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07/06/07

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MusicaConcluso il ciclo Domenica in Musica.Uno straordinario concerto del migliore ensemble chitarristico presente sulla scena mondiale
Funambolici Assad

Forse il concerto più applaudito della stagione, quello di domenica scorsa al Salone Estense di Varese. Sergio ed Odair Assad rappresentano uno dei più straordinari esempi di ensemble chitarristico sulla scena mondiale. Iniziano a suonare in duo da bambini e da allora non si separeranno mai più. Racconta Sergio: " Non abbiamo mai pensato di suonare da solisti poiché il dividersi sarebbe per noi impensabile. In questi ultimi quattro o cinque anni ci siamo allargati ad altre collaborazioni ma senza dividere la nostra ensemble". Notissime infatti al pubblico degli amanti della sei corde, le ultime collaborazioni con Gidon Kremer, Fernando Suarez Paz (violinista dell’ultimo Quintetto di Astor Piazzolla), Nadja Salerno-Sonnemberg ed altri.

Il concerto proposto agli Estensi è diviso in due parti nette. La prima, dedicata a compositori europei, parte con un cambio di programma: anziché le preannunciate Sonate di Soler, gli Assad regalano un omaggio all’Italia proponendo due Sonate di Scarlatti. L’efficacia di questa musica riportata dal clavicembalo alle chitarre è straordinaria. Essa, pur mantenendo praticamente inalterate le note, si riempie di nuovi colori timbrici e dinamici offrendocene una versione nuova ed inusuale, al di là delle considerazioni filologiche. Dopo le Estampas di Federico Moreno Torròba, ascoltiamo una già ben nota versione chitarristica della Suite Bergamasque di Claude Debussy. Il fatto che il compositore francese mancò di un soffio il dedicare una pagina alla chitarra, è cosa risaputa. Difatti, nonostante questa trascrizione appaia un po’ compattata nel registro, rende assai bene altri aspetti che assegnano non a torto alla chitarra, l’etichetta spesso assegnatale di "strumento dell’impressionismo".

La seconda parte è invece dedicata interamente all’America Latina attraverso esecuzioni di Gismonti, Brouwer e dell'argentino Astor Piazzolla. Quelle forse più lontane dallo spirito reale del linguaggio, sono senza dubbio queste ultime; gli Assad piegano molto questa musica al loro stile, sempre estremizzato nelle velocità e nella tecnica. Gli accenti duri e laceranti e dai vibrati intensi, che caratterizzano il linguaggio piazzolliano, vengono qui a mancare. Ne scaturisce una versione più morbida, meno sofferente, ma sempre straordinaria dal punto di vista tecnico e della qualità degli arrangiamenti.

Splendide invece le atmosfere rarefatte e delicate della musica di Gismonti, forse il punto più alto della proposta dei fratelli brasiliani. I due regalano al pubblico, letteralmente in delirio, un paio di bis. Nel primo, un brano popolare brasiliano in cui svetta una proprietà di linguaggio e un travolgente "swing" che ne fanno degli interpreti strabilianti. Alla fine la consueta gag del brano "a quattro mani"; a conferma della loro incredibile virtuosità, regalano ai presenti un "giochetto" musicale ma suonandolo sulla stessa chitarra. Vedere la foto per credere.

Claudio Farinone

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