Ecco il resoconto della seduta
del 28 febbraio della commissione ambiente della Camera. Per prenderne visione basta
entrare nel sito Internet della camera dei deputati (www.camera.it)
e consultare i lavori parlamentari, alla sezione resoconti stenografici delle sedute. Nel
documento non é stato verbalizzato il numero e il nome dei presenti. Non é possibile
quindi capire come hanno votato i partiti e i singoli onorevoli, come conferma anche la
segreteria della Commissione. Di certo, la maggioranza di Centrosinistra ha accolto la
proposta di soppressione dell'articolo 26 del pacchetto ambientale; quello relativo sulla
limitazione dei voli notturni. I due emendamenti soppressivi sono stati presentati
rispettivamente dai leghisti Formenti, Chincarini, Terzi, Parolo, Guido Dussin, il primo,
e dai forzisti Radice e Stradella, insieme all'onorevole Foti di An, il secondo. Questo
pomeriggio il coordinamento dei sindaci si incontrerà per decidere le forme di protesta
contro la decisione del Parlamento. Si preannunciano iniziative clamorose.
R.R.
Parlamentari citati
Turroni Sauro , Presidente (verdi)
Calzolaio Valerio, Sottosegretario di Stato per l'ambiente (Ds)
Casinelli Cesidio (Popolari e Democratici-Ulivo), Relatore
De Cesaris Walter (Misto-Rifondazione Comunista)
Detomas Giuseppe (Misto-Min.linguist.)
Formenti Francesco (Lega Nord Padania)
Foti Tommaso (Alleanza Nazionale)
Galdelli Primo (Comunista)
Gerardini Franco (Democratici di Sinistra-Ulivo)
Radice Roberto (Forza Italia)
Riccio Eugenio (Alleanza Nazionale)
Stradella Francesco (Forza Italia)
Tosolini Renzo (Alleanza Nazionale)
Zagatti Alfredo (Democratici di Sinistra-Ulivo)
28 febbraio. Seduta delle 17 e 25
PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Formenti.
Passiamo all'esame dell'articolo 26 e degli emendamenti e dell'articolo aggiuntivo ad esso
riferiti.
TOMMASO FOTI. Intendo sottoscrivere l'emendamento Radice 26.2.
PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Foti.
Chiedo al relatore ed al rappresentante del Governo di esprimere il parere sugli
emendamenti e sull'articolo aggiuntivo.
CESIDIO CASINELLI, Relatore. All'articolo 26 sono stati presentati,
rispettivamente dall'onorevole Formenti e dall'onorevole Radice, due emendamenti
interamente soppressivi. In sede di discussione sulle linee generali, ho detto che
l'articolo era suscettibile di miglioramenti per rispondere ad alcune esigenze che erano
state evidenziate. Con alcune modifiche e con alcuni correttivi sarebbe stato forse
opportuno, a mio avviso, mantenerlo. Prendo atto però della volontà di sopprimerlo. A
questo punto, mi rimetto alla Commissione.
VALERIO CALZOLAIO, Sottosegretario di Stato per l'ambiente. Abbiamo già
accantonato gli articoli 2, 5 e 11. Anche l'articolo 26 necessita, a mio avviso, di un
minimo di concertazione. Del resto, come per gli articoli 2, 5 e 11 (in particolare per i
primi due), anche per l'articolo 26 il Governo
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ha maturato il testo al Senato dopo una complessa e articolata concertazione che ha
coinvolto tutti i gruppi. Il testo dell'articolo 26 al nostro esame ha già subito delle
modifiche sulla base del precedente esame in sede referente e di alcune condizioni poste
dalla Commissione trasporti. Il Governo è disponibile a riformularlo ulteriormente,
accogliendo tutte le condizioni contenute nel parere espresso dalla Commissione trasporti,
che sollevavano la questione principale posta anche dal relatore all'inizio, cioè la
questione dei voli postali. Io ritengo che la disposizione contenuta nell'articolo 26
abbia un carattere rilevante e sia attesa da più parti; non mi sembra quindi opportuno
discuterne in modo superficiale. Insisto quindi affinché l'articolo 26 non venga
soppresso. È possibile riformularlo, accogliendo - ripeto - tutte le condizioni poste
dalla Commissione trasporti e mantenendo però le disposizioni già concertate.
