In Italia si vota sempre, ogni anno o
quasi. Da noi le campagne elettorali sono perenni come le nevi sui ghiacciai alpini. In
queste condizioni ogni iniziativa, anche la più innocente, rischia di essere
strumentalizzata da questa o quella parte politica. Vi sono però degli antidoti a tutto
ciò. Semplici rimedi che se adottati rappresentano la cartina di tornasole delle reale
coerenza e trasparenza che ciascuno di noi mette nel proprio agire politico.
La vicenda Malpensa, in questo senso ed in questo delicatissimo periodo, cade a
proposito per questa verifica. Prendiamo, ad esempio, il torpedone che i Sindaci del
"Coordinamento contro i soprusi di Malpensa" hanno allestito per il 9 Aprile
p.v., per recarsi a Roma con l'obiettivo di incontrare i leaders politici nazionali
(Rutelli e Berlusconi in primis) per sottoporre loro, in sette precisi punti, le richieste
del territorio sulla scottante vicenda Malpensa-Hub.
Ebbene, al di là di alcune nostre perplessità sulla richiesta di nuovo prg
aeroportuale (per ridurre i volumi su Malpensa non serve un nuovo prg ma basta ed avanza
rispettare quello che esiste! Un nuovo prg lo chiede la Sea di Giorgio Fossa per
incrementare i volumi dello scalo Hub e quanti, furbescamente, puntano alla
normalizzazione dello status quo), qualora queste "sacrosante richieste" non
dovessero raccogliere concreti impegni (e per concreti impegni intendiamo quelli
sottoscritti e non quelli blaterati in politichese), cosa faranno i Sindaci del torpedone
?
E soprattutto cosa faranno quei Sindaci e quegli esponenti dei Comitati che si sono
candidati nelle liste dei partiti prima ancora di avere la sottoscrizioni di questi
concreti impegni ? Vi è da sperare, che in nome della coerenza e del rispetto dei
cittadini vittime di Malpensa 2000, abbiano il buon senso di ritirarsi da quelle liste
elettorali che risultassero identificabili con quei leaders nazionali che non hanno inteso
assumere e sottoscrivere una posizione su Malpensa concorde con quanto la mobilitazione
popolare ha sin qui espresso. E che dire poi della richiesta di un nuovo piano d'area?
Come non condividerla e sostenerla, a patto però che rappresenti una totale inversione di
rotta con la legge speciale varata dalla regione Lombardia per deregolamentare il
territorio a tutto vantaggio della speculazione edilizia ed a discapito delle tutele
ambientali del Parco del Ticino.
Chissà se i Sindaci oltre che a CHIEDERE sapranno anche FARE, e partendo dal diritto
rivendicato alla gestione del proprio territorio, vorranno impedire la cementificazione in
Gallarate (SS336), l'edificazione di complessi alberghieri in aree ambientali a rischio
archeologico (Casorate Sempione) e la nascita di poli fieristici davanti alla aerostazione
aeroportuale (Vizzola Ticino) - quest'ultimo manufatto è previsto in un'area riconsegnata
al Parco del Ticino nel 1987 dopo che Sea l'aveva furbescamente ricompresa nel sedime di
espansione aeroportuale. Se dunque questi piani regolatori, come altri del comprensorio
aeroportuale, sono stati recentemente aggiornati in funzione dell'espansione dell'indotto
della Grande Malpensa, coerenza vuole che questi amministratori ritornino sui lori passi,
ristabilendo la precedente situazione dei prg comunali, azzerando di conseguenza le
varianti pro-Malpensa deliberate.
Coordinamento per la revisione e il controllo del progetto Malpensa 2000 Cto WWF
Sezione Alto Ticino - Gallarate - Ecoistituto della Valle del Ticino - Cuggiono - f.to
Anna Armenio, Oreste Magni, Daniele Porrini, Valerio Lavazza