Giovedì sera alle 21 presso la Palazzina della Cultura di via Sacco ci sarà
un incontro dibattito per la presentazione del libro di Piero Viotto, Introduzione a
Maritain pubblicato nella collana "i filosofi" della editrice Laterza.
L'incontro, che gode del patrocinio dell'assessorato alla Cultura, è a cura di
Università Popolare e dell'associazione "Giuseppe Lazzati" . Parteciperanno al
dibattito Laura Boella, docente di Filosofia Morale all'Università Statale di Milano,
Francesco Botturi, docente di Antropologia filosofica alla Cattolica di MIlano. Moderatore
della serata sarà Fabio Minazzi, docente nonché vicepresidente di Up. Le conclusioni
saranno affidate a Piero Viotto. L'autore
Piero Viotto è stato per oltre venticinque anni preside dell'Istituto Magistrale
"A Manzoni" di Varese, ha insegnato per diverso tempo all'Università Cattolica
di Milano, collabora alle riviste" Vita e pensiero" di Milano, "Il nostro
tempo" di Torino, "Studium" di Roma, "Rivista di Teologia morale"
di Bologna, "Nuova secondaria" di Brescia
Jacques Maritain
filosofo francese, è uno dei più grandi pensatori del nostro secolo. Uomo di profonda
passione religiosa, filosofica e civile, è stato testimone attivo e partecipe degli
eventi e delle sfide del nostro tempo. La sua opera, che spazia nei più diversi campi del
sapere filosofico, ha dato contributi decisivi alla ricerca epistemologica, metafisica,
ontologica, teologica, morale, estetica, politica, pedagogica, in una coerente prospettiva
generale che egli chiamò "realismo critico". La sua opera resta uno dei più
alti prodotti intellettuali del '900.
Nato a Parigi il 18 novembre 1882 da famiglia protestante, si laurea
alla Sorbona prima in filosofia e poi in scienze naturali. Nel 1904 sposa Raïssa
Oumançoff, una studentessa russa nata da famiglia ebrea, conosciuta alla Sorbona. Grazie
all'incontro con Bergson al Collège de France e all'amicizia con Charles Péguy e Léon
Bloy i coniugi Maritain si avvicinano alla fede cattolica e due anni dopo, nel 1906, si
convertono e iniziano una vita di profondo impegno intellettuale. La loro casa a Meudon
(Parigi) diventa un cenacolo di incontro e dibattito frequentato dai loro amici, filosofi,
teologi, artisti, scrittori, tra i quali Cocteau, J. Green, Claudel, Rouault, Severini,
Chagall, Strawinsky, Lourié, Satie. Le vicende della Seconda Guerra Mondiale impongono a
Maritain un lungo periodo di esilio in America, dove rimane, eccetto gli anni 1945-48, dal
1940 al 1960. In America insegna in varie Università del Canada e degli Stati Uniti, tra
le quali quelle di Toronto, Princeton, Notre Dame, Columbia, Yale, sempre attivo nella
battaglia a difesa dei principi della democrazia. Nel 1945 De Gaulle lo volle ambasciatore
di Francia presso la Santa Sede. Capo delegazione francese nel 1947 all'Assemblea
dell'UNESCO di Città del Messico, ebbe parte determinante nell'elaborazione della
"filosofia" dell'UNESCO e della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo
delle Nazioni Unite. Dopo la morte dell'amata moglie Raïssa nel 1960, Maritain si ritira
dal mondo presso i Piccoli Fratelli di Gesù di Tolosa. Il Concilio Vaticano II tuttavia
lo coinvolge ed è a lui che Paolo VI, in occasione della chiusura, affida il solenne
messaggio del Concilio agli uomini di cultura di tutto il mondo. Dopo una vita intensa e
feconda di grande operosità intellettuale e di impegno nelle vicende del suo tempo,
Maritain muore a Tolosa il 28 aprile 1973. È sepolto, accanto alla moglie Raïssa, in un
piccolo cimitero di campagna nella cittadina di Kolbsheim, vicino a Strasburgo. A
Kolbsheim, presso il Cercle d'Etudes Jacques et Raïssa Maritain, sono conservati i suoi
archivi. Lascia un messaggio di libertà e di indipendenza dell'intelligenza, di vigilanza
critica sul tempo e di passione per un futuro di dialogo e di cooperazione tra gli uomini
e le culture. Filosofo della "nuova mondialità", il suo messaggio è oggi
parola alta e lungimirante sui processi di globalizzazione.
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