune troppo piccolo per la capienza della facoltà, e con inadeguate misure di sicurezza. E che da alcuni giorni è martoriato - la goccia che ha fatto traboccare il vaso - dai lavori dell'adiacente cantiere dell'autosilo, che tra ruspe e martelli pneumatici hanno reso oggettivamente difficile ascoltare le lezioni, e hanno dato lo spunto alla provocazione attuata dai ragazzi con la collaborazione dei professori. 

Ieri pomeriggio, 28 marzo,  il sindaco di Como ha incontrato i rappresentanti degli studenti in consiglio di amministrazione, il prorettore dell'Insubria Giulio Casati e il preside della facoltà di giurisprudenza Giorgio Conetti "Il sindaco ha finalmente ammesso davanti a noi una verità nota da tempo, cioè che il palazzo dove studiamo è inadeguato, per dimensioni e vie di fuga, agli studenti della facoltà" spiega Davide Galimberti, varesino, rappresentante degli studenti di Giurisprudenza al CDA "Sono così stati trovati dei nuovi spazi per lo studio: tre aule sopra l'istituto Gallio (in via Gallio, nella foto) il cui costo sarà sostenuto dalla camera di commercio di Como, e abbiamo ricevuto la promessa che verrà potenziato l'uso di alcune aule poco sfruttate. Inoltre, abbiamo ascoltato per la prima volta l'impegno del comune di mettere in sicurezza l'edificio, che è di loro proprietà. Va però sottolineata una cosa: questa è una soluzione adatta per arrivare alla fine dell'anno accademico. Ma poi noi ci auguriamo che per l'inizio del prossimo venga prevista una sistemazione più dignitosa per gli studenti di Giurisprudenza".

Una opinione in qualche modo condivisa anche dal prorettore dell'ateneo, Giulio Casati: "La questione è risolta, ma solo per adesso. Le aule addizionali permettono infatti di continuare le lezioni fino alla fine dell'anno, che per giurisprudenza corrisponde al 15 maggio. Il problema però sarà la ripresa, con l'inizio del prossimo anno accademico: è in quel momento che sarà necessario avere una soluzione vera".

Idee concrete dunque, che tolgano la facoltà dall'imbarazzante impasse: "Per risolvere in via più definitiva la questione, ci sono due cose da fare - conclude Casati - Innanzittutto far sì che il palazzo sia completamente agibile: nell'incontro si è parlato della realizzazione di vie di fuga e di barriere antirumore per il periodo dello scavo. Ma contemporaneamente è necessario recuperare altri spazi in più, che permettano ai 2000 studenti di giurisprudenza, la facoltà più popolata dell'Insubria, di studiare con serenità"

Stefania Radman

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