| Anche allo spazio Cesare da Sesto, a Sesto Calende una
mostra fotografica. A differenza di analoghe
esperienze espositive, in mostra in altri luoghi del territorio varesino, questa
esposizione nasce con un intento prettamente documentaristico.
Autori, tre fotografi biellesi che tra fine ottocento e i primi anni del
novecento hanno percorso la Sardegna e ne hanno tratto dallesperienza uno stupendo
diario di immagini. Vittorio Besso, fotografo
professionista con studio a Biella è uno dei più conosciuti autori di fotografia
dellottocento italiano. A lui si devono le numerose testimonianze fotografiche dei
molti monumenti o opere architettoniche presenti sul territorio nazionale, ma anche
ritratti di personaggi illustri o vedute alpine o immagini delle prime linee ferroviarie
in costruzione.
Il suo obiettivo indaga, in
particolar modo, la realtà sarda e ne documenta le numerose miniere di carbone, i nuovi
lavori per le erigende ferrovie, alcune testimonianze storiche. Un preciso lavoro documentativo in cui vengono mostrate le opere del progresso
tecnico e civile che, in quel tempo, andavano sorgendo nellisolata Sardegna. In Sardegna, Besso, si dedica anche a documentare gli aspetti
pubblici degli interventi, le torri davvistamento, qualche nuraghe, i ritratti di
Garibaldi a Caprera o anche altri soggetti che il nuovo gusto civile andava cercando e che
il mezzo fotografico stava portando anche nella società sarda.
Gli altri due fotografi, Vittorio e Erminio Sella, non sono
professionisti. Appartengono ad una delle famiglie di industriali tessili biellesi e la
fotografia è solo, per loro, un appassionante mezzo innovativo che permettere di
"fermare" liberamente le immagini che più affascinano i loro occhi. Anche loro arrivano in Sardegna alla fine dellottocento.
Hanno già allattivo, nonostante la "non professionalità" una serie di
viaggi sulle Alpi, nel Caucaso, nel Sikkin con la relativa documentazione fotografica.
Qui, in Sardegna, ritrovano la spettacolarità dei paesaggi, la grandiosità della natura
ancora allo stato selvaggio, e ce la restituiscono attraverso affascinanti visioni di
paesaggio. Allo stesso tempo costruiscono
sullisola una attività vitivinicola che insieme alla tessitura è una delle risorse
economiche della famiglia Sella.
Le immagini fotografiche documentano così
la nascita della nuova tenuta sarda, le difficoltà del dissodamento dei terreni, la
piantagione, la vendemmia, la prima industrializzazione agricola dell'isola con l'aratura
a vapore, le riprese degli altopiani sardi o i paesaggi marini, le scene di caccia, le
feste di paese, il popolo con i suoi costumi tradizionali, i banchetti
.e anche un
avvenimento raro come fu larrivo di Edoardo VII, Re dInghilterra, sul molo di
alghero.
Racconti di vita. Istanti
rubati al tempo. Un preciso momento storico che locchio fotografico ha fermato e
documentato con precisa puntualità. Emblematica
appare, in alcune foto, la comparsa di unaltra macchina, lautomobile, che
insieme allo strumento fotografico assume simbolicamente il segno del eccezionale
esemplarità dei tempi, dove il mondo contadino stava lasciando via via il passo alla
industrializzazione.
Il percorso fotografico dei tre autori testimonia così un passaggio lento
ma graduale che anche la Sardegna seppe fare a cavallo dello scorso secolo rompendo il suo
lunghissimo isolamento naturale.
Spazio Cesare da Sesto
Fotografi biellesi in Sardegna tra fine ottocento e primi del
novecento
Dal 28/03 all8 aprile
A cura del circolo Culturale Sardo " Su Nuraghe" di Bie
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