Gentile Ministro De Mauro, come
nella miglior tradizione medioevale mi trovo costretta a rivolgermi al re per ottenere la
dovuta attenzione, dato che conti, baroni, cavalieri e messi sono distratti o in altre
faccende occupati. Lavoro da quasi ventanni nellEducazione degli Adulti, in
Italia e allestero, faccio parte di comitati, commissioni, gruppi operativi etc.
perché sul serio ho a cuore la formazione permanente e credo di essere una operatrice
capace di far accadere le cose, di portare la gente a scuola e di mantenercela.
Accogliendo le istanze del Comitato Provinciale EDA da oltre un anno lavoro per far
nascere unesperienza EDA in un Distretto non presidiato, e di fatto da settembre
stanno funzionando a Tradate alcuni Corsi di educazione degli adulti che attualmente
registrano un flusso di 300 frequentanti, di cui 75 in formazione di base.
Non siamo ancora stati riconosciuti come autonomi, lUfficio Scolastico
Provinciale continua a ritenerci una sezione staccata del vicino CTP di Saronno,
nonostante abbia ufficialmente assegnato me e gli altri docenti (restituiti da Saronno
allAmministrazione poiché risultanti sovradimensionati rispetto agli utenti) al
Dirigente della scuola di Tradate in cui si svolgono i Corsi. La sottoscritta, per
capirci, fa parte del Collegio Docenti dellIstituto Comprensivo Galileo
Galilei di Tradate, è componente del Consiglio dIstituto e ha la funzione
obiettivo attribuita allIstituto citato, MA, ma
sui documenti del Comitato io
appartengo al CTP di Saronno, perché, dice il Provveditorato, non esiste il codice
meccanografico di Tradate. Ogni tanto telefono al dirigente di Saronno, squisita e
comprensiva persona, e gli chiedo se sono sua, lui mi risponde che è spiacente, che
gradirebbe molto avere una docente come me, ma che ahimè non rientro nella lista dei suoi
insegnanti. Fosse solo un problema nominale, potremmo passare oltre, ma non è così.
Nella prima riunione del riformato Comitato Provinciale il Provveditore invita gli
intervenuti a progettare e a formulare proposte in relazione a nuovi CTP (Centri
Territoriali Permanenti, previsti dallO.M. 455 del 97). Poi se ne va.
Ovviamente propongo la nascita di un CTP a Tradate, con organico completo: come Lei ben
sa, la normativa prevede che un CTP possa nascere con circa 100 utenti. Il Comitato decide
che va bene, che Tradate potrà avere il suo CTP, a patto che anche lAmministrazione
Comunale ne riconosca la bontà. In una corsa contro il tempo, come nei thriller, dato che
ci sono scadenze burocratiche ineludibili, otteniamo il fatidico sì dallEnte
Locale. Abbiamo tutto, no?, il parere favorevole di un Comitato Provinciale,
limprimatur dei politici, siamo in linea con lo spirito che aleggia sullUnione
Europa, che mette tra le priorità leducazione degli adulti, che facciamo?
Organizziamo una bella campagna promozionale e prevediamo che i nostri frequentanti
raddoppieranno il prossimo anno. Si brinda, anche. Oggi, quarta riunione del Comitato, il
Provveditore non cè, ma una sua funzionaria annuncia che il CTP di Tradate non
sorgerà, non sono state date disposizioni in materia. Non ho pianto perché lho
già fatto dopo la seconda riunione del Comitato, e non volevo eccedere. Le domande però
sono molte, temo che se dovessi porle direttamente al Provveditore potrei perdere la calma
e diventare più intemperante del solito, visto che in un pubblico convegno sullEDA
ipse dixit Con me problemi di organico non ci saranno!!!. Gentile Ministro,
questa lettera la mando on line e la spedisco a tutti i giornalisti della contea. Non
intendo emulare le suffragette incatenandomi a un palo nel cortile del Provveditorato. A
Lei chiedo: qual è quel perverso meccanismo che non conosco e che fa sì che
allinterno di una struttura sociale democratica e partecipativa, una persona, una
sola, riesca a vanificare il lavoro di anni di dedicazione di tanti? E infine, ma
soprattutto: gli adulti, li vogliamo educare o no?
Con stima
Lella Rossetti Coordinatrice didattica dei Corsi Eda di Tradate