RENZO TOSOLINI. Vorrei conoscere le motivazioni che hanno spinto i colleghi a chiedere
la soppressione di tale articolo.
FRANCESCO FORMENTI. La motivazione è: sopprimere l'articolo!
RENZO TOSOLINI. Onorevole Formenti, vorrei conoscere le motivazioni reali. A questo
punto è doveroso da parte mia fugare tutti i dubbi che hanno accompagnato questo
provvedimento, in quanto si era ipotizzato (da parte dei colleghi non soltanto della
Commissione ambiente, ma anche di altre Commissioni, soprattutto della Commissione
trasporti) che potesse entrare in conflitto con le direttive europee. Ebbene, richiamo la
vostra attenzione sull'interrogazione n. E0042/00 presentata in seno alla Commissione
europea dal tedesco
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Alexander de Roo e rivolta alla de Palacio, commissario europeo con competenza sui
trasporti, interrogazione avente ad oggetto l'armonizzazione del divieto di voli notturni.
Così conclude la risposta a tale interrogazione: "Misure di questo tipo dovrebbero
anche in futuro essere adottate a livello locale. La Commissione ritiene tuttavia che le
procedure di adozione di tali decisioni dovrebbero essere disciplinate da un quadro
comunitario (che attualmente manca), che potrebbe contemplare l'obbligo di consultare
tutte le parti interessate, compresi gli abitanti delle zone limitrofe, termini
sufficienti per consentire agli operatori di adeguarsi alle nuove restrizioni e una base
comune per valutare l'efficacia ambientale delle restrizioni operative".
Ritengo pertanto che non soltanto noi non entriamo in conflitto con le direttive e le
normative europee, ma addirittura in questo caso siamo...
FRANCESCO FORMENTI. Le anticipiamo.
RENZO TOSOLINI. Assolutamente no, perché in tutti gli altri paesi europei nella
maggior parte degli aeroscali vige il divieto totale dell'esercizio aeroportuale notturno
o, qualora tale divieto non sia previsto, ogni decisione al riguardo viene lasciata alla
responsabilità e alla decisione delle commissioni locali. Noi non facciamo niente altro
che adottare un provvedimento che in Europa già vige da tempo, da anni. Anzi, in questo
caso è forse biasimevole il ritardo con il quale ci adeguiamo alle direttive europee.
Ritengo pertanto (e questo naturalmente ci indurrà a fare delle considerazioni abbastanza
obiettive) che qui non andiamo assolutamente a pregiudicare l'operatività degli
aeroscali; si tratta solo di fissare delle regole precise. In Commissione trasporti, dove
abbiamo valutato questo provvedimento
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almeno una dozzina di volte, anche con l'apporto del sottosegretario di Stato per i
trasporti, siamo arrivati alla riformulazione del testo inserendo nelle deroghe i voli
postali. Mi sembra che a questo punto non vi sia alcuna motivazione per sopprimere
l'articolo. Se l'onorevole Formenti mi illustrasse le ragioni che spingono a tale
soppressione, sarei pronto evidentemente anche a verificare la bontà delle sue
osservazioni. Non mi sembra sufficiente limitarsi a dire: sopprimiamo l'articolo.
TOMMASO FOTI. Do atto al collega Tosolini dell'impegno estremo, fermo, deciso con cui
si è sempre pronunciato, con estrema libertà, sulla materia oggetto di questo articolo.
Il suo tra l'altro, seppure pronunciato a nome del gruppo di Alleanza nazionale, rimane un
intervento a titolo personale.
RENZO TOSOLINI. Mi scusi, presidente, ma vorrei fare una precisazione. Io parlo
ovviamente a titolo personale e per la dovuta attenzione e il rispetto che noi dobbiamo ad
ottantasette sindaci del coordinamento locale di Malpensa.
