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Laveno - Si inaugura domenica 18 marzo alle 11 la mostra dell'artista lavenese presso il Museo Internazionale della Ceramica
Egidio Casarotti. Dal vero al vero

Si apre domenica 18 marzo alle 11 la rassegna dedicata allo scultore di Laveno. 
Veronese di origine ma lavenese di adozione Egidio Casarotti arriva sulle sponde del Lago Maggiore quasi per caso. Sfollato da Milano durante la seconda guerra mondiale l’artista trova proprio in Laveno un luogo adatto alla sua produzione artistica, alla sua passione per la scultura e al suo insaziabile desiderio di osservare la natura. Dalla natura, infatti, ha inizio tutta l’analisi espressiva di Casarotti, un’indagine che si riflette nelle sue opere con una precisione analitica, avvicinandolo agli scultori di fine ottocento. Figure umane, tante, ma anche forme di animali e bassorilievi sacri. L’arte di Casarotti spazia. Indaga i nudi di donna, i ritratti dei bambini, ma anche temi religiosi e classici.

La mostra del Museo Internazionale Design Ceramico Civica Raccolta Terraglia vuole essere un omaggio ad un artista che molto ha lavorato a Laveno e che numerosi concittadini ancora oggi ricordano come autore delle formelle della chiesa Nuova dedicata a S. Ambrogio. L’indagine di Casarotti è legata alla osservazione della natura, colta in ogni minimo particolare che si realizza con una grandissima attenzione alla forma. Linee sinuose e ben modellate, espressioni tratte dal vero e riflessioni sulla figura, umana, in special modo. Le opere esposte sono quasi tutte di terracotta, materiale morbido da plasmare, adatto alla ricerca espressiva dell’artista. Terrecotte non dipinte, come i bozzetti della natività, oppure patinate a freddo. Le opere possono sembrare ad un primo impatto di bronzo, proprio per quella tintura grigio-scuro scelta dall’artista.

La ricerca formale sulla figura spesso supera il contenuto, che diviene mero pretesto: così nascono le sculture raffiguranti il cane o il bue, e così nascono i temi tratti dalla letteratura classica, come l’interessante gruppo di Paolo e Francesca. Quasi sospesi dal vento i due giovani amanti escono da un grande libro impresso per sempre con le parole che segnarono il loro destino "quel giorno più non vi leggemmo avanti". Di grande interesse anche l’autoritratto da vecchio con profonde rughe sul viso ed un espressione ferma e sicura.

Artista ottocentesco legato al figurativo, Casarotti risulta più significativo nelle piccole sculture modellate con accuratezza, che negli esercizi stilistici legati alla rappresentazione della natura morta o nei quadri d’interno. Egli ricerca il vero e del vero pregna tutta la sua produzione artistica.

Biografia
Egidio Casarotti nasce a Montecchia di Crosara (Verona) nel 1984. Studia presso il Collegio dei Salesiani di Milano, prosegue all’Accademia Cignaroli di Verona quindi si perfeziona lavorando presso lo scultore Montini.
Si arruola negli Alpini durante la Prima Guerra Mondiale. Ferito sul campo nel 1916 viene ricoverato presso l’ospedale di Torino. Grazie alla amicizia e la stima di Gabriele D’Annunzio entra in aeronautica. Ha quindi la possibilità di coltivare la passione per il volo e dedicarsi alla scultura. Nel 1920 sposa la moglie Antonietta. Da Ferrara dove abita nel 1939 si trasferisce con la famiglia (l’anno prima era nata la figlia Angela) a Milano dove vive fino al 1942. A causa dei bombardamenti è costretto a sfollare a Laveno Mombello dove si ferma, lavorando alla scultura e ai monumenti funerari. Egidio Casarotti muore a Milano nel 1966.

Dove: Museo Internazione Design Ceramico, Lungolago Perabò, 5
Quando: Dal 18 Marzo al 21 aprile
Orario mart-merc-giov 14.30-17.30, ven-sab- dom 10-12/14.30-17.30, chiuso il lunedì
Info tel. 0332 666530

Erika La Rosa

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