, 58 anni, é il nome che alla fine hanno scelto i partiti.
L'abbiamo incontrata nel suo studio di architetto nel cuore della città.
Perché ha deciso di candidarsi?
"Ero stanca di sentire brontolare per come andavano le cose e alla fine ho
accettato la candidatura perché ho pensato che dovevo occuparmene in prima persona. In
questi anni ho notato una certa impreparazione nel personale politico. Io penso di poter
dare competenza ed esperienza. E senza falsa modestia credo di avere delle capacità da
mettere al servizio della città".
Qual è la sua storia?
"Ho insegnato alla scuola media, l'insegnamento è sempre stata una mia passione,
prima di fare una scelta per l'attività professionale. Ho mantenuto però il ruolo di
assistente di tecnica urbanistica al politecnico di Milano. Il disegno e la pittura sono i
miei momenti di sollievo. In politica sono stata prima del Psdi e poi nel Psi. Ero
presidente della circoscrizione centro. Ho fatto il mio iter di approfondimento nelle
commissioni, come si faceva una volta, e come purtroppo non si fa più".
Lei é architetto, non crede che ce ne siano un po' troppi in politica?
"Io non li vedo tutti questi architetti. E, per essere chiari, vivo del mio lavoro
e non ho mai avuto bisogno di favori da nessuno. La mia professionalità é una cosa
positiva perché significa competenza".
Gallarate sta avendo una forte espansione edilizia, é un processo che andrebbe
governato meglio?
"L'espansione é stata decisa dal piano regolatore. La città é come un corpo
umano: quando si ingrassa il cuore ne risente. Abbiamo il problema di non avere un centro
di riferimento forte. Questo produce una perdita di identità pericolosa".
Lei sarà il punto di riferimento del centrosinistra nel prossimo consiglio
"Io ci sarò, questo é sicuro. Ci vorrà la collaborazione di tutti, soprattutto
sui grandi temi. Credo nel dialogo. Imposterò la campagna elettorale soprattutto sugli
incontri personali. Le posso anticipare una delle questioni che mi sta più a cuore: il
problema dei giovani".
Un problema sottovalutato. Perché non porta voti?
"Non lo so. Di certo mancano gli spazi di aggregazione. Ci sono
ragazzi che non hanno la possibilità potersi esprimere per mancanza di luoghi di
incontro. Lo dico per esperienza personale, dato che io stessa sto lavorando a una mostra
di pittura per giovani a Sesto Calende. Basterebbe far conoscere tra loro le associazioni
per sfruttare un capitale ora frammentato".
Molti suoi ex compagni di partito sono adesso con la destra. Lei perché é rimasta
a sinistra?
"Sono una socialista democratica. Mai stata di destra. Sono nata in una famiglia
che aveva rispetto per tutti, ma con tradizioni popolari. Nel 1948 ero la figlia del
droghiere di Sesto Calende. Eravamo dei privilegiati perché c'era la miseria, ma si
viveva con uno spirito di solidarietà. Siccome sono una persona coerente la penso ancora
così".
Il centrosinistra ha ancora entusiasmo da spendere?
"Io ce l'ho e spero di trascinare anche gli altri. Quando uno comincia a correre
deve farlo per vincere. Non bisogna fare come Malabrocca, il corridore che aveva sempre la
maglia nera al giro d'Italia. E nemmeno sopravvalutare la forza degli altri. Vorrei fare
qualcosa di positivo. Partendo proprio dal lato umano della politica. Penso spesso che
stiamo dimenticando il "mutuo soccorso" tra le persone. Quello che una volta
avveniva nei cortili delle case. Perché perdere tutti i valori che abbiamo
vissuto?".
Dia un giudizio sulla giunta Greco.
"Come si fa a giudicare uno che semina e non ha avuto il tempo di raccogliere?
Sinceramente speravo che durasse di più perché potesse concretizzare i progetti che
aveva iniziato. Poi è andata come sappiamo".