| Riceviamo e pubblichiamo
"Quando ho cominciato con questo lavoro non
immaginavo cosa ne sarebbe venuto fuori, ma ho obbedito alla legge umana per cui bisogna
avere fiducia in un lavoro metodico e perseverante. L'Altomilanese mi ha insegnato anche
la necessaria prudenza nel costruire qualcosa, mi ha insegnato a non lasciarsi prendere la
mano dai soldi sperati o promessi, ma a lavorare solo con il denaro che c'è, non con
quello assicurato. Questo raccomando ai giovani: siate oculati e pensate che le leggi del
caso incombono sempre sopra di noi". Così padre Roberto Busa (foto)
ha iniziato a presentare se stesso e il suo pionieristico lavoro ieri sera in una
gremitissima Sala Consiliare a Gallarate, alla presenza del Commissario Prefettizio di
Gallarate dottor Giuseppe Castelnuovo, dell'Assessore alle Relazioni del Comune di Busto
Arsizio Luciana Ruffinelli e dell'Assessore alla Cultura del Comune di Legnano Carlo Maria
Lomartire, della Presidente della biblioteca di Gallarate Maria Adelaide Binaghi e dal
Padre Superiore dell'Istituto Aloisianum di Gallarate, Lorenzo Giordano. L'occasione era
duplice: il dono da parte di padre Busa a nome del centro Cael (Computerizzazione analisi
ermeneutiche e lessicologiche) alle biblioteche delle tre città della copia dei 56 volumi
dell'Index Thomisticus, l'opera dal formato enciclopedico in cui sono raccolti i suoi
pioneristici risultati della sua analisi elettronica integrale dell'opera omnia di San
Tommaso d'Aquino. E il conferimento, da parte del Comune di Gallarate, a padre Busa della
Cittadinanza Onoraria, segno di una città riconoscente per la munifica donazione che
testimonia l'impegno pionieristico svolto a Gallarate dal padre gesuita nello sviluppo
della nuova scienza dell'informatica linguistica. Padre Busa, padre gesuita, storico della
filosofia e linguista, nato a Vicenza nel 1913, è universalmente riconosciuto come il
pioniere dell'informatica linguistica. Ha insegnato alla Pontificia Università Gregoriana
di Roma, all'Aloisianum di Gallarate e all'Università Cattolica di Milano, dove ha
fondato e dirige un gruppo interdisciplinare di ricerche per la computerizzazione dei
segni dell'espressione, che raccoglie l'eredità dei suoi studi. Fin dal 1949, a seguito
di un suo soggiorno in America, iniziò a conoscere l'informatizzazione di testi. Quelle
esperienze lo convinsero della possibilità di realizzare l' Index Thomisticus, pubblicato
tra il 1974 e il 1980. Il dono dell'opera alle biblioteche di Gallarate, Busto Arsizio e
Legnano è stato un modo per ringraziare gli istituti e le famiglie che hanno contribuito
alla realizzazione dell'importante lavoro, conosciuto nel mondo come quello che diede
inizio all'informatica testuale. A Gallarate l'Istituto Canossiano, il commendator Giacomo
Bellora, il commendator Aldo Cuccirelli, l'ingegner Luigi Galdabini, il ragionier
Alessandro Sardella, l'ingegner Clemente Sartorio, il ragionier Angelo Sironi di Ing.
Cristoforo e il commendator Mario Valentini. A Busto Arsizio Lucia Crespi in Ferrario, a
Legnano l'ingegner Carlo Pensotti e Franca Bruni Pensotti. "Ci sono state
"sberle" che mi ha dato la Provvidenza - ha ricordato ancora padre Busa
ripercorrendo le tappe del suo lavoro -. Ma le difficoltà, i rovesci, le disgrazie, a
voler essere logici, razionali, scientifici, trovano sempre soluzione triangolando verso
l'onnipresenza di Dio. E uso "triangolando", ricordando come, quando la radio
non esisteva, le navi stabilissero la loro posizione appunto triangolando su punti fissi
delle stelle. Il lassismo di oggi per cui tanti pensano che la preghiera non sia per gli
uomini che lavorano non è vero. Ci dimentichiamo della Provvidenza quando le cose vanno
bene, ma ricordiamoci almeno quando vanno male. Perché è la Provvidenza che, nella forza
della ripresa, ci fa realizzare che il momento della burrasca è stato un
investimento". La figura e le opere di padre Busa sono state illustrate da Luigi
Dadda, professore emerito al Politecnico di Milano, già Rettore dello stesso e per lungo
tempo Assessore alla Cultura di Milano.
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