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07/06/07

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Sesto Calende - Lo Spazio Cesare da Sesto propone una mostra di fotografia

Fotografi biellesi in Sardegna


Anche allo spazio Cesare da Sesto, a Sesto Calende una mostra fotografica. A differenza di analoghe esperienze espositive, in mostra in altri luoghi del territorio varesino, questa esposizione nasce con un intento prettamente documentaristico.

Autori, tre fotografi biellesi che tra fine ottocento e i primi anni del novecento hanno percorso la Sardegna e ne hanno tratto dall’esperienza uno stupendo diario di immagini. Vittorio Besso, fotografo professionista con studio a Biella è uno dei più conosciuti autori di fotografia dell’ottocento italiano. A lui si devono le numerose testimonianze fotografiche dei molti monumenti o opere architettoniche presenti sul territorio nazionale, ma anche ritratti di personaggi illustri o vedute alpine o immagini delle prime linee ferroviarie in costruzione.

Il suo obiettivo indaga, in particolar modo, la realtà sarda e ne documenta le numerose miniere di carbone, i nuovi lavori per le erigende ferrovie, alcune testimonianze storiche. Un preciso lavoro documentativo in cui vengono mostrate le opere del progresso tecnico e civile che, in quel tempo, andavano sorgendo nell’isolata Sardegna. In Sardegna, Besso, si dedica anche a documentare gli aspetti pubblici degli interventi, le torri d’avvistamento, qualche nuraghe, i ritratti di Garibaldi a Caprera o anche altri soggetti che il nuovo gusto civile andava cercando e che il mezzo fotografico stava portando anche nella società sarda.

Gli altri due fotografi, Vittorio e Erminio Sella, non sono professionisti. Appartengono ad una delle famiglie di industriali tessili biellesi e la fotografia è solo, per loro, un appassionante mezzo innovativo che permettere di "fermare" liberamente le immagini che più affascinano i loro occhi. Anche loro arrivano in Sardegna alla fine dell’ottocento. Hanno già all’attivo, nonostante la "non professionalità" una serie di viaggi sulle Alpi, nel Caucaso, nel Sikkin con la relativa documentazione fotografica. Qui, in Sardegna, ritrovano la spettacolarità dei paesaggi, la grandiosità della natura ancora allo stato selvaggio, e ce la restituiscono attraverso affascinanti visioni di paesaggio. Allo stesso tempo costruiscono sull’isola una attività vitivinicola che insieme alla tessitura è una delle risorse economiche della famiglia Sella.  

Le immagini fotografiche documentano così la nascita della nuova tenuta sarda, le difficoltà del dissodamento dei terreni, la piantagione, la vendemmia, la prima industrializzazione agricola dell'isola con l'aratura a vapore, le riprese degli altopiani sardi o i paesaggi marini, le scene di caccia, le feste di paese, il popolo con i suoi costumi tradizionali, i banchetti….e anche un avvenimento raro come fu l’arrivo di Edoardo VII, Re d’Inghilterra, sul molo di alghero.

Racconti di vita. Istanti rubati al tempo. Un preciso momento storico che l’occhio fotografico ha fermato e documentato con precisa puntualità. Emblematica appare, in alcune foto, la comparsa di un’altra macchina, l’automobile, che insieme allo strumento fotografico assume simbolicamente il segno del eccezionale esemplarità dei tempi, dove il mondo contadino stava lasciando via via il passo alla industrializzazione.

Il percorso fotografico dei tre autori testimonia così un passaggio lento ma graduale che anche la Sardegna seppe fare a cavallo dello scorso secolo rompendo il suo lunghissimo isolamento naturale.

Spazio Cesare da Sesto
Fotografi biellesi in Sardegna tra fine ottocento e primi
del novecento
Dal 28/03 all’8 aprile
A cura del circolo Culturale Sardo " Su Nuraghe" di Bie

Antonio Maria Pecchini

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