Si
è svolto ieri sera lincontro pubblico sulla collocazione del secondo
termodistruttore nella provincia di Varese. Di fronte a circa 200 persone,
alliniziativa organizzata dal comitato rifiuti con il coordinamento varesino per la
gestione dei rifiuti, non si è presentato nessun membro leghista della Provincia, nemmeno
il presidente Ferrario. Al loro posto, in rappresentazione della loro presenza sono stati
messi al tavolo del dibattito tre manichini con la scritta "Provincia". Presenti molti sindaci della zona: Maria Ciantia di
Venegono Superiore, Giorgio Luini di Castiglione Olona, Graziano Maffioli di Casale Litta,
Sergio Luini di Lozza, Vito Bagnolati di Gornate Olona.
Mauro Cereda, presidente del comitato ha
introdotto la serata facendo notare come dalla decisione di "congelare"
qualsiasi decisione riguardo allinceneritore, vi siano molti problemi, molte domande
rimaste senza risposta: "sono passati sei mesi dalla delibera che collocava il forno
a Caronno Corbellaro, ma finora non ci è arrivata nessuna risposta effettiva, nemmeno
sulla petizione di 14.000 firme che abbiamo consegnato in Provincia nellultimo
incontro".
Il 10 febbraio scorso, gli
organizzatori della serata di ieri, incontrarono il consiglio provinciale ed esposero un
piano integrato per la gestione dei rifiuti nella provincia di Varese. Nessuna risposta di
fronte a questa presa di posizione attiva: "Noi non diciamo semplicemente che non
vogliamo linceneritore" spiega Fulvio Fagiani, ideatore della proposta
"siamo stati anche propositivi, con delle soluzioni fattibili che mirano a far
raggiungere il 55-60% di raccolta differenziata nella provincia nel giro di pochi anni e
così rendere inutile la costruzione del secondo inceneritore".
Dopo lintervento del consigliere
provinciale di opposizione Graziano Maffioli che ha fatto notare come "finalmente in
Provincia non è più una chiusura totale sullargomento" (è stato infatti
istituito un centro osserva-rifiuti, un ufficio dove saranno raccolti i dati sulla
situazione), ha preso poi la parola Giuseppe Adamoli del consiglio regionale:
"Dobbiamo capire se lamministrazione provinciale ha bloccato la decisione per
un vero e proprio ripensamento o è semplicemente una tattica pre-elettorale per non
perdere voti. Se finora non è stata ancora approvata la costruzione della struttura, lo
si deve soprattutto a iniziative come questa che hanno sensibilizzato non poco
lopinione pubblica".
Adamoli ha inoltre presentato il progetto
di legge che pochi giorni fa portato in Provincia: "La Regione deve andare a
modificare la legge 21 del 93, in base al decreto Ronchi 41 del 97". Solo
Così si sarà sicuri che non si avrà nessun termodistruttore. La modifica di legge
presentata da Adamoli prevede soprattutto lattuazione di due punti fondamentali che
aiuterebbero notevolmente la gestione dei rifiuti:: da una parte "privilegiare la
riduzione, il riutilizzo ed il riciclo rispetto al recupero di energia ed allo
smaltimento; dallaltra riequilibrare gli impianti di smaltimento esistenti,
raccordando i piani futuri con le disponibilità già esistenti ed oggi
sottoutilizzate".
Tutti daccordo con Don Maurizio
Canti: subito dopo le elezioni, quando si ripresenterà di petto il problema,
"dobbiamo essere tutti mobilitati e presenti".
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