" Eternit " del Teatro Magro, spettacolo già nel 1998
selezionato al festival Opera Prima, è imperniato sul complesso rapporto fra l'uomo, la
morte e il dopo la morte. L'argomento è difficile, ma trattato con misura ed ironia, con
toni che variano dall'interrogativo al cinico, dal divertito al disperato, dal filosofico
al demenziale, poco concedendo alla scontatezza e alla battuta facile. Si punta invece,
occhi attenti e lucidi, sulle superstizioni, sulle credenze popolari e non, sulle paure e
le speranze, sulle illusioni e disillusioni, sulle poche certezze, sulle ansie più
profonde. In una scenografia essenziale ciascun personaggio da corpo ad un sunto di
ricordi e di frammenti di vita in un intreccio di immaginario e reale che cattura lo
spettatore; in questo spettacolo non si può almeno in parte non riconoscersi. Il percorso
seguito è un classico dantesco rovesciato. Il tentativo di ironizzare sul mistico
infarcendolo di brani del banale quotidiano dà buoni frutti. Così, fra eternità e
tempo, fra eternit e moplain, fra ironia e dramma, cinismo e sentimento, ragione e magia,
si dispiegano le domande di sempre, ma in una veste ludica che diverte e quasi stupisce.
Al termine breve coreografia estratta dallo spettacolo Ohne saum
di Silvana Bazzi, con Marta Bonomi, Elisabetta Bedore, Teodoro
Neri, Kandawel Pasupatipillay, Patrizia Putelli, Simona Locantore, Adalberto Caprari
Teatro
"Eternit"
del Teatro Magro
regia di Flavio Cortellazzi
con Andrea Caprini, Arianna Visentini, Nicola Rebecchi, Benedetta Cantoni, Marco Leasi,
Licia Visentini, Alessandro Pezzali, Simone Visentini
Poesia
a cura di Lorenzo Scandroglio
dei poeti F. Nieztsche, D.H. Lawrence, Dylan Thomas, C. Pavese
musiche di Marco De Marco
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