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| Arte
Luigi Ambrosoli, Rossana Bossaglia e Simonetta Coppa hanno tracciato e ripercorso
lavventura storico- artistica dellartista varesino in un incontro organizzato
dagli Amici dei Musei |
| La grande stagione
del Magatti nella Varese del 700 |
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Un artista complesso, innovativo e perfettamente integrato con il
suo tempo. È questo il profilo di Pietro Antonio Magatti, pittore varesino le cui opere
sono in mostra presso il Castello di Masnago e a cui gli Amici dei Musei di Varese hanno
dedicato un interessante incontro. Luigi Ambrosoli, storico varesino e già professore
presso lUniversità di Verona, Rossana Bossaglia, critico darte e Simonetta
Coppa, docente dellUniversità Cattolica di Milano hanno tracciato e ripercorso
lavventura storico- artistica dellartista. Nato nel 1691, Magatti visse un
importante stagione per lItalia e la Lombardia in particolare ha spiegato il
professor Ambrosoli cioè il passaggio dalla dominazione spagnola a quella
austriaca. Di lì a qualche anno inoltre Varese passerà sotto la signoria di Francesco
III dEste. Proprio negli anni in cui Magatti cominciava ad appassionarsi
allarte per Varese si stava concludendo limportante impresa del Sacro Monte,
con la costruzione la decorazione delle Cappelle lungo la via Sacra. Un grosso avvenimento
che aveva portato in città le personalità artistiche più significative dellarte
lombarda e aveva creato uno stimolante dibattito artistico. Da queste due esperienze
sicuramente luomo e lartista Magatti venne influenzato, facendo proprie le
esigenze e le volontà del suo tempo. Come ha giustamente sottolineato Ambrosoli, al di
fuori dellesperienza artistica sappiamo ben poco di Pietro Antonio Magatti. Non
possediamo documenti che ci testimonino la sua esperienza quotidiana e le sue attività
extra- artistiche. Rossana Bossaglia ha inquadrato larte del Magatti
allinterno della storia artistica lombarda ripercorrendo le opere che hanno in
qualche modo potuto influenzare e influire sulla ricerca artistica del maestro varesino.
Ha illustrato opere del Legnanino, del Sassi, del Lanzoni e del Carloni oltre da accennare
alle innovazioni portate dalla nuova arte settecentesca, fresca ed elegante per temi e
composizioni. Infine lintervento di Simonetta Coppa, curatrice della mostra, insieme
ad Anna Bernardini, ha illustrato le tele più importanti esposte in mostra e la scelta
selettiva dei quadri recuperati attraverso una ricerca nelle collezioni private e nei
musei pubblici di tutta Italia. |
Erika La Rosa
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