La Amsc é ufficialmente a caccia
di partners privati. Il commissario prefettizio Castelnuovo ha deciso in questi giorni la
trasformazione dell'azienda in società per azioni. Un passo importante che il consiglio
comunale non era riuscito a compiere per la nota crisi politica. La Amsc comincia così il
suo cammino verso il mercato, dopo che la giunta Greco aveva tracciato gli indirizzi per
lo sviluppo futuro e che l'azienda stessa era riuscita a stilare un accordo
sull'occupazione con le organizzazioni sindacali.Amsc é oggi il gioiello di famiglia
dell'amministrazione gallaratese. Ha un valore che la dirigenza stima tra i 70 e i 100
miliardi. Professionalità e mezzi di tutto rispetto, ma anche qualche difficoltà, in
particolare nel settore trasporti. Ed é stato proprio quest'ultimo punto a far muovere il
presidente dell'azienda Pierluigi Gallo, che ha chiesto al commissario di trasformare
l'Amsc in Spa prima della data del 31 marzo; scadenza ultima per la modificazione proprio
dei trasporti.
"Soddisfazione" é il commento del presidente, anche se si tratta solo di una
delle prime tappe di un cammino che si annuncia lungo e segnato ancora da ritardi.
"Siamo l'ultima delle aziende della Provincia ad aprirsi al mercato - aggiunge Gallo
- non potevamo aspettare ancora, considerato che già altre realtà si stanno
muovendo". Già, ma come si stanno muovendo? Il futuro dei servizi pubblici é ancora
poco definito soprattutto tenendo conto che si va a trasformare un patrimonio stretto a
doppio filo con la capacità di manovra del potere politico.
Il prossimo passaggio di Amsc sarà quello di definire la scissione tra quella parte di
azienda che resterà pubblica al 98% - questa manterrà le reti logistiche
strategiche e gli immobili - e le cosiddette aziende figliate: una o più Amsc 2, capaci
di gestire i servizi e in grado di entrare nel mercato privato cedendo azioni ai nuovi
investitori.
"Sì, questo è il prossimo passaggio che dovrà fare chi verrà dopo di me -
spiega il Presidente Gallo - anche se io un'idea in merito l'ho già espressa da tempo, e
cioé ragionare sulla possibilità che le aziende del territorio, Varese, Busto, Gallarate
e anche Legnano, possano trovare il modo di dar vita a un sistema dei servizi unico".
Una strada un po' difficile e che finora non ha visto, almeno ufficialmente, passi
importanti da parte del potere politico. La posta in gioco potrebbe essere molto alta,
anche in termini di controllo. Un territorio con colorazione politica omogenea che
gestisce un patrimonio pubblico con ampia libertà di manovra. Ma il campanilismo e le
diatribe interne non garantirebbero vita facile a questa macchina da guerra. Gallarate
insegna.