TOMMASO FOTI. Lo stavo per dire. Il collega Tosolini, infatti, pur parlando a titolo
personale, è comunque portavoce di una vasta fascia di popolazione di quella zona che non
è propriamente contenta nell'attuale situazione.
Il punto cui si è arrivati sconsiglia, a mio avviso, di mantenere questo articolo nel
provvedimento al nostro esame. Al di là di chi sarà ministro, sottosegretario e
quant'altro nel futuro governo Berlusconi, è certo comunque che il problema rimarrà.
Accantonarlo oggi non vuol dire che lo stesso non si ripresenterà fra due mesi e mezzo.
Il problema rimane e mi auguro che il senso di responsabilità di tutti spinga in futuro a
ripescare questo articolo dal punto in cui siamo arrivati oggi
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per giungere, pur con tutti gli aggiustamenti possibili, a legiferare in qualche modo
in questa materia, che è attualmente priva di qualsiasi regolamentazione.
Comunque, l'accettazione dei voli postali era già un primo passo in avanti. Non
dimentichiamo che l'attuale (e mi auguro ex, fra pochi mesi) ministro dei trasporti ha
ribadito in più occasioni la necessità di favorire la logistica. Ebbene, l'espansione
della logistica difficilmente si può auspicare con una normativa che rischia di mandare
fuori mercato la logistica stessa, tenuto presente che la stessa si fonda su economie di
scala e quindi sulla possibilità di utilizzare al meglio tutte le risorse possibili; e
tra le risorse possibili inserisco ovviamente anche gli spazi aeroportuali, il che non
significa che non esista il problema che sottolineava prima il collega Tosolini e a cui
comunque - se non in questa legislatura, all'inizio della prossima - bisognerà in qualche
modo tentare di rispondere.
FRANCESCO FORMENTI. Ringrazio l'amico Tosolini, che mi ha coinvolto in un dibattito che
nessuno in questa sede e con riferimento a questo provvedimento voleva aprire. Vorrei
però innanzitutto ricordare al collega Tosolini che questo articolo non deve diventare
oggetto di campagna elettorale, perché farlo sarebbe semplice e facile. Il problema è
molto più vasto. C'è uno studio approfondito sugli scali commerciali e sugli scali
passeggeri nel territorio e sulla diversa disposizione di quelli che sono oggi i voli
interni e di quello che saranno in futuro i voli differenziati in interni, internazionali
e transoceanici. Non si può dire semplicemente che dalle quattro alle sei del mattino
sono vietati i voli, senza tenere conto che dietro c'è tutto uno studio, c'è tutto un
sistema di movimentazione merci e di movimentazione passeggeri su una rete ferroviaria e
autostradale che è ancora in fase di creazione. Sarebbe inopportuno sopprimere i voli in
una
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determinata fascia oraria notturna per poi non sapere come collocarli. Il vero
problema, infatti, non è chiudere nelle ore notturne l'aeroporto, ma è appunto sapere
come collocare quei voli (in che fasce orarie e in quali aeroporti) e quali collegamenti
dare a tutto l'insieme del traffico passeggeri e merci che oggi gravita su Malpensa.
Questo è il vero problema. Noi tutti vorremmo che sopra i nostri tetti non vi fossero
rumori, ma bisogna considerare che la mole di traffico è talmente intensa che va
ridistribuita. Forse l'amico Tosolini non sa che io, proprio per andare incontro ad
un'esigenza degli abitanti della zona, fui uno dei primi a portare avanti la proposta di
collocare la pista parallela al Ticino per evitare che gli atterraggi e le partenze
danneggiassero, in termini di rumore, gli abitanti della zona. Quella proposta non fu
accolta.
Occorre però fare una politica di differenziazione per tutti gli aeroporti, non solo per
quello di Malpensa. La decisione di sopprimere l'articolo 26 concerne non un solo
aeroporto ma tutti; io ritengo sia necessario fare infatti un discorso più ampio e più
articolato. Con una mappatura del trasporto aereo si potrà in futuro individuare una
fascia d'orario congrua per il divieto dei voli notturni (magari a partire non dalle 24 ma
dalle 20).
