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Ore 16.32.21
Giorno
07/06/07
Gallarate - In dono alla Biblioteca di Gallarate copia dell'Index Thomisticus, opera che diede inizio all'informatica testuale. E il "pioniere" gesuita invita a fidarsi della Provvidenza
Padre Busa: "L'Alto Milanese mi ha insegnato la prudenza"

Riceviamo e pubblichiamo

"Quando ho cominciato con questo lavoro non immaginavo cosa ne sarebbe venuto fuori, ma ho obbedito alla legge umana per cui bisogna avere fiducia in un lavoro metodico e perseverante. L'Altomilanese mi ha insegnato anche la necessaria prudenza nel costruire qualcosa, mi ha insegnato a non lasciarsi prendere la mano dai soldi sperati o promessi, ma a lavorare solo con il denaro che c'è, non con quello assicurato. Questo raccomando ai giovani: siate oculati e pensate che le leggi del caso incombono sempre sopra di noi". Così padre Roberto Busa (foto) ha iniziato a presentare se stesso e il suo pionieristico lavoro ieri sera in una gremitissima Sala Consiliare a Gallarate, alla presenza del Commissario Prefettizio di Gallarate dottor Giuseppe Castelnuovo, dell'Assessore alle Relazioni del Comune di Busto Arsizio Luciana Ruffinelli e dell'Assessore alla Cultura del Comune di Legnano Carlo Maria Lomartire, della Presidente della biblioteca di Gallarate Maria Adelaide Binaghi e dal Padre Superiore dell'Istituto Aloisianum di Gallarate, Lorenzo Giordano. L'occasione era duplice: il dono da parte di padre Busa a nome del centro Cael (Computerizzazione analisi ermeneutiche e lessicologiche) alle biblioteche delle tre città della copia dei 56 volumi dell'Index Thomisticus, l'opera dal formato enciclopedico in cui sono raccolti i suoi pioneristici risultati della sua analisi elettronica integrale dell'opera omnia di San Tommaso d'Aquino. E il conferimento, da parte del Comune di Gallarate, a padre Busa della Cittadinanza Onoraria, segno di una città riconoscente per la munifica donazione che testimonia l'impegno pionieristico svolto a Gallarate dal padre gesuita nello sviluppo della nuova scienza dell'informatica linguistica. Padre Busa, padre gesuita, storico della filosofia e linguista, nato a Vicenza nel 1913, è universalmente riconosciuto come il pioniere dell'informatica linguistica. Ha insegnato alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, all'Aloisianum di Gallarate e all'Università Cattolica di Milano, dove ha fondato e dirige un gruppo interdisciplinare di ricerche per la computerizzazione dei segni dell'espressione, che raccoglie l'eredità dei suoi studi. Fin dal 1949, a seguito di un suo soggiorno in America, iniziò a conoscere l'informatizzazione di testi. Quelle esperienze lo convinsero della possibilità di realizzare l' Index Thomisticus, pubblicato tra il 1974 e il 1980. Il dono dell'opera alle biblioteche di Gallarate, Busto Arsizio e Legnano è stato un modo per ringraziare gli istituti e le famiglie che hanno contribuito alla realizzazione dell'importante lavoro, conosciuto nel mondo come quello che diede inizio all'informatica testuale. A Gallarate l'Istituto Canossiano, il commendator Giacomo Bellora, il commendator Aldo Cuccirelli, l'ingegner Luigi Galdabini, il ragionier Alessandro Sardella, l'ingegner Clemente Sartorio, il ragionier Angelo Sironi di Ing. Cristoforo e il commendator Mario Valentini. A Busto Arsizio Lucia Crespi in Ferrario, a Legnano l'ingegner Carlo Pensotti e Franca Bruni Pensotti. "Ci sono state "sberle" che mi ha dato la Provvidenza - ha ricordato ancora padre Busa ripercorrendo le tappe del suo lavoro -. Ma le difficoltà, i rovesci, le disgrazie, a voler essere logici, razionali, scientifici, trovano sempre soluzione triangolando verso l'onnipresenza di Dio. E uso "triangolando", ricordando come, quando la radio non esisteva, le navi stabilissero la loro posizione appunto triangolando su punti fissi delle stelle. Il lassismo di oggi per cui tanti pensano che la preghiera non sia per gli uomini che lavorano non è vero. Ci dimentichiamo della Provvidenza quando le cose vanno bene, ma ricordiamoci almeno quando vanno male. Perché è la Provvidenza che, nella forza della ripresa, ci fa realizzare che il momento della burrasca è stato un investimento". La figura e le opere di padre Busa sono state illustrate da Luigi Dadda, professore emerito al Politecnico di Milano, già Rettore dello stesso e per lungo tempo Assessore alla Cultura di Milano.

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