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| Malpensa - Addestramento
continuo, orari di lavoro accettabili e pensione dorata. Inchiesta sui campioni della Gdf |
| Antidroga, gli infallibili
agenti a quattro zampe |
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Ma i cani antidroga sniffano cocaina? Pare di no. E allora come fanno ad
andare a caccia dello stupefacente? Questione di addestramento e di empatia con il
padrone, ovvero il conduttore; il compagno di tutta una vita di lavoro. Fuori dai luoghi
comuni o dalle normali curiosità su questi servitori dello Stato, la vita da cane
finanziere non è poi così dura come potrebbe sembrare ai profani. Alloggiati in una
decina di gabbie, allangolo della caserma delle Fiamme Gialle di Malpensa, i
campioni della lotta al narcotraffico saltano felici alla vista delladdestratore, un
maresciallo dellUnità cinofila della Guardia di Finanza. Fag, Canto e Ibon, questi
alcuni dei loro nomi, sono incontenibili ma non torcerebbero un capello a nessuno. Sono
così. Dei normali cagnoloni, giocherelloni finché si vuole, ma efficienti fino
alleccesso. E tutto perché scovare cocaina, eroina o hashish per loro è in fondo
un gioco. Che poi, ridotto ai minimi termini, è lessenza del loro lavoro. Ed ecco svelato il segreto delle unità cinofile. Unalchimia che nasce a Castiglione del Lago, vicino Perugia,
dove le "Fiamme gialle" selezionano e incrociano pastori tedeschi pronti a
diventare agenti scelti. Dopo una decina di mesi il trasferimento a Intimiano, vicino
Como, dove ha sede il centro di addestramento. Qui i "cuccioloni", come vengono
chiamati, vengono assegnati al conduttore, il finanziere che opererà con loro per
lintera vita lavorativa.
Come si ottiene un segugio antidroga? Il miracolo lo compie un asciugamano arrotolato.
Dicesi manicotto. Ogni volta che il cane fiuta lodore della sostanza trova in quel
punto il manicotto. E il premio. Lo può mordere, inseguire, ma
soprattutto deve sapere che il conduttore giocherà ogni volta con lui. Il trucchetto si
ripete anche quando si comincia a fare sul serio, alla dogana dellaeroporto. E
così, mentre il corriere della droga, in manette, viaggia verso il carcere, il finanziere
a quattro zampe ottiene la sua mezzora di gioco. Fa piacere sapere che i narcotrafficanti
possono essere sconfitti dalla forza dellamicizia tra luomo e lanimale.
Eppure è così. In fondo è anche romantico.
E anche dal punto di vista sindacale la vita del cagnone è simile in tutto e per tutto
a quella del finanziere. Cinque/sei giorni di lavoro la settimana, sette ore di pattugliamento, con
intervalli di dieci minuti. Ferie pagate, corsi di aggiornamento, assistenza sanitaria,
vitto e alloggio garantito. E alla pensione una dignitosa sistemazione. Garantita dal
diritto di prelazione nellacquisto del cane da parte del suo conduttore. Cosa che
accade nella maggior parte dei casi. Altrimenti è per lui già pronta la pensione dorata
di Castiglione del Lago. Relax, prati verdi, altri cani con cui pascolare nella tenuta.
Insomma una vita che non ti immagini.
Nella caserma di Malpensa si raccontano leggende da libro cuore. Conduttori che
sospendono le ferie per stare vicino al cane ricoverato in clinica, notti insonni,
telefonate tra i parenti. Ma vederli in azione in aeroporto dà la dimensione della
straordinaria abilità dei cani. Anzi, di cane e conduttore. Perché, come sottolineano gli addestratori, uomo e animale, quando lavorano,
sono la stessa cosa. Vero. E la prova ce labbiamo nel settore doganale
dellaeroporto. Fag gira al guinzaglio del militare. Segue tutte le scie, mentre
cammina a zig-zag dietro i passeggeri. Allimprovviso si attacca a un bagaglio.
Sembra abbia trovato qualcosa, invece no. Ogni giorno i cani seguono centinaia di scie,
attirati da una miriade di odori. Ma è solo il conduttore, che conosce lanimale, a
sapere se ha davvero annusato droga.
Sono tutti pastori tedeschi. Una razza scelta per lequilibrio del carattere, la
vivacità, ma anche perché tra quelle che hanno la maggiore estensione di mucose olfattive nei cavi respiratori.
Impossibile stabilire delle graduatorie. Maschi e femmine sono bravi uguali. Chi sia poi
il campione di sequestri non cè modo di saperlo. Tutti bravi, tutti campioni. Una
distinzione va invece fatta per i cani antiterrorismo. Sono docili, ma guai ad avvicinarsi
troppo. Se dovesse succedere qualcosa al loro conduttore allora la situazione diventerebbe
pericolosa. La loro presenza a Malpensa è molto discreta, ma quanto basta per incutere
rispetto.
Infine una curiosità. Non tutte le ciambelle riescono col buco. Si racconta che
qualche tempo fa arrivò a Malpensa un cane ben addestrato. Ma sfortuna volle che si
scoprì terrorizzato dai carrelli portabagagli. Ora lavora tranquillo alla dogana di
Tarvisio. Il tran-tran quotidiano e la prospettiva di una bella pensione. Un po
lontano dalle luci della ribalta, ma si accontenterà.
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| Roberto Rotondo
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