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| Basket A1 - Dimenticata Bologna, i Roosters dimenticano anche di giocare |
| A Pesaro torna il buio più profondo 115-79 |
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28-13; 49-29; 80-51;115-79.
Altro da dire?
L'allenamento più costoso dell'anno, quello di stasera. Trasferta, pullmann o altri mezzi
di trasporto, spese varie; bilancio in rosso, quella della società biancorossa. Spese
varie e inutili; se doveva essere allenamento defatigante, valeva la pena dare forfait e
rimanere al Campus. A porte chiuse, come a volte piace a Lombardi, senza il fastidio dei
bambini ma neppure senza il rischio di far arrossire di
vergogna il tifoso un po' più adulto e consapevole.
Il match contro Bologna appare adesso nella sua vera luce: una meteora, già confinata
nella teca dei ricordi, appassiti in fretta. Scoloriti.
Così come tornano a scolorare le possibilità di sperare nella salvezza; in termini di
pura contabilità non è più lontana di quanto fosse ieri; in termini di convinzione nei
propri mezzi, cuore, volontà, tenuta fisica e tecnica torna a farsi maledetta e
proibitiva per quanti giocano con convinzioni scarse e la fede labile.
Davvero una brutta figura, per giunta in diretta Rai. Presentato come il duo delle
meraviglie, Pozzecco e Carlisle, fanno quasi irritare per la loro incapacità di
collaborare e trovarsi. Entrambi, in ogni caso, paiono avere tutt'altro per la testa che
giocare. E se loro hanno questo aplomb, è facile immaginare il seguito. Una riga rossa su
tutta la squadra; tranne il solito Burditt, encomiabile fino alla fine e Vescovi,
palesemente stanco più degli altri, ma il solo a dimostrare grinta e cattiveria. Ma sono
appena appena lussi, in questa squadra, che si fa mettere sotto per 14-0 nei primi tre
minuti e non sa più
ritrovarsi; una difesa imbarazzante. Quasi offensiva e irrispettosa di un avversario che
pure pretenderebbe agonismo, pur nella disparità dei valori. L'attacco è franante;
inconcluso, involuto, bloccato immediatamente dalla guardia feroce su Carlisle e dai
raddoppi in punta di Demarco Johnson che tolgono spazio a Pozzecco. Bucher, Johnson,
Middleton e un grandissimo Maggioli, in solo quarto demoliscono la faciloneria con cui i
Roosters scendono in campo. Lombardi prova a ruotare i suoi uomini; difficile fare
critiche specifiche; o non si intende per nulla di basket e non sa trasmettere niente alla
squadra o stasera ha dato libera uscita ai suoi. E lui è l'accompagnatore dell'allegra
brigata. Non c'è cronaca, perché non c'è partita. Pesaro è davvero squadra. Varese
può esserlo, ma per lo più è un insieme troppo
complessata, troppo scorticata da crisi di identità e pesanti debiti di tecnica e
personalità, (ahhh
Nees, per dirne uno solo).
Archiviamo questa ennesima brutta faccenda e speriamo in un'altra, inspiegabile, felice
improvvisazione. Jeva
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