| "E un sasso lanciato
nello stagno. Sono consapevole del fatto che, in questo momento, non servirà a nulla, ma
vuole essere uniniziativa e uno stimolo a chi nelle prossime elezioni governerà
questo territorio a rilanciare lautonomia dellarea
dellAltomilanese". Conclude, così,
Walter Picco Bellazzi, consigliere indipendente del Partito popolare cittadino, la
conferenza stampa, avvenuta questa mattina, per presentare la proposta di legge di
istituzione della provincia dellAltomilanese nellambito della Regione
Lombardia, unitamente al disegno di legge per ridefinire il circondario del Tribunale di
Busto Arsizio, che dovrebbe coincidere con quello della nuova provincia.
Non è nuovo a questo tipo di proposte, il consigliere
Walter Picco Bellazzi, da anni, impegnato a combattere, non solo a parole, ma anche nei
fatti, la dura battaglia della provincia dellAltomilanese, di cui, ormai, si discute
da più di trentanni, e che, nonostante, le operazioni di facciata sono rimaste
macerie di carta - anche da parte dellamministrazione leghista cittadina, che
deliberò nel 96 una proposta di istituzione di provincia, con capoluogo Busto
Arsizio, cui i comuni limitrofi Legnano, con la guida Maurizio Cozzi
risposero picche. "Sarà una provincia stellare
spiega Walter Picco Bellazzi ossia ogni Comune, con pari dignità, avrà
importanti uffici dislocati sul proprio territorio come se fossero le punte di una
stella".
Il territorio della futura provincia, con capoluogo Busto
Arsizio, dovrebbe comprendere parte dei comuni sotto la giurisdizione di Milano e parte
sotto quella di Varese, ciò che , da sempre, è considerato un territorio omogeneo, non
solo perché attraversato dallasse Sempione, ma per storia, tradizione, cultura e
obiettivi di sviluppo il primo atto di amministrazione comune è la gestione dello
smaltimento rifiuti dellAccam, seguito dal Parco dellAltomilanese, e dal piano
darea di Malpensa. Una provincia, oggi, ancor
più importante dopo lapprovazione in Parlamento della legge sul federalismo e il
decentramento amministrativo. Infatti, con la valorizzazione e lesaltazione dei
ruoli periferici, anche le regioni possono delegare molte attività importanti alle
province, consentendo lo snellimento di compiti amministrativi e istituzionali.
Tutto ciò consentirebbe anche di salvare la precaria sorte
del Tribunale cittadino, che non vedrebbe più ridotte le proprie funzioni, ma le
esalterebbe e potrebbe anche conseguire lomogeneità territoriale e di carico di
lavoro tra i tribunali di Milano, Monza e Busto Arsizio.
E una sfida importante quella che attende i prossimi
parlamentari e amministratori del territorio poiché "si dovrà tener conto
continua lavvocato Bellazzi del decollo delle città metropolitane e delle
definizione delle aree periferiche. Elemento importantissimo poiché nel caso in cui
dovesse partire il progetto della grande Milano, le città della provincia si troverebbe
ad essere ai confini dellimpero".
Linvito è quindi rivolto a tutti gli esponenti politici, ma soprattutto a Maurizio
Cozzi, sindaco di Legnano, che dopo le recenti dichiarazioni sulla stampa locale, appare
sempre più orientato a dimenticare il progetto di autonomia del territorio, portato
avanti dai suoi predecessori, in testa Mauro Potestio, sindaco di Legnano nei primi anni
Novanta, e audace propugnatore dellidea di provincia.
Riconoscere, quindi, sottolinea Walter Picco Bellazzi,
lautonomia e permettere una migliore articolazione della res publica, consentirà al
cittadino, attraverso gli organi decentrati, una maggiore partecipazione e una più
rilevante tutela e sviluppo "pensiamo, soltanto, a ciò che potrebbe significare una
camera di Commercio solo per questa zona". Ma
affacciarsi al nuovo, e allidea di una nuova provincia e di un maggior decentramento
" spero ammonisce Walter Picco Bellazzi non diventi un nuovo
centralismo, ossia un trasferimento di poteri solo da Roma a Milano".
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