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Ore 16.31.52
Giorno
07/06/07
Gallarate - Intervista al candidato sindaco dell'Ulivo. Socialista democratica, auspica il ritorno di un "mutuo soccorso" tra le persone
"La città avrà un volto umano". Inizia la corsa di Laura Floris Martegani

Lunghe trattative, incertezza, indecisioni. L'Ulivo ha un po' sudato per trovare il candidato sindaco alle elezioni del 13 maggio. E' stato per questo criticato, sia al proprio interno che all'esterno.

Oggi L'Unità scrive: "E' il giorno in cui tutti ci dicono che l'Ulivo non riesce a trovare i candidati e che non é mai stato così diviso. Eppure discutere é tipico delle democrazie. Certo, è più facile quando un gruppo di partiti appartiene a un padrone". 

Laura Floris Martegani (foto), 58 anni, é il nome che alla fine hanno scelto i partiti. L'abbiamo incontrata nel suo studio di architetto nel cuore della città.

Perché ha deciso di candidarsi?

"Ero stanca di sentire brontolare per come andavano le cose e alla fine ho accettato la candidatura perché ho pensato che dovevo occuparmene in prima persona. In questi anni ho notato una certa impreparazione nel personale politico. Io penso di poter dare competenza ed esperienza. E senza falsa modestia credo di avere delle capacità da mettere al servizio della città".

Qual è la sua storia?

"Ho insegnato alla scuola media, l'insegnamento è sempre stata una mia passione, prima di fare una scelta per l'attività professionale. Ho mantenuto però il ruolo di assistente di tecnica urbanistica al politecnico di Milano. Il disegno e la pittura sono i miei momenti di sollievo. In politica sono stata prima del Psdi e poi nel Psi. Ero presidente della circoscrizione centro. Ho fatto il mio iter di approfondimento nelle commissioni, come si faceva una volta, e come purtroppo non si fa più".

Lei é architetto, non crede che ce ne siano un po' troppi in politica?

"Io non li vedo tutti questi architetti. E, per essere chiari, vivo del mio lavoro e non ho mai avuto bisogno di favori da nessuno. La mia professionalità é una cosa positiva perché significa competenza".

Gallarate sta avendo una forte espansione edilizia, é un processo che andrebbe governato meglio?

"L'espansione é stata decisa dal piano regolatore. La città é come un corpo umano: quando si ingrassa il cuore ne risente. Abbiamo il problema di non avere un centro di riferimento forte. Questo produce una perdita di identità pericolosa".

Lei sarà il punto di riferimento del centrosinistra nel prossimo consiglio

"Io ci sarò, questo é sicuro. Ci vorrà la collaborazione di tutti, soprattutto sui grandi temi. Credo nel dialogo. Imposterò la campagna elettorale soprattutto sugli incontri personali. Le posso anticipare una delle questioni che mi sta più a cuore: il problema dei giovani".

Un problema sottovalutato. Perché non porta voti?

 "Non lo so. Di certo mancano gli spazi di aggregazione. Ci sono ragazzi che non hanno la possibilità potersi esprimere per mancanza di luoghi di incontro. Lo dico per esperienza personale, dato che io stessa sto lavorando a una mostra di pittura per giovani a Sesto Calende. Basterebbe far conoscere tra loro le associazioni per sfruttare un capitale ora frammentato".

Molti suoi ex compagni di partito sono adesso con la destra. Lei perché é rimasta a sinistra?

"Sono una socialista democratica. Mai stata di destra. Sono nata in una famiglia che aveva rispetto per tutti, ma con tradizioni popolari. Nel 1948 ero la figlia del droghiere di Sesto Calende. Eravamo dei privilegiati perché c'era la miseria, ma si viveva con uno spirito di solidarietà. Siccome sono una persona coerente la penso ancora così".

Il centrosinistra ha ancora entusiasmo da spendere?

"Io ce l'ho e spero di trascinare anche gli altri. Quando uno comincia a correre deve farlo per vincere. Non bisogna fare come Malabrocca, il corridore che aveva sempre la maglia nera al giro d'Italia. E nemmeno sopravvalutare la forza degli altri. Vorrei fare qualcosa di positivo. Partendo proprio dal lato umano della politica. Penso spesso che stiamo dimenticando il "mutuo soccorso" tra le persone. Quello che una volta avveniva nei cortili delle case. Perché perdere tutti i valori che abbiamo vissuto?".

Dia un giudizio sulla giunta Greco.

"Come si fa a giudicare uno che semina e non ha avuto il tempo di raccogliere? Sinceramente speravo che durasse di più perché potesse concretizzare i progetti che aveva iniziato. Poi è andata come sappiamo".

Roberto Rotondo

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