Come vincere uno scudetto. E
come togliersi dalle scarpe un bel po' di sassolini. Bologna capitola, Varese vince da
grande una partita vera. Nell'economia del campionato, non cambia una virgola. La Kinder
rimane prima a distanze siderali, Varese è comunque all'ultimo posto. Ma la vittoria, e
il come si è verificata, servono quanto meno a salvare l'etica e l'epica di questa
disgraziata stagione.
Messina insegna ai suoi il gusto della vittoria, sempre e comunque. L'impresa dei Roosters
non è di circostanza, dunque; è stata voluta, cercata, contro una squadra che dopo aver
dominato si è persa nel finale, ma all'ultimo ha tirato fuori la proverbiale cattiveria
recuperando un parziale di - 12 e costringendo alla tortura dei supplementari i galletti
già sicuri di vincere.
C'è aria di grande basket, stasera al Palaignis, per l'appuntamento dei ricordi. Foreman
contro Mohammed Alì. Il destino di uno scontro già in parte scontato. I Roosters
soffrono, subiscono, si aggrappano alle corde. Poi il finale che non ti aspetti. Bologna
sembra quasi stupita di non riuscire a dare il colpo di grazia dopo tanto macinare basket
a livello stratosferico, bello, forte, mnemonico. Si innervosisce che i predestinati al
massacro siano ancora lì, indietro, ansanti, ma vivi. Perdono in sicurezza, si smollano;
Burditt è la solita roccia ma Pozzecco e Carlisle, sembrano veramente farfalle che
ballano sul parquet. I'm gonna dance, and dance, diceva Mohammed. E Varese ribalta la
situazione, rimonta, supera, sembra tramortire il colosso. Ci vuole un piccolo tempo in
più per portare a termine l'operazione; l'estetica della vittoria ne viene un po'
sminuita, non l'intensità esaltante di un match tirato come non si vedeva da tempo da
queste parti. Si è sognato a lungo in settimana di una vittoria contro la Kinder; è
arrivata nella maniera più esaltante possibile. A metterci lo zampino, manco a dirlo, il
solito grandissimo Abbio, che nel finale da solo ricuce lo strappo di Varese e piazza la
bomba del pareggio alla sirena. Con l'aria di chi ha perso il tram decisivo, Varese
comincia il supplementare subito sotto di 6. Ma c'è il folletto di Carlisle, che in due
partite di campionato ha già infilato nei malcapitati canestri avversari qualcosa come 70
punti o giù di lì; tecnica da vendere, e faccia tosta, lo spavaldo Geno riporta i suoi a
sentire il profumo della vittoria; Bologna è decimata dai falli, Varese è stremata. Ma
per una volta il film ha il suo happy ending. Il trionfo, l'entusiasmo del pubblico hanno
qualcosa di beffardo se si pensa alla realtà dei Roosters, ma è davvero un piccolo
grande cameo.
L'inizio era stato brutto. Forzature, nervosismo e una differenza di gioco talvolta
impressionante tra le due squadre; l'esordio dei due nuovi non promette niente di buono.
Carlisle si rifarà più tardi, Nees è di una goffaggine sorda per tutta la partita.
Bologna gira il pallone ad una velocità che la difesa dei Roosters stenta a capire.
Davanti, Pozzecco cerca il solo Vescovi con passaggi improponibili. Solo Albertone Burditt
cerca di guadagnarsi da solo quello che la squadra non gli da. Bologna vola a + 10. Solo
nell'ultimo minuto tre invenzioni di Gianmarco sollevano le pagelle parziali, fissando un
19-24, insperato. Si riparte allo stesso modo, Kinder a +12 con due staffilate di Bonora e
Ambrassa. Carlisle, murato bene da fuori, ricorre ai corridoi centrali, monopolizzando
spesso e troppo l'azione nelle sue mani. Dadone gli preferisce Wucherer. Burditt prova a
salire in cattedra, chiama la squadra a raccolta in mezzo all'area e prova a dire qualcosa
che dal tono sembra un ultimatum. In difesa, dietro di lui, Bologna fa a fette la
retroguardia, con facilità irrisoria. Basta un dai e vai da minibasket, per far apparire
inadeguata l'intera filosofia "difensiva" dei Roosters. Nees, sino a qui un
disastro, riesce ad imbroccarne una da sotto. Di rabbia più che di concetto, Varese
riesce a non affondare e rimane in linea di galleggiamento, 44-52 all'intervallo.