FRANCESCO STRADELLA. Nella seconda parte del suo intervento, il collega Formenti - tra
l'altro con un linguaggio estremamente moderato che non gli è solito - ha fatto delle
considerazioni che condivido. Quando ci approntammo a valutare i contenuti di questo
provvedimento, arrivammo ad una sorta di accordo con cui si stabiliva in sostanza di
mantenere tutta la parte che non conteneva norme rispetto alle quali sarebbe stato
necessario discutere ed eventualmente apportare modifiche. Ebbene, questa è una di
quelle. Il collega
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Tosolini ha espresso in modo corretto un problema che è sicuramente serio. Ma la
soluzione a tale problema non può essere trovata nell'ambito della Commissione ambiente,
senza esserci coordinati in modo opportuno con le altre Commissioni competenti e senza
aver valutato tutte le ricadute sul territorio, senza avere effettuato una valutazione
complessiva della politica dei trasporti.
Capisco che chi è direttamente coinvolto avverta particolarmente questo problema, ma
nessuno ne nega l'esistenza o ritiene che al problema non si debba dare una risposta; si
dice soltanto che quella approntata è una risposta insufficiente e che probabilmente non
è il caso di inserire il testo predisposto nel provvedimento in esame. C'è un impegno da
parte di tutti (a prescindere dai risultati elettorali) ad affrontare questa materia in
maniera seria e soprattutto completa, per evitare di creare disfunzioni o di dar luogo a
misure che non possano essere applicate in modo coerente in tutto il territorio.
Quello che ci spinge a chiedere la soppressione dell'articolo 26 in questo momento non è
la volontà di ignorare il problema. Noi ne chiediamo la soppressione perché riteniamo
che non vi sia oggi, alla vigilia della fine della legislatura e nell'ambito di un
provvedimento che contiene essenzialmente stanziamenti di risorse e piccoli aggiustamenti
di norme, la possibilità di affrontare un tema così importante e così complesso, fermo
restando che siamo tutti perfettamente consapevoli che una soluzione andrà trovata.
PRESIDENTE. A questo punto, colleghi, visto tra l'altro che abbiamo già accantonato
tre articoli, propongo di accantonare anche l'articolo 26 e gli emendamenti ad esso
riferiti, e di passare all'esame dei restanti articoli.
Se non vi sono obiezioni, rimane così stabilito.
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(Così rimane stabilito).
18,15
Riprendiamo l'esame dell'articolo 26 e degli emendamenti ad esso riferiti, che
avevamo precedentemente accantonato.
CESIDIO CASINELLI, Relatore. Modificando il parere precedentemente espresso,
esprimo parere favorevole sugli identici emendamenti Formenti 26.1 e Radice 26.2,
interamente soppressivi dell'articolo 26.
VALERIO CALZOLAIO, Sottosegretario di Stato per l'ambiente. Sugli identici
emendamenti Formenti 26.1 e Radice 26.2 il Governo si rimette alla Commissione.
RENZO TOSOLINI. Con rammarico prendo atto che si è persa (mi rivolgo soprattutto
all'onorevole Formenti) una reale occasione di trasferimento di poteri decisionali alle
locali commissioni aeroportuali.
PRESIDENTE. Voglio solo preannunciare che mi asterrò dalla votazione degli identici
emendamenti Formenti 26.1 e Radice 26.2.
Pongo in votazione, in linea di principio, gli identici emendamenti Formenti 26.1 e Radice
26.2, accettati dal relatore e sui quali il Governo si rimette alla Commissione.
(Sono approvati).
Emendamenti
ART. 26.
Sopprimerlo.
* 26. 1.Formenti, Chincarini, Terzi, Parolo, Guido Dussin.
Sopprimerlo.
* 26. 2.Radice, Stradella, Foti.