| Dopo le ultime
dichiarazioni lasciate dal provveditore agli studi di Varese, lo stesso ha segnalato il
problema allispettore regionale generale della sovrintendenza agli studi di Milano,
per verificare leffettiva legittimità della chiusura della scuola Verga. Il
provveditore era intervenuto dichiarando che la questione della Verga non si trattava di
una chiusura, bensì di una razionalizzazione di un plesso. Lispettore scolastico, con preavviso di un
giorno, si è presentato in Comune giovedì mattina alle nove: presenti alla riunione
lassessore alla cultura e allistruzione Stefano Candiani, il presidente della
commissione istruzione Gianni Candiani, la presidente del consiglio distituto
scolastico Gabriella Galli, invitata dal Comune appena venuto a conoscenza della visita.
In questa riunione sono state prese in
esame tutte le carte della questione Verga: i numeri degli iscritti, le classi che si
vorrebbero formare (sette), e tutti i documenti risalendo fino alla richiesta del 98
fatta dallallora preside di chiudere il plesso della Verga in previsione del forte
calo demografico cui si andava incontro. "Lispettore non ha trovato riscontri
nei dati forniti dal dirigente scolastico Angelillo" ci spiega lassessore
Candiani: "Alla fine ha considerato la realtà e ha convenuto con lunica
soluzione attuabile: sia dal punto di vista didattico che amministrativo e meglio chiudere
le iscrizioni alla Verga".
Durante la riunione, lispettore ha
inoltre fatto notare lesistenza di un decreto ministeriale del 99 secondo il
quale gli istituti con meno di due corsi attivi devono essere accorpati ad altri.
"Continuare su questo discorso" prosegue Candiani "alimenta solo polemiche
sterili fini a se stesse: è inutile tornarci sopra. È giusto prendere questa decisione;
diventa una scelta obbligata anche da un decreto ministeriale".
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