| Cè un regolamento di conti
in atto nel mondo della prostituzione del Basso Varesotto? Linterrogativo è
tuttaltro che astratto dopo lidentificazione della donna tramortita e
abbandonata alla periferia di Gerenzano una settimana fa: la donna, tuttora
ricoverata in coma allospedale di Monza, è infatti una "lucciola" ucraina
di 26 anni, Natasha Ivanova. In meno di un mese si tratta della seconda "schiava del
sesso" a subire una brutale aggressione nel Saronnese: a fine febbraio, come si
ricorderà, era stata ferocemente assassinata con un colpo di pistola in fronte Joy
Osas, ventenne clandestina del Ghana. I
carabinieri di Saronno non hanno al momento a disposizione alcun elemento per mettere in
relazione i due episodi ma il sospetto che il business del sesso da marciapiede stia
provocando contrasti tra bande rivali è fondato. Il mistero si è aperto paradossalmente
dopo lidentificazione della donna. I carabinieri sono risaliti allidentità di
Natasha passando in rassegna le foto segnaletiche delle prostitute che frequentano la
zona. La giovane ucraina era incappata in controllo allinizio di marzo a Turate, a
pochi chilometri dal luogo in cui è stata trovata priva di sensi.
Benchè il corpo della donna non presenti segni evidenti di
violenza pare ormai certo che il coma sia stato provocato da una forte botta ricevuta alla
nuca: il suo aggressore lha poi scaricata ai margini di un prato in via don Gnocchi
a Gerenzano, non lontano dal punto dove era stata assassinata Joy Osas.
Laggressione maturata nellambiente dei protettori appare al momento
lipotesi più fondata; meno credito trova quella della rapina compiuta da un cliente
di Natasha.
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