Un monumentale Vescovi suona la carica alla ripresa: lui c'è, segna, difende, subisce
falli, coriaceo come un monolite. E' lui che manda a referto il pareggio agognato, 52-52.
Sporcato solo dal suo quarto fallo. Un cesello di Carlisle, che inizia a sentire pruriti
alle mani con fallo, segna il nuovo pareggio 58-58, e mentre il Poz è fuori è ancora
Geno per il 61-58 a coronamento di tre minuti di rara intensità. Bologna accusa il colpo,
sassolini qua e là inceppano i preziosi teoremi geometrici impartiti da Messina. Wucherer
in lunetta, riporta a + 3. Finale di frazione tiratissimo, Carlisle, infila al terza
bomba, Lombardi si fa fischiare un tecnico, erroracci di Pozzecco e Ginobili, per il
parziale 70-71.
Carlisle provoca il quarto fallo di Griffith, sino a qui il vero devastatore di Bologna
colui che piazzandosi in area sembra la torre degli asinelli calamitando tutti i palloni
per facili e scontate schiacciate.
Ma Varese tiene: anche Wucherer porta acqua e quattro punti in fila. Poi le invenzioni di
Pozzecco cominciano a scavare un piccolo solco. Non basterebbero se non ci fosse un
gigantesco Burditt (impressionante: 45 minuti in campo, 19 rimbalzi, 7 palle recuperate,
16 punti, miglior uomo in campo). Messina sente aria di maretta e mette i suoi a zona. Poz
giganteggia e infila due triple di cui una da collasso da 9 metri. E' il + 12 e mancano
quattro minuti. La Kinder esce dal tilt: prima con Ginobili, discreto ma non devastante, e
poi con Abbio: la sua serpentina fa venire in mente quella fatale in semifinale scudetto;
la sua cattiveria e il suo spirito sono quelli di sempre; 10 punti in un amen: Varese si
ingolfa, e perde la via del canestro; segna ai liberi con Di Giulio, ma il + 3 ad una
manciata di secondi non basta: dopo l'ultimo time-out, Wucherer perde di vista Picchio,
("forse non gli ho parlato bene in tedesco" scherzerà poi un sollevato Lombardi
a fine partita) ed è la bomba raggelante del pareggio. Supplementari. Varese è in campo
con il solo Burditt a sembrare un giocatore di basket, gli altri sono tutti
"umani". Jaric infila la tripla, i Roosters incocciano e Bologna vola a + 6.
Carlisle, ancora, riporta sotto i suoi. I galletti sono stanchi, ma i bolognesi perdono
Ginobili e Bonora per falli; intanto è un nuovo -3. Altro capolavoro di Geno, da tre in
faccia a Jaric, pareggio a un minuto dalla fine. Abbio infila un solo libero, Davolio va a
cercarsi il fallo ed è freddo per il nuovo vantaggio 104-103. Abbio braccato perde palla
e si fa fischiare un tecnico. Poz in lunetta mette il libero del + 2. Davolio ancora ai
liberi; è ancora freddo Alessandro ed è + 4. Griffith non ci pensa su, Geno infila il
libero della tranquillità. Il tentativo di Bologna da due è l'anticamera dell'apoteosi.
Il tabellino
Varese Roosters 108
Allegretti, Vescovi 11, Davolio 4, Wucherer 6, Nees 3, Di Giuliomaria 1, Carlisle 38,
Burditt 16, Cazzaniga, Pozzecco 29
Kinder Bologna 107
Ginobili 19, Abbio 20 , Bonora 8 , Jestratijevic5 , Ambrassa3, Frosini13 , Andersen,
Griffith 28, Brkic, Jaric 11
Java
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